219 MDXXX, MAGGIO. 220 qualche danno nostro. Vedendo io con li occhi questo, fui forzato de far de quele cose che non erano 1’ uiiìtio mio, et cosi imbraciai una rotella dando collelate a tutti queli che tornavano adielro; finalmente saltai in su quel riparo con una testa de cavali lezieri armati de tulle arme, con uno pico in mano per uno, insieme con parechie lanze spezate 124* che io ho apresso di me, el insignoritici del riparo cominciamo a spinger inanzi et guadagnamo la piaza con P artigliarla et con gran occision de loro, togliendo loro dua insegne, et vi morì un capilano : et così ci volgemo a combuter casa per casa, lauto che ci insignorimo del lulto. Assalili la nolte non si polette andar più avanti, et stavamo in modo slrachi che nessuno fante poteva slar più in piè. Feci tirare quela artegliaria che haveamo loro lolla sodo la forteza et meter le sentinele, et lasciai a guardia de la piaza el signor Camilo con tre allri capitani, et cosi se sterno fino a questa malina. Dove de novo riordinai le genti el, messi in battaglia per dar lo assalto, trovamo havevan fallo lulla noie fazioni el alraversato le strade con certi pezi de arle-laria grossa ; nè per questo se temeva, che si andava a la volta loro impaurili de P haver perso parie de la terra, et vedendone tanti morti per le strade et essersi fugili queli tanti trislareli che ci erano, fiorentini, insieme col gran Ruberlo Acciaiuoli padre di tulli, accenorono de voler parlamentar, et così deli la fede al commissario Thadio Guiducci el se’ altri de la terra che venisseno a parlar con me. Venendo me domandoruo quel che io desideravo ; et risposi loro che volevo la terra per li mei Signori o per forza o per amor, et che volevo fusse rimesso nel petto mio quel ben et quel mal che havevo da far a li volterani. El lor me chiesero tempo de due hore per poterne far conseglio con li liomeni de la terra, el che verrebbeno con pieno mandato. Non lo volsi far perchè vedevo che me volevano tener a bada fino ad tanto che ’I soccorso che era per via comparisse, el delti loro tempo tanto che tornorono denlro a le trinzee, con far loro intender che se fra una tneza bora non tornavano con la resolulion de quel che havevo loro imposto, che io farei prova d’acquistar quel resto con P arme in mano, come ho fallo fino a qui. Et così se mandor-no el tornorono infra ’I tempo, et da poi menorono con loro el capitano Giovai) Balista Borghesi che era eolonclio de tutti li altri capitani. Arrivati ad me si bultorono in poter mio, et che li volterani in luto et per lutto se metleveno ne la discretion mia, et così li accelai promelendo la fede mia de salvar la vita al commissario et al colonello et a tutti li fanti pagati, et tanto ho osservato, el subito li feci passar in ordinanza per mezo di le bande nostre, et me-lerli fuora de la terra. Et perchè Thadeo Guiducci me pareva, nel lempo che noi siamo, di troppa importanza a lasciarlo, P ho ritenuto apresso di me, con animo de non li far dispiacer nessuno, haven-doli dato la fede mia, et ancora se P ha guadagnalo con far qualche opera che mi è piaciuta, onde io prego voslre signorie che li voglino perdonar fino a quello che li ho promesso io, che come de sopra ho detto li deli la fede mia di non lo far morire. Partiti li soldati imperiali, presi la piazza, et messi a guardia de le artigliane lutti li cavali legieri, et le guardie a le porte el spartiti e’ quartieri, che questa volta non furon ne’ borghi, feci,mandar un bando che ciascuno volterrano che fussi trovalo con Parme cascasse in pena di le forche; hozi farò la descriplion de essi et ne li scriverò del tutto, ad causa non possino più adoperarle contra noi come questa volta hanno fatto. Ancora hozi si farà bando per veder tutte le portale de tormenti, che intendo ce n’ è gran copia, et le farine che vien fate el altre grascie remeterò in ciladela con più presteza che si potrà, et tulle le artigliane mandale da Andrea Doria, che par P habbino fallo a posta per renderci il contracambio de quele di Ruberlo Pucci. Le arte-gliarie sono due cannoni che bullano 70 libre de palla per uno, et due colubrine che mai vidi la più bela artegliaria et meglio condotta, et mezo canone et un sacro, che fanno il numero di <3 pezi grossi, con 800 palle, con qualche poco di polvere el salnitro. Et domani, che sarà a li 28, mandarò uno trombetto a le Pomarancie el uno a Montecatini, .et di quel che seguirà perla prima si darà adviso ut in liiteris. Nè altro, salvo che di continuo raco-mandarme a vostre signorie, le qual Dio mantenga. 1530. Die 18 mali, in Muran. De comandamento del magnifico podestà el se fa a saper a cadauna persona, come hessendo stà reclama a sua magnificentia quaìitcr beri il signor Sigismondo da Rimano fo visto a la volta de San Bernardo con le sue arme, insieme con alguni allri in sua compagnia, contra la crida falla beri da ma-tina che in pena di la forca alguno non portasse arme, pertanto se de qui inanti sarà trovalo et dito signor da Rimano nè alguno di la sua corte, over (1) La carta 125* è bianca.