359 MDXXX, LUGLIO. 360 18 a Termine, come vostra exeellentia ne ha vera notitia. Per tutto, a Ponente, haveano liauto aque, et erano mancati di precio. Verso Cavo di l’arme, 7 fuste prese do navilii, veniva di Ancona, et so-prazonte le 5 galle di la Religion ne prese una de 18 banchi, et altre 5 erano aparlale se fugi, et l’hanno vendula a Saragosa dove s’atrovano. A Malta la Religion havia mandato artellarie asai et munilion ; fano far calzine a Cavo Passera et altre preparation ubique per edificar la cita et la fano soto et atorno il castello et da aqua adriedo. De tutte altre cose sono coacti fornirsi di questo Regno et altrove; stanno renitenti in non voler Tripoli per la spesa et distantia. Le 2 galìe del signor di Monaco vanno apartate da le 5 di questo regno, le qual beri partì per Messina, et quelle vanno per le parte di rnezo zorno, et ritornerà etiam a Messina, ed è fama a Tunis esserne preste da 30 allre fuste oltre le 2 galìe fu prese li tempi passati da Napoli, che le armavano con le 4 nave preditte vene di Candia. Fu presa una nave de Tunis carga di sai, valonie et altre merze di valuta, andava per Ancona, alcuni dice era di christinni. Idio restorì i perdenti chrisliani et exalti et prosperi vostra Sublimità ad vota. 213 Di Roma, del Surian orator, di 9 et 10. Come il papa li ha dilto che non fo vero che l’abate di Farfa prendesse li ducali 10 milia che di Napoli andava al campo. Et come le zente di -Soa Santità andavano a campo a Brazano, capo il signor Asca-nìo Colona. Et di le cose di Fiorenza, che quella terra è in grande penuria, pur Fiorentini più costanti che mai, et che a Pisa si feva alcune zente, et che del campo sotto Volterra mancava di le zente. Et scrive coloquii bauli col papa, qual voria la Signoria si interponesse ad acordar Fiorentini con Sua Santità eie. Da poi disnar, fo Conseio di X con la Zonta, et preseno far lettere da mar et da terra, che niuno rector tengi formenti che vieneno in questa città. Item, fu preso, atento che di 5 fati sora le ma-riegole sier Vicenzo Polani è morto, sier Sebaslian Malipiero si ha excusado per esser di capi di creditori di l’imprestedo di Gran Conseio, et sier Marco Antonio Sanudo ha refutado per invalitudine, resta sier Antonio Bembo, sier Marco Antonio Ve-nier il dolor, per tanto siano elecli tre con pena sora le ditte mariegole, videlicet compagui de li do soprascritti ; et tolto il scurtinio, rimaseno sier Marcj Antonio Corner, sier Mariti Juslinian, sier Jacomo da Canal, tutti tre ussiti di Savi di Terra ferma : fo tolti tra li altri sier Hironimo da Pexaro fo savio a Terra ferma et cazele ; fo tolto etiam sier Alvise Gradenigo è proveditor sora il colimo di Alexandria, et sier Bironimo Querini fo al luogo di Procuralor, qual non si provò, per esser sopra le diflferentie di quel de Tuxis. A dì 19, la mallina. Se intese, il Serenissimo star meglio : il Corte medico, leze a Padoa è qui a la sua cura, imo li soi dicono è varilo. Vene l’orator de l’imperator et have audienlia con li Cai di X, nescio quid. Vene l’orator del duca di Ferrara, per . . . Di Roma, di V orator Surian, di 13 et li. Come era zonta lì. la nova di la restitution di Boli del re Christianissimo, et non è stà falò festa se non da l’orator di Franza. Item, havea lettere.di Augusta, dal legato, il papa, come li lutberiani haveano richiesto 6 capitoli ut in litteris; et il papa dice che bisogna far congregation di ecclesiastici et etiam di dodi laici, ma non far concilio per niun modo. Item, di le cose di Fiorenza, che era venuto un fuora in campo dal principe di Oranges, da Fiorenza, a dir quelli Signori sarano contenti di tratar acordo, et il principe li dimandò se T haveva commission in scritura. Rispose di no, ma che torneria in la terra per haverla, qual tornò, et par non sia ritornalo. Et che '1 signor Malatesta Baion havia scritto al papa che Fiorentini dariano le forleze di Pisa et Volterra in man soe, et si meleriano ne l’imperator, et il papa voi obstasi, nè voi levar lo exercilo eie. Scrive esser zonto li a Roma irà Francesco Zorzi ; è stato a basar il piede al papa, dal qual è sia assà carezato. Da poi disnar, fo Collegio di Savi ad consu■ 213* lendum. Da Constantinopoli, fo lettere di 17 sugno. Come il Signor mandava domino Alvise Gritti in Hongaria dal vayvoda,et partiria fra 5 giorni, et lui medemo era venuto a dirli ; da poi, scriveno, haver indusià 8 zorni a parlir. Et lui orator Mocenigo disse: « Come? Vui sè fìol del Serenissimo e andè ! che dirà l’imperator ? ». Lui li rispose : « Son ser-vitor del Signor turco ». Scriveno esser stali a parlar al magnifico Imbraim bassà per alcune cose di mer-cantia, il qual ordinò le lettere, poi intrò in parlar: «La Signoria ha purfatlopaxecon l’imperatorsenza nostra saputa, et il Signor per l’amordi la Signoria è mosso con lo exercito et andà fino in Alemagna ». Esso orator Mozenigo rispose : « La Signo-