531 51DXXX, SETTEMBRE. 532 questo 600 milia ducali, et manderà queslo marzo 3 galeaze a levarle. Item, scrivono come con uno zelebì et alcuni altri è stali in consulto zerca quesle specie, et con domino Alvise Grifi, al qual è slà dà il cargo, et za ha haulo lire 70 miliu di sede, et parlalo quante galle la Signoria mandava a levar specie, li rispose, esso oralor Zen, 3 in Alexandria et 2 Barrilo. Loro disseno : « Mandavi 6 galie in A-lexandria et assà arzenti, adesso mandé puoclii arzenti ». Li rispose, la causa è perchè l’arzento va dove è il piper, et havendo Portogallo il piper, lode-schi lo va a luor a Lisbona ; ma con le galie si manda merze et si barata con specie ; dicendo, aduncha 319 non si potrà navegar più in Alexandria ni a Barulo. Kisposeno, loro vendere le merze a contadi, et bavere il resto di le specie reslarà de lì. Item, scrivono, come questi voleno far uno grando et bolo fonlego in Pera, et di sora, camare da slar merca-danli ; et ha il cargo di farlo domino Alvise Oriti, qual zà ha fato il disegno eie., ut in lìtteris. Et come loro si ha doleslo che ’I consolo noslro di Alexandria non voi pagar le sansarie vien al Signor in contadi, ma in merze, et non è ben lato. Iicm, fono lettere in li Cai di X, de li diti. Come besscndo zonti li presenti per donar al Signor, mandati de qui, volendoli apresentar, li fo fato asaper dove era l’alicorno che Abraim richiese, et che non volevano acelar il presente senza 1’ alicorno. Al che li disseno credeva fusse in camino. Sichè non è siali ancora vestiti come oratori, nò haulo licentia di parlirse et altre parlicularità. Scrivono molle longe teiere in ... . sfogi di carta, le qual non fo lete al Pregadi, et pochi erano in Pregadi. A dì 4, domenega, la matina. Non fo cosa di novo. Vene in Collegio 1’ oralor di l’imperador, per cose particular, ¡usta il suo solilo. Da poi disnar, fo Gran Conseio. Non fu il Serenissimo; vicedoxe sier Andrea Mudazo. Fu fato 11 voxe, tra le qual del Conseio di X, 3, et rimase sier Piero Zen, fo baylo et oralor al Signor turco, qu. sier Catarin el cavalier, da molti tiloladi. Fo publicà tulli queli haveano cavedali di Monte di Subsidio et Monte novissimo da ducati 40 il 100 in zoso, vengono a tuor li soi danari, che li sarano dali da li Proveditori sora i Monti, et non venendo a tuorli non li corerà più prò alcuno. Noto. Sier Andrea Trivixan el cavalier, sier Hi-ronimo Justinian procurator, sier Francesco di Prio-li procurator, provedilori sora i Monti, hanno fin qui, Ira francarlo el reduli al precio di 60 con le 8 per 100, ducali 240 milia, et hanno scansa il prò di queli é slà francarli, zerca ducati 5900. Di Palermo, fo lettere di sier Pelegrin Ve-nier qu. sier Domenego, di 13 avosto. La copia sarà qui avanti seri la. Di Puola, fo letereparticular di sier Francesco Contarmi di sier Ferigo, ha una galla a Baruto, scritte, di 2, a suo padre. Come, essendo amalado sier Piero da Canal suo capilanio, volse esser portà in terra, et vedendo il tempo acelerarsi e lui amalato, chiamò il capilanio di le galie di Alexandria e in le sue man refudoe la capilaniaria. El qual capilanio chiamò tulli a conscio, e feno vice capilanio sier Jacomo Marzello patron di una galla in Alexandria, il qual havendo 30 milia contadi come patron, et non vadagnar niente, refudoe. Poi fo fato sier Bernardo Grimani qu. sier Zacaria, andava su la soa galla soracomilo in Cipro, el qual etiam refudoe. Poi fo fato sier Dona Corner, fo soracomilo, qu. sier Donado, el qual etiam refudoe. Unde visto questo, e il capilanio Canal miglioralo, era montato su la soa galìa et andarà al viuzo, et doveand partir il dì seguente, el l’arboro che si ruppe era zonlo, di la galìa di Alexandria. A dì 5, la malina. Non fo alcuna lettera da 319* conto. Vene in Collegio 1’ orator del re de Ingaltera, per. ............... Vene sier Antonio di Prioli procurator sopra le comessarie de dira, zoò di la ridia, dicendo li desordeni di la sua Procurala, et che aricordava fusse messa una parte in Gran Conseio, qual fe’ lezer, videlicet, si observasse il suo capitolar. E quesle parole fece in Collegio l’allro zorno, et fo laudato da tutti, et fato venir hozi li altri Procuratori per aldirlo et etiam udir quelo volesseno dir. Et cussi vene sier Andrea Justinian, sier Lorenzo Justinian, sier Hironimo Zen, sier Francesco Moce-nigo, sier Marco da Molili, et esso Prioli parloe. Li risposeno che si meravigliava di queslo, atenlo haveano nel suo capitolar che, chi voleva aricordar qualcossa, fosseno prima insieme et, essendo d’ accordo, terminasseno, et, hessendo varie opinion, ve-nisseno a la Signoria, et cum sit che ’1 prefato sier Antonio mai li ha dito nulla, però voleano prima esser insieme tulli, el sier Luca Trun qual è varilo e li allri che manca, e poi diriano quanto li occo-reva. Et cussi per la Signoria fo termina dovesseno prima esser lutti insieme.