355 MDXXX, LUGLIO. (linai suo fratello del vescoado de......che’l papa li dele in Franza, che mai 1’ ha poiulo haver, l’altra, per la recuperalion di certi soi stagni che fu presi, che veniva di Fiandra, per francesi. Et cussi va le cose de la Signoria nostra ! A dì 17, domenega, zorno che si ricuperò Padoa. Fu fato la procession justa il solilo. Prima andò a Santa Marina la Signoria con li stendardi, vi-cedoxe sier Andrea Mudazo, in veludo cremexin, in mezo di do oratori di l'imperalor, orator di Franza, Anglia, Milan, Fiorenza et Ferrara, et quel zen-tilhomo ha portato la nova del re di Franza. Erano solum tre Consieri, uno procuralor, sier Antonio di Prioli. Era il zudexe di Proprio sier Francesco da Mosto, in damaschili cremexin a manege dogai, vi-delicei non si portasse la spada, nò vi dovea andar. Era il cavalier di la Volpe, et oltra li Censori solum 16 zentilhomeni zoveni, et tra li altri sier Bernardo Donado fo al Sai, in raso cremexin. Poi tornò la Signoria a l’altra messa in San Marco, et fo fata la procession. Dapoi disnar zorno deputalo a far la festa per Canal grando per li compagni Floridi, signor sier Francesco Diedo di sier Piero et olìcial...... ; et però non fu fato Conseio. Et cussi hessendo preparato sopra do burchi benissimo uno theatro largo et comodo con un cielo benissimo posto, et di sora si poi andar, adornalo di tapezarie et con do monstri marini, uno vechio et una dona, la mila davanti su la pope, et da drio su la prova le eoe di pesce, il qual theatro vien vogado da assi barche, sopra il qual le done, numero 87, smolliate tute a la caxa del signor a San Polo over tragetto di san Beneto, et poi montono sopra, dove si ballò, et da drio fato certa muaiaria per maistro Pelegrin, di alcuni principali ben vestiti, eli’ è la fabula de . . . . . , et poi erano nel ballar alcuni cantadori che cantavano ben una canzon a proposito di la fabula, et cussi andoe verso il ponte di Rialto, poi tornò fin a San Marco. In questo mezo vene pioza et vento, adeo fo revocalo l’ordine, et dove doveano cenar sul soler del ponte fato che passa a la Zueeha, veneno a cenar a la caxa del signor et siete sin bore 6. » Quesli burchi era adornati in tapezarie et bandiere di sier Zuan Vituri ; tra le altre una bellissima fo del marchese del Guasto, fu presa a Lan-zano, le qual si bagnono ben. Fono fati per li compagni 5 paraschelmi benissimo in ordine, su uno di quali erano alcuni che ballava benissimo, sichè la terra tutta hozi stele in festa si la pioza non impediva. Et fu falò a hore 23 »/* una regata di barche e posti li precii per ditti compagni, et marli, a Dio piacendo, farano la festa ordinaria, videlicet al ponte, dove verrà la colazion di.....che la porterà (ulta in arzenti, et poi la sera pur per la fondamenta di la Zueca verà la mumaria, et poi sul ponte si farà balli, che sarà un bel veder. Et tutla questa spexa si farà di danari di compagni. Et nota. Era 4 versi notadi sul theatro overo burchii, bianchi in campo rosso, che dicevano cussi: Fu men rica di me la nave di Argo; più pò virlù, che’l mormor di le gente ; se manco in arie, bori voler non mai ; ti si condusse a sì legiadre gente ; l’odor di nostri fior ha in se tal rn’archio, che a la patria sarà gloria el fama. Nota. Sono solum compagni 21 tra i qual uno Gonella da puovoio. Et la noviza moier di sier Filippo di Garzoni, fia di sier Alvise Bernardo, al partir cazete in aqua. A dì 18, la malina. Se intese, il Serenissimo a Muran stava meglio di la febre. Di Cremona, fo lettere di sier Gabriel Ve-nier orator. Scrive zerca mandar orator in Franza il.....come......Item, par che’l Barbarossa corsaro habbi preso do nave carge di mo-nition et altro ; quelle di Zenova erano partite per andar a l’armada del capilano Andrea Doria. Veneno li do oratori di l’imperator rechiedendo certa trala di biave eie.; li fo dito queste cose si convien far con il Conseio di X ; da poi quel di Lodron andò fuora et restò l’altro con li Cai di X su certa materia che non....... Veneno li do oratori del re di Angalterra, uno di qual è lo episcopo di Londra, l’allroè il protho-notario Caxalio, et fono in Collegio zerca li consegni voriano da li dolori di Padoa per la dispensa di le noze di la raina. Vene l’orator di Mantoa et monstroe alcuni avisi di Augusta, di 6. Da Augusta, a li 6 di luglio 1530 al se-gnor duca di Mantoa. lo scrissi a vostra excel-lentia per 1’ ultime mie che faria ogni sforzo per havere le risposte date da questi principi a la Maestà Cesarea, le quale fin’ hora non ho potuto havere, ma spero pur in brevi di ottenerle, le quale è in capitoli cinquanta che dimandano a Sua Maestà, et in caso che questa non li voglia concedere et voglia movere cosa alcuna contra loro, dicevano che se appellarano al futuro concilio. Pur da poi, per