517 • MDVIII, soun vaili più avanti, et di quanto avcrò, ne darò presto notizia, come per sua di 13, borra recevula, ini significha. A tergo : Magnifico et clarissimo domino Hi-ronimo Contareno, dignissimo provisori classis maiori honorandissimo. IH Letera dii ditto, ivi,provedador, a dì 17 mazo, horre 16, ricevuta a dì____Come cri andò a Parenzo, per intender dii Iralato havia scoperto quel podestà, eftorturò uno; stele saldo, uon ostante il compagno confessasse. El fato il processo, ordinò a quel podestà li rnandasseno ai capi dii consejo di X, et lazi far bone guardie, ben che non li sia pericolo; e lornò a Cervera a bore 24. Trovò li stratioli zonli, dicono avali 3t»0. E questa matina andò in terra, al far dii zorno, con le arme in dosso, e milito le artillarie, clic sono pezi 7, trovò inissier Lactantio di Bergamo, homo molto sveglialo e di governo et experientia militar, che poneva bordine a quelle. Et expediti, se reduseno in una pianura, dove feno re-dur, a bandiera per bandiera, li homeni nostri de le galie, bene armati et ordinati per dicto domino La-cta'nlio; et arivò la galia Marcella, el lassò al governo di P armala sier Marco Loredan, capetanio di le galie bastarde, et Ini locato restar con lui per ventura sier Francesco Coniarmi, sopraromito. Et messo in bordine lutto, mandato fuora li exploratori e an-liguardie, con el nome di Dio hanno aviato le zente, prima i stratioli, poi le artillarie, munilione el vi-tuarie, e li vano driedo le fanUirie, poi li galioli e altre zente paesane, che possono esser da cercha 2000 in tutto. Et lui provedador monta a cavallo, |>er andar a dita impresa di Pisim, con sier Vicenzo da Riva e sier Francesco Marzcllo, sopracomili ; et quella note allozerano mia 8 di lì ili una villa, e domali anilerano, con lo ajulo di Dio, solo la terra, dove intendono esser cavali 70 di todeschi el paesani 500. Et nostri vanno con gran vigoria, spera vitoria. Dii dito, nel castel Trevixo, a dì 17. Dii zonzer lì a quel caslelo, nominalo Trevixo, mia 5 da Pisino ; e mandalo a dir si rendeseno, rispose quel castelan non lo voler far per cosa alcuna. E per non lo lassar da driedo, li deteno la bataglia ; si difese gnjardainente per zercha do hore, e per forza lo preseno e (o dato a sacho, eh’è stalo al preposi- lo, per meler teror a quelli di Pisino. Sono stà morti molti dii dillo castello, e trovato zercha cavalli 25 tolti per slralioli. Quella note alozerano lì e dama- macgio. ’ 518 lina se presenterano solo Pixino; spera indubitata vitoria. Letera dii dito, data in li felici castri, a 248 * presso Pixino, a dì 18 mazo, ricevuta a dì 23. Come à inteso si (rata le trievc. Avisa il modo fo preso il castello di Trivixo. Et fo che in quella inalimi, eri, si aviono, con boli lcni|>o, da marina parlili, eh’è mia 13; in strada comenzò a piover e li bagnò tutti. E presentali al castello, non si volseno dar, volendossi difender con zerti archibusi, e lo volseno expugnar per non lo lassar da driedo. E da poi preso el borgo, reduli li homeni in la torre asaì bona, con legname et polvere li brusono el ponte levador; et quello caduto, introno dentro con gran faticha, aziò non seguisse inconveniente ne P inlrar tra soldati et galioti, che za ne eri qualche principio. Et in questa malina, avanti si levaseno, con il fochi» feno crepar la ditta torre, per bòn rispeto; et per nostri fo messo focho in le caxe, e non ostante la pioza, ardevano grandemente. Et a hore 4 di zorno, cesata la pioza, si aviono versso Pisino; e mandò avanti alcuni, a veder di haverlo senza altre forze. El castello dal Vermo, zercha mia do da Pisino, in strada, situalo sopra uno monte asai forte e per reduto de zente aptissimo, qual, per il teror dii modo usato al castelo di Treviso, sì deteno, e vene ì primi dii castello contra esso proveditor e li porlo le chiave; e intrò a hore 18, e tolse il possesso per nome di la Signoria nostra. Era dentro da zercha persone 100 da fati. E inanimali i nostri, per seguir la vitoria passorono versso Pisino; e galioti e soldati voleva meler a sacho dito castello dal Vermo. Et a hore 22 introno in el borgo di Pisino, dove alozono le zente et posto le artillarie, qual fin bore 2 sarano piantate, e damatimi darano principio a bater la terra. E tutti chi erano.nel borgo si erano tirati in la terra; e fanno gajarda difesa, con usar parole a’ nostri assa’ injuriose e ingnominiose; et si dice, el capetanio cesareo era ussito, con dir voler andar a tuor zente in suo favor, e ha lassalo uno vice capetanio, e tulli tien sia fuzito per paura. Questa terra, chome P à vista di fuora via, è sopra uno monte di sasso vivo, alto et ratissimo, che da tre bande non se li poi dar bataglia ; ma spera mirarvi per forza per la porla. Itcm, come in strada quelli dii castello di Allignano, olim Cexaria, mia 3 di Pisino, si reseno a la Signoria nostra, c li presentono le chiave. Et di le zente mimiche, erano in quelle parte, non se intende altro e ili paura stanno ne i lochi lhoro, tamen stanno nostri riguardosi etc.