139 MDXIV, OTTOBRE. 140 e venir sopra il parloan a far danno. Tamen la Signoria nostra li advisi quello habi a far, et etiam si mandi li danari per li fanti. Scrivendo, è venuto uno contadin di le possession di comun, a pregarlo sii conlenlo lassi condur li soi boi li a Cavarzere. E questo ha perchè Marti i nimici è per levarsi dii Pole-sene e andar a la malora via, e dubita in questa levata non perder i sò bo’. Item, hanno essi nimici insachalo 1000 sachi di pan, el qual fo fornito di far eri, et 500 slera di farina per portar con loro. Dii dito, di 15, hore 24. Come eri domino Bal-dissera Scipion, qual era a le Teze, mia 7 di Cavar-zere, li mandò a dir che li andasse a parlar, con alcune barche; unde el dito capitano vi andò, e trovatolo, si tirono in secreto perchè el non voleva esser cognosuto, e li disse il signor capitano zeneral voi butar uno ponte sopra questa armada tre mia di soto l’Anguilara in uno Iodio (lido la Pectoraza per passar di là sui Polesene e asaltar li inimici da tre vie, cometendoli lenisse sccrelo. Item, scrive come in questa sera ha auto una letera dii capitano zeneral, qual manda inclusa, et li ha risposto come appar, tamen non si moverà senza hordine di la Signoria nostra. El dito capilano rispose al capitano zeneral come ha barche 42, et bara burchiele 20 di quel loco, sichè potrà levar suso 800 fanti, et li scrive l’aviso i nimici sono per levarsi certissimo, come è notato di sora. 81'* A dì 17 lamatina, foletere di campo. Come 11 signor capitano zeneral si levava et veniva a Vicenza con gran furia, poi alozar a Barbaran, e questo perchè i nimici voleva venir da do bande asaltar nostri. In Verona certo erano venute le 300 lanze spagnole, et 200 cavali lizieri. Item, che il capitano, se per tutto.....quelli di Schyo non li compie li ducati 3000 e per Domenega li altri 3000, voi pagino 12 milia etc. Vene l’orator di Pranza, qual fo in Colegio con li Cai di X. Vene sier Alvixe di Garzoni qu. sier Marin pro-curator, fo podestà di Bergamo, stalo prexon in Pranza poi la rola dii campo in Geradada, vestilo in negro, ma con caveli canuti che prima era toso, e non poi caminar. El qual è zonto eri, venuto per via di ........ha pagalo la sua laja di scudi.... a uno capitano chiamato monsignor Zuan de Besen Gruer di Borgogna, el qual è la segonda dignità di Borgogna, videlicet ha il dominio di tutte le caze e di lagi, {ij La carta SO* è bianca. e il primo è il haylo dii Degiun, e queslo è il segon-do grado. El qual e spilano, hessendo a Como, fosva-lizato da sguizari et perse più di ducali 10 milia, e il lie per farli ricompenso li dele esso preson el qual l’è slato in castello a Burgos. E dice mesi undici è sta temilo a pan e acqua ; hor ha auto bella grafia ch’è ritornato; che il suo colega sier Francesco Venier capitano di Bergamo morì in Pranza e lui à patito tanto el è qui venuto. Questo referì con li Cai di X in Colegio alcune cosse. Di Crema, fo leterc di sier Bortolamio Con-tarini capitanio eprovedador, veclxie di 8. Nula da conto, ma solimi di le preparation feva il signor capitano di ussir fuora, zonte fusse le zente d’arme sue, et altre occorentie. Di Udene, vidi leterc di sier Piero Mar zelo provedador zeneral, di 15. Come quelli di Aris li ha mandato a dir che, essendo venuti 300 cavali de i nimici a Maran per venir a darli fastidio, se li provedi, e cussi li ha mandalo polvere, 4 archibusi etc. E da Latisana scrive sier Nicolò Vendramin, che lì non dubita e si ha fortichato. Item, ha ordinalo vadi fuora una cavalchata etc. Et che è fama il nostro campo dovea venir in Friul, et saria slà ben fusse venuto, aria spazà presto etc. Item, sier Zuan Vituri ha mandalo uno suo ... a Gradiscila per spiar; ma tien fazi mal oficio, sicome ha scrito ai Cai di X,e non è da fidarsi, perchè lui provedador non poi mandarli alcun. Item, che quelli 20 nostri stratioti scampono di là, erano parliti di Gradiscila et mandali a trovar 81* l’Imperador con tre altri slralioli, quali però non haveano tochato danari. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta, et fo scrito a Roma. Po trovato zercha ducati 700, videlicet dato l’o-fìcio di auditori nuovi al lìol di Jacomo di Dardani poi la sua morte, et morendo quello è nominalo, vadi a l’altro ut in suplicatione, et dà a la Signoria nostra in don ducali 300. Et nota : el dito per avanti voleva dar alcuni vasi di calzedonia e altre cosse belle, qual fo mostrà nel Consejo di X, e non fu ace-tà; hora dà i danari. Item, fo dato a alcuni da Corfù per danari l’oficio di la doana di Corfù. Item, fo lollo a venir a Consejo con la pruova di anni.....uno zenlilhomo, sier Andrea di Renicr qu. sier Jacomo, qual dà ducati 100 a sconiar. Di campo, da Longara, fo letere di cri sera. Dii zonzer li et vanno alozar a Barbaran per più se-gurtà dii campo. I nimici al solito non sono mossi dii Polesene, ma ben quelle lanze 300 andono in Verona ; e il pan fu fato far in Verona, non bisognando