379 MDXV, GENNAIO. 380 non si poteva cussi mandar, ma ben ha mandato li zudei. Lo trieve si observa per i nimici. Et fu preso uno cremasco da i nimici. Scrisse a domino Alexan-dro Bentivoy, el qual subito fe’ relasarlo, dicendo voleva mantenir le trieve. Et aspetava la ratification di ditta Irieva de qui. Di Padoa, dii capitanio menerai, di eri sera. Quanto a la morte dii Cliristianissimo Re, si duol che sia venuto questo disturbo; ma succederà monsignor di Angulem, clic è un dignissimo Re, cognosuto per lui in Pranza e molto amico nostro; si voi solicitarlo vengi in Italia. Di le zente venute in Priul, per opinion sua, non é da mandarvi zente a l’incontro, perchè, mandandovi, veriano a ingrosarsi; più ben voria che a Gividal di Friul fusse 400 fanti a custodia, perchè •lenendo quello, è la chiave di la Pairia, e saria bon che il proveditor zeneral andasse a reveder le zente d’arme per le stanze. E lui non li par di moversi di Padoa, perchè i nimici non faceseno qualche ilio-vesta ; li quali è corsi a Montagnana et Este credendo trovar Troylo Pignatello, qual con li soi cavali lizie-ri era alozato in Este, ma prima si riliroe in qua per andar verso li 7 Comuni in visentiua, e cussi scapolò. Iiem, si mandi danari per pagar le zente ; e altre parlicularilà. Et il proveditor zeneral Contarmi scrive etiam lui ; nulla da conto. Di Are, di sier Sebastian da eli a’ Tajapiera provedador, di li. Come spagnoli, erano sopra il Polesene, haveano zà mandato le femene e cariazi via e dato fama di levarsi; ma par non siano mossi, et questo perchè potria esser, inleso la morie dii re de Pranza, non siano per moversi. Di Udene, di sier Leonardo Emo locotenente. De occurrentiis; di fanti zonti utsupra, elsi provedi a mandar zente de lì. Da poi disnar, fu Colegio di Savii ad consu-lendum. A dì 16 la matina. Nulla fu di novo; solum di Padoa de i nimici corsi verso Este, e non ha fato danno, perchè niun vi era, né poteno far mal : et stanno nostri riguardosi ; e allre occorentie ; e lien il capitanio non si leverano cussi in pressa. Di sier Piero Pasqualigo dotor e cavalier o-rator nostro va in Franza, da Sarzana sul ze-noese, a dì 7. Come si parti di Perara a dì 26 dii passato, e andò per la Grafìgnana verso Luca, dove in Luca fo molto honorato et acarezato. Et che dubitando dover passar per certi lochi di fiorentini andando a Zenoa, terminò levarsi incognito col suo secrelario solo Andrea Rosso, et andar a Sarzana e lassar la so fameia a Luca, la qual verà drio. Et cussi è zonto ; dove è slà ben visto, et anderà a Zenoa. Scrive nove di Pranza, di 28 da Lion, che francesi sariano presti a la impresa de Italia etc. In quesla malina, in Quaranlia criminal, fo preso di relenir sier Zuan Andrea Pizamano qu. sier Mi-chiel, per certa disobedientia, che eri matina per forza volse intrar in certa caxa a la Croce di la Zueca, di le monache, fo fabrieata per suo barba sier Francesco Pizamano, qual ha fato di novo la chiesia et speso ducati 5000. Hor sier Nicolò Dolfìn avogador lo menoe; li rispose sier Vicenzo Zanlani el XL; poi parlò sier Ferigo di Renier, e questo fo la prima volta, poi è avogador, ha parlà in caso di qualche importanlia in Quaranlia; li rispose sier Marco Miani el XL. Et posto per li Avogadori di reteñirlo, ave prima di no ... non sincere ... de sì... iterum di no ... non sincere... di sì 18; et fu preso di reteñirlo. El qual si apresentò e fu posto in la Novissima ; et stava a caxa. Da poi disnar fo Pregadi, et leto le soprascriple letere. Et sier Zuan Badoer dotor et cavalier, eri intrò savio a terra ferma. Fu publichato: che tulli quelli di Pregadi e che vicn in Pregadi portino li soi boletini di oficj, non esser debitori, aliter saranno mandali zoso, juxta la forma di la parte. Fu poslo, per i Consieri, certa grafia dimanda el guardian di la Scuola di San Roco, che hanno comprato certe cásele vicino a la chiexia dove voleno far la soa Scuola, et suplica siano asolti di decime come ad altri è sta facto. Conlradise sier Gasparo Malipiero, fo savio a terra ferma, dicendo non è da conceder tal cosse, perchè in ccntruni terree si fa chiexie come è la Madonna di Miracoli, Santa Maria di la Fava, San Rocho e Santa Malgarita e allre chiexie fate ai nostri zorni, con danno di la Signoria e di la terra. Ilor li Consieri non mandò la parte. Fu poslo, per li Savj: che de preesenti siano 232 baloladi li procuratori che non sono in Colegio, di quali ne rimangino tre, quali siano ubligali andar la malina a Rialto e sentar et mandar per li debitori, havendo davanti li alfabeti di libri di debitori di oficj, e far pagar a quelli, sicome leva dii 1501 sier Filipo Trun procuralor e compagni electi a questo. E fu presa; 2 di no, 172 di si, et poi fo balotali questi procuratori, e tre rimasene, i quali hanno pena a refu-dar et non andar a 1’ oficio, utpatet. Sier Luca Zen procurator. Sier Marco Bolani procurator.