'41 mdx, ixguo. 742 e poi ito a parlarli, li disse el ducha averlo mandato come suo ledei, e mostrò lettera dii ducha di lede e dicesse liberamente, e comenzono a parlar insieme e disnò col prelato fra’ Luuardo, è homo saputo e d’inzegno, e scrive eoloquij feno insieme, e che ’1 ducha eh’ è italian non doveria combater conira Italia etc., el qual corier disse il papa non si avemo di doler di lui e molte parole; et venuto el dito fra’ Lu-nardo da li provedadori a dimandar se li dovea dir nulla, stanti li avisi di Roma, li parse.de dirli che ’1 facesse dimorar (In domali, perhò la Signoria nostra comandi quello voi i fazino; avisa dito ducha con le zente non esser mosso di Vicenza, ma ben à mandalo el comandador di Capua con 50 lanze in Campo dal principe di Aynalt a dirli che......... 3 Et quando zonseno dite lettere, la mila di savij di Colegio erano partiti, e ceduti in camera del principe, zercha 6 feno risposta a li provedadori che do-vesseno farli dir aver di Roma il calolico re aver concesso dito ducha de Termeni con la compagnia tulta in servicio dii papa per la impresa di Ferara, et perhò di breve l’intenderà, et speremo sarà con nui a ben e utele de Italia per conservarla da barbari, ne altro li debbi dir, etc. Di Padoa, di rectori. Zercha conli di farine e pan, et cargo sier Zacaria Dolfin olim capitano de li ut in ìitteris. Item, atendeno a cavar le fosse e compir le fortificatione. A dì 0, in Colegio vene domino Alvise da la Torre castelan di la Patria, qual per la inimicitia con domino Antonio Sovergnan fu fato venir di qui, per esser gran cao di parte, el à gran seguito da li ca-slelani, dicendo voria tornar a caxa atento non è rebello imo lìdelissimo e sempre l’à dimostrato, e al ben di la Signoria a lassa li odij etc., concludendo in queste lurbolenlie stando qui par si babbi suspelo di la fede sua, e anderia fin lì a veder dii suo e poi tornar; il principe li usò bone parole et Io liaveva-ino per carissimo, et si havia fato per meter separati cliome do l'radelli che non si amasseno, non perhò che fede non sia, e doveria aver piacer di star qui et di andar a Udene, e poi tornar si consulteria et vederia. Fo balotato alcuni oficij che aveano a presenta danari, e fo una cossa nolnnda, uno da dia’ Davanzo al proprio presentò ducali 10,¡usta la tansa, è povero et è in l’oficio per anni 4 e voi in vita; e uno altro Domenego Loredan fo di sier Alvise presentò ducali 150; e baiotali, Davanzo ave tutte le balole, el questo 4 de sì el rimase. In Irò li cai di X, per certi frati mandati da Pa- doa qui rebelli presi in Es\e ut patcf, et fo...... .....Item, zercha Guidoto........ . da Seravaie, qual fo dentro. Di Padoa, di .provedadori zenerali, di 8, hore 3 di note. Come riceveteno tre lettere nostre zercha l’aviso si debbi proveder a Moncelese, tarano. Item, dii cassar di contestabeli non uteli furano, e hanno dato a principio a Lucha di la Marcha, qual non volse andar a Treviso, la compagnia è bona e li molestano, la melerano per impir con le allre compagnie; inanella a pagar da 800 fin 1)00 fanti, non hanno danari, il Manfron qual accontenta a luto, il Cruciano, Itenzo Malizino, lauda averli dato li 100 balestrieri. Item, hanno fato tra llioro diliberation da matina far uno consulto zercha far provision in Friul, andando li inimici a quella volta, come se intende voler far, et è bisogno di lenir le rivo di la Livenza, perhò parli bisognar 2000 cavali lizieri, ne sono lì zercha 1000 Ira Padoa e Treviso, bisognerà mandar altri 1000 etc. Item, eri fo fata per il cola- 363 * teral la scription di la compagnia di domino Bernardin Sessa di 120 cavali lizieri, tra i qual 100 a la stratiota con lanze, è ben a cavalo e belli homeui, conclude se li proveda di danari, etc. Di rectori, di eri. In risposta de le intrade, nostri avisano non esser sta conduto in Padoa da stera 4500, etc. Di Treviso, dii provedador Mocenigo, dì 8, hore 22. Come quel trombeta vene eri solo specie di contracambiar presoni, era venuto per veder la terra, et hessendo in caxa di esso provedador con il qual cenoe li dimandò di veder la terra, unde le’ meter lo fantarie in ordinanza e lo mandò in compagnia di uno trombeta dii signor Chiapin acompa-gnarlo fino in Campo dal signor Zuan Jacomo per veder di saper qual cossa. Item, che per le nove di ozi di cavali venuti a Castelfranco, il signor Chiapin e domino Zilolo voria più sumina di lauti, licet lì ne sia in tutto 3000. Dii levar dii gran maistro non è vero, à aviso di sier Zuan Diedo provedador da Seravaie il Campo andava li, tamen non è vero, ha che ’1 va a la volta dii Friul, unde à expcdilo Francesco Zen con li 15 compagni, dovea andar in Enego, non vi potendo più andar in Seravaie. Item, scrive tulle Partelarie à ricevuto da Feltre ut in ìitteris. Item, avisa il corier francese preso, à fato deposition vi-delicet che l’era in Campo-quando si prese la Scala, erano 600 spagnoli, 1200 alemani, 400 cavali ale-mani, capo uno da Bozolo, et do grossi pezi di arie-lana, e (rato la prima bota quelli dentro buio fuora una bandiera bianchii, eli’ è segno di patizar, e in