69 udxxx, voler la granda in palazo si fazi hozi. Et cussi se farà. Questo ha fallo per non intrigar Gran Conseio» Le Quaranlie Criminal e Zivil vechia sentono hozi in sala d’oro, dove si fa il Pregadi, et havendo compito heri di parlar sier Marchiò Miehiel, fo avoga-dor, in causa di Loredani stati a Crema, li qual tulli do vieneno, et ha parlalo .... maline, hozi co-menzò a risponder, per sier Andrea Loredan, domino Francesco Fedel dolor, avocalo, e andarà se-quendo. La Quaranlia novissima sentò in chiesiola di San Nicolò, et li XXX Savi in...... Fo dillo una nova, esser avisi di Augusta per via dii duca de Milan, come di calholici è venuti in desension insieme el siali a le man, et una parte si ha aderido a la opinion lulheriana, per il che l’im-peralor ha mandalo uno oralor a statela al papa a dir, al ludo bisogna chiamar Concilio; tamen non ze lettere dii nostro orator di queslo. Vene uno fiorellini, parte di Roma èzorni 15, a parlar al reverendissimo Salviati. Dice come sabado sarà 22 zorni che il Tevere cressele lì a Roma . .. braza più che mai cresesse, fallo danno di ducati 400 milia, el morto uno serilor apostolico slava in Banchi, zoè anegato, con più di 30 persone havia in caxa, et altre assà eaxe ruinale el anegato homini assai. La verità di questo si liaverà dal nostro orator Surian. In questa matina, el signor duca di Milan andò per marzaria a messa a San Salvador, dove la chie-sia era benissimo conzada, et poi tornò per terra a disnar. Da poi disnar fo grandissimo vento et fredo. Et in sala di Gran Conscio preparata a far la fesla, et, uno loco deputato dove slarà il signor duca di Ferrara, et il Serenissimo con il duca de Milan e la Signoria da una banda, da l’altra sier Zacaria Gabriel di sier Marco signor di la festa. Et falò uno soler in mezo la sala, dove ballerà le done con li compagni, e si farà do mumarie, la buffona e l’altra. Et posto raso cremexin dove senterà il Serenissimo con il duca. El fo mandato a invitar li Procuratori e lutti li primari senatori che venisseno vestiti di seda e ifon alcun di zoveni di Pregadi. Et cussi redole le donne sul soler, qual fono numero . . . . , et in questo numero non fo alcuna neza 33* dii Serenissimo per il corotlo, el li compagni slevano a le porle nè voleano alcun intrasse, solum zentilhomeni, e chi li parevano forestieri erano repudiati. Hor, come li parse, il signor di la fesla si levò con alcuni compagni e andono a levar il ottobre 70 signor duca con le trombe squarzade avanti. Qual venuto con li soi lutti e 1’ oralor Venier, che sempre li fa compagnia, in palazo dii Serenissimo, insieme introno per la sala di la libraria in sala del Gran Conseio dove si fa la festa, et fo principiato a baiar. Era il Serenissimo vestito di restagno d’ oro et la barella, li Consieri et Procuratori, Avogadori, Cai di X di seda, e molli senatori di seda. Erano con la Signoria da zerca zenlilhomeni numero .... et done sul soler, le qual volseno ubedir la parie, numero 120; ma mal in ordine di compagni. 11 signor di la festa vestito di uno robon di raso negro fodrà . . . . d’ oro, e poi uno robon di veludo negro fodrà di lama d’oro ; li do fati cavalieri sier Lunardo da Pexaro, sier Zuan Donado, ziponi d’oro; di altri zerca 6 con ziponi d’oro, e di sora raso stratagiado, che si vedea l’oro non obstante la parie presa in contrario et in faciern Principìs. Et a la porta slevano compagni, nè voleano ¡librasse se non zenlilhomeni, cosa molto biasemala da lutli. Ni etinm inlrava forestieri, chè dete molto mormorar, che in simil fesle publice si suol lenir le porte aperte. Sichè si poteva star largo in sala. El duca di Ferrara era da parte su certo solareto con li soi. Fu ballato su quel soler zerca balli..... Poi vene la colation di pignochà, calisoni, fongi, pislachee, marzapani, coliteli, storti, vin eie. Non fu alcuna spongà, la qual si riserva a far quando se farà il bellum navale. Poi vene l’araldo di la muraria bufona et la buffona, che fu bel veder. Et Sul soler davanti il Serenissimo si ballava perchè il duca vedesse meglio ; ma di milanesi, è con il duca, niun baloe. Da poi baialo un baio vene la muraria bufona et fo gran piacer. Vene l’araldo et muraria prineipal, la qual fu bella, con molti soleri. E nota. In sala era largo, si poteva cambiar ; et questo perchè le porte erano serate. Il reverendissimo Salviati et reverendissimo Pisani erano, etiam loro, incogniti a la festa. Et fo compila la fesla a bore 2 e meza et tutti andorono con gran vento a caxa. A dì 21. La noie, la matina fi grandissimo vento di buora el mar di fuora, adeo di do nave con salumi erano sul porlo una si salvò in porlo di Malamocho, e l’altra si lien sia rotta ; ma non si poi saper la verità perchè per il gran mar non poi andar barca fuora di do castelli, come disse l’armi ra io. Fo in Collegio solum do Consieri, sier Marco Dandolo dolor et cavalier, et sier Zuan Francesco Morexini ; pochi Savi. Non fo alcuna lettera.