555 287* Pisani, et dii vescoado di Corfù al prolhonotario Cocho, e a li altri ut supra, ut in parte. Et sier Alvise Mocenigo el cavalier, savio dii Conseio, voi la parie de sier Lunardo Emo e altri, ma non si dagi il posesso dii vescoà di Treviso al Pisani, nè di Corfù al Cocho, ma ben li altri, et sia scrito a Roma a 1’ orator nostro, digi al pon-tifice havemo compiacesto Soa Beatitudine et dato li posessi, ma che pregemo Soa Beatitudine voghi, che de quelli havemo falò la denomination nel Senato, che la sia contenta dargeli, et da mò sia preso eh’ el Cardinal Pisani et prothonotario Cocho in termine di ... . babbi renontià ditti do ve-seoadi Treviso e Corfù sotto pena di perder l’in-trade eie. Et parlò prima sier Alvise Mozenigo predillo conira dar li possessi al Pisani et Cocho, et fo leto una lettera dii Cardinal Pisani, qual è andato a Roma, scrita il zorno si parti di qui, par data a dì 8 di questo, de 5 sfogii di carta, trala zereha questo posesso dii vescoado di Treviso. Et il Mozenigo fè lezer la parte quando fo dà il posesso dii vescoado di Padoa al nepote dii diio Pisani che era obside a Napoli. Et li rispose sier Lunardo Emo consier, et parlò quasi in favor dii Pisani, dicendo, se voi dar il posesso a tulli, perchè il papa de coetero voi in li episcopati si fazi qui nomination, et sii papa non farà quanto ha promesso voi suspender le in-trade de tul^i quelli barano auto il possesso, perchè sto Slado non dia esser inganato. Et poi parlò per l'opinion dii Trivisan et altri sier Jacomo da Canal, savio a Terraferma. Et per esser 1’ hora tarda, voleva parlare sier Marco Anlonio Corner, fo rimesso a doman, et comanda grandissima credenza e sagramentà il Conseio. A dì 23, la malina. In do Quaranlie, per la partida posta sul conto di sier Agustin da Mulla fo provedador in armada, parlò damino Francesco Filieto dotor, avochalo dii Mulla. Et posto per li Avogadori laiar la parlida de d.ucati .... dati al eapitnnio Andrea Doria di bulini di formenli trovati, havendo esso provedador regresso contra tutti lì soracomili, nobili et altri, che hanno auto li dilli botini, ut in parte. Ave: 8 non sincere, 12 che la sia taià, 32 che la stagi. Et questa fu presa, et reintegrò 1’ honor dii Mulla. Et nota. È slà per li Avogadori fati tre grandi errori: il primo, non cazar si non pare, lìol e fradelli, e la casà resta; la seconda, meler che la sia taià et eh’ el pagi lui quello non ha auto, doveano meter fosse taià et 556 poi se vengi a queslo Conseio per la ricuperalion dii danaro; la terza, doveano farla soa sententi«, e non venir al Conseio, quasi per viam declara-tionis; tamen Tarano la sententia. Da poi disnar, fo Pregadi per.espedir la materia di eri, et lelo lettere di Bergamo, di reofori, et di Milán, di V orator. In consonantia. Come erra ussilo di Lecho il fratello dii castelan di Mus con danari e ito verso Franza ancorché Lecho fosse asedíalo. Fu poi intrato in la materia di eri quelli me-demi in oppinion, escetto che sier Alvise Mozenigo el cavalier mitigò la sua parte, eh’el cardinal Pisani et prolhonotario Cocho havesseno renontià in termine di ... . aliter fosse confìschà li beni el banditi. Et primo parlò; per l’opinion di dar il posesso a tutti, sier Marco Anlonio Corner qu. sier Zuanne, savio a Terrdferma. Et li rispose poi sier Daniel Renier, savio dii Conseio, per dar il posesso alli do cardinali soli. Poi-parlò sier Alvise Mozenigo sopraditlo. Andò le Ire parte, et una di più di sier Francesco Contarmi, savio a Terraferma, voi se indusia. El ave : 5 balóle dii Mozenigo, 44 di l’F.mo, 52 di Savii, sier Domenego Trivixan cavalier pròcurator et altri 81. Et fo trovà una parte, presa 1506, quando è più parie, si baloli sola quella ha più balote. Ave: 145, 34 di no, 22 non sincere, et fu presa. Fu posto, per i Savii, una lettera a l’orator nostro in corle, con avisarli la deliberalion, fata ozi nel Senato, de dar li posessi a li do cardinali et pregar il pontefice voi......... Noto. Eri fu posto in Pregadi, per i Savii, certa confirmation di la (ansa de canzelieri di Pago ut in parte. Fu presa. Ave : 138, 11, 19. A dì 24. Fo Iralo el palio a Lio di archo, zorno di San Borlolomio, justa el solito. Ave il damaschili sier Hironimo Zorzi qu. sier Marco. Di Boma, dii Venier orator nostro, di 17 et 20. Come erano lettere da Bruxele, di la corle de P imperator, che Soa Maestà exortava il pontífice, volendo far il Concilio per le cose di la fede, dovesse mandar uno nontio a Spira con mandalo di acetarlo. El che havia scrilo al re Christianissi-mo et al re di Anglia di questo, li quali li haveano risposto che, volendo farlo, voleno esser in persona. Et eh’ el papa havia electo suo nunlio a queslo l’ar-ziepiscopo di Brand izo, con certa cotnission di compiacer a lutherani in alcune cose, et, non potendo far altro, accetti il Concilio. El qual va a Spira. MDXXXI, AGOSTO.