35 MDXXX, OTTOBRE. 3 6 Sier Nicolò da Mosto, qu. sier Francesco, Sicr Ilironimo da chà da Pexaro, qu. sier Nicolò, Sier Malio Dandolo, di sier Marco dolor ca-valier, Sier Zuan Emo, di sier Lunardo, Sier Sebaslian Falier, qu. sier Thomà, Sier Andrea Valier, qu. sier Zorzi, non Sier Ilironimo Enzo, qu. sier Zuanne, Sier Antonio Michiel, qu. sier Piero, Sier Vicenzo Morexini, qu. sier Zuanne, Sier Zuan Tiepolo, qu. sier Ilironimo, Sier Jacomo Duodo, di sier Zuan Alvise, Sier Tomaso Contarmi, qu. sier Alvise. Noto. Ileri acadete uno stranio caso in Rialto, che uno fiol de maistro Quinto de 1’ Abaeho apicoe in uno magazen uno puto de anni.....a uno travo, ita che ’1 morite, et lui scampò via. Item, in questa sera, a hore 3 in 4, fo il terra-moto sensibile, che io el senlì. Durò poco; ma non fè danno alcuno, et tuttavia pioveva pianamente. Noto. Oltra li 21 soprascritti zentilhomeni ordenati andar a Chioza, in loco dii Bragadin, si excu-soe per la morte de sier Zuan Foscari suo zerman, fo mandato sier Bernardo Zigogna qu. sier Marco. A dì 10. La mattina e tutto il zorno fo grandissima pioza et cativu tempo, sichè le acque farà danno assai a le biave. Li fermenti eresse ; è a lire 11 il staro. Da Chioza, fo lettere dìi podestà et sier Gabriel Vt nier orator, di heri sera, hore .... di note. Come il signor duca venendo a Chioza, esso podestà sier Andrea da Mulla con li zentilhomeni, venuti contra soa excellentia, con le barche piccole li andono contra, et scontrato de là di Chioza smontorono in la soa ganzara, dove sier Gasparo Bembo el dotor li fece una bella oratione latina, et soa excellentia ringratiò molto dicendo .... Et poi veneno di longo a Chioza, et smontoe ad hore . , alozato in palazo. Et manda la lista di le persone 1’ ha con lui ; sono in tutto numero .... Veneno in Collegio molti de compagni Reali et rechieseno la-sala del Gran Conseio per far un fe-stin a! signor duca et una comedia ; etiam voleano far un banchetto. Il Serenissimo con il Collegio disse erano coiitenti darli la sala, ma non voleva si facesse banchetto alcun, come mai è stà fatto. Et cussi se principiò a conzarla di razi per far la festa, qual si farà a di 18, marli ; ma prima, a di 17, si | farà col bucintoro per Canal grando un feslin et uno bello navale, sive neulliomachia, et la sera vo-leno farli un banchetto. Noto. Volendo la Signoria invidar li oratori per andar contra il duca di Milan, quel de l’impera-dor, quel di Pranza et quel dii re d’Ingalterra mandono a dir heri al Serenissimo che veriano, ma non voleano andar di sotto el duca de Milan. Il che fu terminà non invidarli, ni etiam il legalo. Item fu terminà, per Collegio, levar la cariega dii bucintoro et metter uno raxo cremexin, come se fa quando vien cardinali, aziò il duca sia equal con il no-slro Principe. Da poi disnar, licet fusse grandissima pioza, fo Conseio di X con Zonta dii Collegio, el comandà # la Zonta, la qual non intrò ; el a hore 24 fo licen-tiata e el Conseio restò fin hore 3 de note passade. Prima messeno poter far restituir le arme saranno tolte a quelli del duca de Milan e de li soi. % Item, ordinato a li capitani slagino ad ordine con li soi compagni ; toy le arme a lutti, excepto a quelli del ditto duca. Item, mandato a dir a 10 di più poveri zentilhomeni, solili andar da Signori a domandar elemosina, che sotto pena dii Conseio di X non vadino etc. Item, preseno una gratia a uno, chiamalo . .. , qual voi cavar oro di sotto terra dando il terzo a la Signoria, che lo possa far, videiicet da certi termeni in quà, videlicet . ... , con questo,'sia d’ acordo con li patroni di lochi dove caveranno. Item, con il Collegio fono sopra le cose dd pa-Iriarcha, qual ha obtenuto dal papa uno brieve di esser sora li piovani, e poterli scomunicar, et senza appellation, con altre clausule, per voler far quello el voi sopra il clero. E fo prima deputadi sier Agu-stin da Mulla consier e sier Gasparo Contarmi cao di X, vedesserio di adatar questa cosa con esso pa-triarcha ; et fatosi dar il brieve, li Cai di X nulla poteno far. Hor fo gran disputation ; a la fin preso 15* scriver una lettera a Roma a l’orator nostro parli al papa, rechiedendo la revocalion dii ditto brieve etc. A dì 11. La malina fo bon tempo. Et fo lettere dii podestà di Chioza, come il signor duca montava in barca a bore 16, et vena-in questa terra. Vene in Collegio l’orator dii prelato duca, vien da Chioza, et disse questo medemo. Da Corfii, fo lettere di 22. Et per la venuta di sier Nicolò Badoer, vien proveditor e castellali di Cerigo, qual parte da Corfù, porla nova le galie di Baruto et Alexandria partirono de li a dì 16 se-