659 MDXXXI, ACOSTO. 5G0 Fu posto, per i Savii dii Conseio el Terraferma, excello sier Jacomo da Canal, una parie di ogii, vi-delicet che tulli quelli hanno ogii in la lerra li nielli in ternaria a ducati 45 il mier, e vendi soldi 4 la lira .... Fu posto, per sier Lunardo Emo consier, in la qual inlrò sier Polo Nani, sier Andrea Marzelo, consieri, el sier Jacomo da Canai savio a Terrafer-ina, et li 3 Cai di XL, che i dilli nieleno a ducali 40 il mier, et da mò a di 10 setembrio meli un quinto in ternaria, el dar certi doni a li ogii veruno in questa lerra, et non melando in ternaria perdi li inviametìli. Et parlò primo sier Lunardo Emo, e fè un gran rengon, dicendo (odiava al Serenissimo a proveder a questo, perchè il populo si lamenta molto non poter aver oio, et usa di stranie parole . . . . , et parlò per la sua parte ben. Et poi parlò sier Ferigo Vendramin, è di Pre-gadi, conira la parte di 1’ Emo, dicendo che le sao-narie se seraria et seguirla gran inconvenienti si questa parte fusse presa. Et li rispose il ditto sier Lunardo Emo. Da poi andò sier Zuan Dollìn, è di Pregadi, qu. sier Lorenzo, e fé una gran renga, dicendo..... 289 Da poi parlò sier Lunardo Emo la terza volta, et disse largamente in favor di la parte. Et li Savii, zoè sier Alvixe Mozenigoel cavalier, in la qual intrò li altri et si tolseno zoso di la prima Ihoro oppinion, messeno de indusiar a luni. Andò le parie : quella di Consieri 71, di l’indusia 100, 1, 4. El veneno zoso a bore 1 di notte. A dì 27, domenega. Fo lettere da Milan, di sier Zuan Basadona el dotor, orator, di 21. Come alcuni fanti di Lecho erano ussiti fuora, e su l’armada andati a . . . . castello dii duca de Milan su lago : vene fuora alcuni fanti, erra a custodia, et fono a le man et li ribaté. Item, dii zonzer li in Milan domino Antonio da Leva ; il duca li andò contro fino a mezo il borgo, el li hanno preparato alzamento in castello. Esso orator l’anderà a visitar. Vene 1’ orator dii duca di Manloa. Da poi disnar, fo Gran Conseio; non fu ¡1 Serenissimo. Fato Pregadi et XL ordinarii. El fo lelo la parte, presa eri in Pregadi, di dar li danari a tutti quelli hanno credito a Monte novissimo et dii Sussidio, per rata, che sarà 10 in 12 per cento, ut in parte. Di sier Francesco Pasqualigo, provedador di Varmada, fo lettere di 7 Imo, dal Zante. Come, levalo di Corfù, scontrò la galia di domino Zuan divani da Relimo, veniva da la guarda di Cao Malio per biscoti, l’à manda a Corphù a cargar, da la qual li fu apresentato uno breganlin, armato a Messina, di uno ferier di Rhodi domino Ilironimo di Men-dosa, palron Zuan de Scaver, qual fu retenulo da dilla galla e di la galia de domino Francesco Fra-delio di Candia, e tolto prima le iuslificalion lui non baver fato alcun danno a la nalion et navllii nostri, P havea licenlialo con ordine subilo si habbi a partir de questi mari. Eri poi zonse lì al Zanle. Manda le zerche fate et conti di biscoti. Li ducati venitiani coreno aspri 64. Scrive lassar lì domino Lorenzo Sanudo soracomilo. La galia Armerà è risentita di P arboro et mal in ordine di sartie e pericolosa al navicar; voria luor di le sartie fo manda lì per la barza eie. Dii ditto, di 19 Imo, di Napoli di Romania. Come si levò a dì 8 dii Zante, et zonlo a Stri-valli, da quelli caloieri intese, 8 dì avanti erano state de lì 3 fusle di Malta di ferieri di la religion di Rhodi. E de lì si partì, lassando li do galìe, domino Lorenzo Sanudo et domino Andrea Duodo, quale havessero a discorer da Strivalli, Zante, tino a Cao Ducato, con ordine, trovando fusle o bregantino o altro navilio armalo de chrisliani, li fazino intender vadino fuora di questi mari, aliter sarano tratadi da corsari. Hor partito, vene a la volta di Snpientia, dove incontrò la nave di domino Jacomo Corner, da la qual intese, già 5 giorni in colfo di Coron haveano veduto a mezo zorno 3 fuste; iudicha fusseno le rhodiane. Hor andò lì atorno et nulla vele ; ma, bessendo sopra Cao Maltapan, Irovoe uno schie-razo de syolti, partito zà 4 dì da Syo, diceano eh’ el Moro dovea uscir da Conslantinopoli presto con 10 galìe per Levante, et eh’ el si facea per il Gran Signor grande preparation di armata per le cose de India. Item, in quelle aque di Syo erano 4 fuste. Alli 11 zonse a Cerigo, dove trovò le 3 galìe di Candia che per manchamento di pan erano per par-lirse : subilo spazò domino Jacomo d’Armer in Candia per biscoti per sovenir le dille galìe. Scrive, ha fato la zercha a le galìe candiole; domino Bernardin Polani ha perfetta zurma da la Cania, et cussi quella di domino Zuan Gli vani da Retimo; le altre do non sono cussi bone. Li ho dato ordine scorino lino a Sapienlia, e trovando le fusle di Malia li eomelli se parlino di questi mari aliter etc. A dì 16 zonse a Napoli con 4 galìe, et dovendo star de lì qualche «jgg* giorno, jusla i mandali, ha invialo in quella nolle li sopracomiti domino Hironimo Contarmi qu. missier