105 MDXXX, NOVEMBRE. 10G voleva cavalcar. Et poi fo mandato a veder se sua excellentia voleva visitalione; ne mandò a dir che’l ne pregava lo vossamo lassar andar cossi familiarmente cum alcuni soi cavalli. E! habbiamo inleso esser andato a Sania Justina. Li habbiamo mandato li 100 scudi ultra le spexe che facevamo per avanti, sicnme ne cornette la illustrissima Signoria, li qual fumo dati al suo maestro di caxa, li quali non li volse tuor senza licentia del prefato duca, e tornò dicendo che sua excellentia per niente non li voleva. Li fo risposto che non potevemo far di manco di non darli, perchè co<ì havevemo in comission da la illustrissima Signoria, et li buttò il messo nostro sopra una lavóla, dove era il ditto maestro di eaxa con alcuni sui genlilhomeni, et ivi li lassò e se partì. Queslo medemo aviso essi reclori scrisseno a la Signoria, et fo lette in Collegio. Vene in Collegio l’orator di Pimperator dicendo Vene in Collegio l’orator del duca di Urbin capitanio zeneral nostro, solicilando danari per pagar le zente; et su queslo ditto orator si afalicha. Dapoi disnar, fo Pregadi per expedir la materia dii marchà dii sai si tratta. Et fo letto alcuni a visi di Augusta, di 26 octobrio, auti per via dii duca di Mantoa, et queste lettere solamente : Di Miìnn, del prothonotario Carasolo orator cesareo, di... . Come havea auto lettere di la Cesarea Maestà zercha li scudi 50 milia dia haver da la Signoria nostra per la forma di capitoli questo mexe. Pertanto.......... 51 Di Brexa, di sier Christofal Capello vice-podestà e sier Antonio Jusfinian capitanio. Come mandano ducati 3000, scossi di rason dii sussidio, e alcuni ori da meler in Zecha e redurli a scudi nostri. Di Udene, di sier Alvise Barbaro luogotenente Come ha ricevuto le lettere nostre che quella Patria non mandi oratori di qui, ma si alenda a la exatione. Di che bisogna chiamar il parlamento, et lì si tratarà questa materia etc. Fu posto, per li Savii del Conseio nominati di sopra, excepto sier Alvise Gradenigo, et i Savii di terraferma, il merchà dii sai col duca di Milan sia concluso. Et andò in renga sier Luca Trun procurator. Contradise dicendo volemo esser mercadanti ; tuorli li popoli solo el duca de Milan inimici con danno nostro etc. Et li rispose sier Piero Landò, savio del Conseio dicendo è da farlo ad ogni modo. Hor sier Alvise Gradenigo messe iudusiar. Andò le parte: 14 non sincere, 20 di no, .... di sier Alvise Gradenigo, ... di Savii. Iterum balolate: . . . non sincere, 80 di Savii, 120 di indusiar. Et questa fu presa. Fu posto, per i Consieri, Cai di XL et Savii, dar a Luise Fradello, qual serve et ha servito per coadiuvar il scrivan di Camerlenghi di Comun nel far di conti, ducati 2 al mese, et siali concesso di esser fante al ditto offitio in loco qu. Zorzi di Polo poi anni 5, ut in parte. Ave : 155, 23, 4. Fu posto, per li ditti, dar a uno Thomaso da Venetia, fu sora le artellarie in campo, al qual per sier Polo Nani proveditor zeneral in campo li fu dato provision ducati 10 per paga a dì primo luio 1529, pertanto sia confìrmà la ditta provision a la Camera di Vicenza in tempo di paxe a page 8 a l’anno, in temno di guerra a mexi correnti ; e sia soprastante di le artellario in Verona. Ave: 184, 14, 8. Fu presa. Fu posto, per li ditti e li Savii ai Ordeni, che a Michali Leo da Legena, qual è vechio, privo de uno ochio, li sia confìrmà per altri 5 rezimenti la scrivania del teritorio di Retimo. 150, 9, 11. Et licentiato Pregadi a hore una di notte, restò Conseio di X con la Zonta, et preseno, aziò si compia queslo mexe la causa di Loredani, dar a tutte do le Quarantie 8 post prandii, et il resto balotar vacui, ut in parte. A dì 8, la malina. Fo lettere da Constantino- 51* poli, di sier Francesco Bernardo consolo (bailo), di 23 setembrio. Come havea ricevuto le ledere del Senato zercha......El Signor con il magnifico Imbraim sono fuora su la Natòlia apresso Bursa in uno loco ditto Janizari. Vene sier Lunardo Emo, savio del Conseio, stalo in villa, et disse come el sentiva il merchado dii sai, et voi ritornar al Conseio et parlar, et spera che’l sarà preso, et voi hozi si consulta, et poi chiamar il Conseio. Di Padoa, di sier Pviamo da Lese capita• nio, dì 7. Questa matina a hore 16 la excellentia dii duca montò a cavallo, et nui insieme, el iterum siamo ritornati al Santo perchè beri aldile lì la messa grande, li parse tardi et volse andar a disnar, questa malina à voluto lì aldir una messa piccola. Et dapoi andato alorno la chiesia et visto tutte quelle cosse che sono belle da veder, poi an-dassemo nella sagrestia e viste le reliquie et ar-