497 MDXXXf, LUGLIO. 498 judicare mai alle ragione de la Sedia Apostolica. Fu 256* risposto per lo Alvaroto che, come procuratore dii signor duca, elli non poteva passare più oltra se non quanto se conteneva nel suo mandalo, ben che ringraliava Sua Santità de la benigna risposta datoli, et che sua excellenlia non mancheria de esserli obbediente vassallo et servitore, et che anche dal canto suo faceva il debito protesto. Et così fu latto rogito, per il notaro, de tutti questi ragionamenti passati fra Sua Beatitudine et essi oratori. 257 Copia di una lettera di 30 sugno, da Uniscile, scripta per Mario Sovergnan al signor Con-stantin suo fradelo. La corte è pur qui in Bruselles ancora, et starà insino a mezo il mexe di agosto, per quanto si rag-giona, et poi in Holandia et Traietto, et delìà a la volta de Spira o di Vormacia o dove si redurà la dieta, la qual non si potrà incominciare inalili mezo il mexe di septembre, perchè Cesare non pò consumare meno di un mexe nel viaggio de qui a Spira, facendo la volta de Holandia. La dieta non è stala per ancora indilla, ma bene deliberalo da Sua Maestà di chiamarla, nè altro si aspetta, a far intender dove e quando si habbia a convenire, che certa risposta dii serenissimo re di Romani che non può indugiare molto a giongere. Se mi dimandate quello che ss possa sperare della causa lutherana mediante questa dieta, io vi dico che, intendendossi ogni dì parte di essi lutherani non solo obstinarse et firmarse più nelle loro male heretiche oppinioni, ma di una setta entrare ne l’altra peggiore, come se dice di Augusta et de Ulma, benché da T altro canto io ho, parte esser rimesso dilla sua dureza e pertinalia sì che facilmente si crede che descenderano al voller di la Cesarea Maestà, non se può perhò judicare né credere che la impresa non habbia ad esser difficilissima. Nientedimeno, alenlo che questi doi fratelli sono ad altro occupati, et Cesare in tanta existima-tione et con danari et molto amato, et Ferdinando re di Romani, e alento che alcuni di essi lutherani, come scrissi, sono pur rimessi dal suo primo proponimento de non volersi rimettere al Concilio, non è da sperare poco ; nè voglio creder che Sua Maestà havesse deliberato de tener la dieta, senza haver certeza di redur le cose ad alcuno buono exilo et forma, perchè altramente succedendo non ne poiria reuscir se non con grande scorno et con non pocha diminutione di 1’ honor et gloria sua. 11 Signor Dio sia pregalo dargli quel fine che sia in I Diarii di M. Sanuto — Tm. L1V. exaltalione dii nome suo et utilità di le cose sue christiane. Dalla dieta poi expedita, Sua Maestà po-nerassi a camino per Italia, dove dice volere, se altro non acade, questo Natale retrovarse, il che perhò non vi curarele de dir ad alcuno, perchè non tardi la partita dii successor. E aziochè siate avisato apieno, vi dinoto che per virlù dilla tregua annuale fata tra li serenissimi re di Romani et re Zuanne, si ode 4 castelli esser stati depositati : il castello Strigoniense et Vicegardense, per parte de 1’ uno, zioè di Ferdinando, in mano dii serenissimo re di Polonia, et il castello Agriense et quello de Resmarek, per parie di l’altro, in mano dii duca Georgio di Sassonia, nepote dii elector et principe catholico, come più volle vi ho scritto. Le altre conditone non si hanno ancora inteso per il capitanio Rocandolpho. Voi saperde ancora che, essendo slata indilla una dieta di Hongari per il giorno dilla Asseti-sione in Vesprimio, la Maestà dii re di Romani interdisse et prohibile a li soi lo andarvi, sì perchè udiva il primo inlento di essi Hongari esser di revocare la tregua annuale reputandola l’ultima ruina sua, dicendo di voler o tregua longa o nulla, sì perchè intendeva pur certo barone, nominato Piero Perini et riputato di la fatione dii ditto re di Romani, che poi è comparso nella dieia molto ben ad hordine con forsi 1500 cavalli, pertendere, mediante il favore dii Turco, in essa dieta di farsi 257* re di Hongaria, essendo, come dicono, il vayvoda excluso e penitus fuor di speranza: et per altra via anche intendeva, il Grilli pensare di far tal trailo in caso che si congregava la dieia universale. Et per questi rispetti adunque non essendosi redutli quelli dii re di Romani alla dieta, ma solum li seguazi dii vayvoda, da questi fu deliberato di differir alquanto tal dieta; et si credeva che fariano una proclama che ogniuno vi dovesse venire, allrimente perdesse i beni soi posti in Hongaria, et fusse reputalo rebelle dilla patria. Di quello succederà sarete avisato. Il serenissimo re di Romani leva li spagnoli de Hongaria che, per non esser stali a modo suo pagati, non se hanno portalo molto bene, nè si sa quello che di Ihoro si voglia fare. Sua Maestà anderà horu in Austria per far provisione de danari : è stato in Bohemia, et è al presente, dalla quale non ha cavalo molti danari come si pensava, dove è sì excessiva fame et penuria di vivere che, come scrive uno di la Corte dii re, molti si apichano per non haver da mangiare, et se odeno ogni dì mirabili casi intervenire per dila causa, et Ira li altri questo ultima- 38