477 MDXXXt, GIUGNO. 478 erano fino quel giorno a l’isola de Galipoli, con presa di doi marciliane et alcuni homeni di dilla cilà, ne le qual aque dimoravano praticando far riscalo di certi captivi. Unde, aziò tal corsari non siano audaci a intrar in Colfo, subito mandai a chiamar domino Lorenzo Sanudo et domino Pietro Capello, cuni li quali quella notte son levalo per andar ad incontrarme in ditte fuste. Et essendo reduto apresso il Cavo Santa Maria, mi aforzò il vcnlo di garbin forzevole che mi ha consueto ritornar; ma spero le 4 galle, che a di primo mandai con comission vadino zó per costa a Cavo di Palli scorendo a la Bocha di Cataro dove traversino il Colfo a Cavo Santa Maria, dille qual alcuna nova non ho, le anderano a perseguitar facendo lo desiderato effetto, come rizercha l’oficio suo. Scrive se provedi di panatiche per non haverne, et con-vien andar a Corfù a levar qualche suniina di bi-scoti. Il tempo è al ponente e garbin, et mi go-vernarò secondo il tempo, et sequirò a dar le page a la galla Sanuda et Barbara etc. 247') Da Praga, alti 11 di zugno 1531, al signor duca di Mantoa Qua si fanno diete, una de hungari l’altra di bohemi: quella di hongari è che si tratta sopra la mal contenteza in che sono per questa pace, quella di bohemi per il denaro. Da Viena si ha che, essendo ivi cridata la pace tra questo re et lo imperatore turcho, sono stati mer-cadanti che hanno con Ihoro robe voluto navigar il Danubio per passar a far loro trafechi in Hungaria, come erano soliti, dove che sono capitali in certe nave armade che se dimandano nassaii, che tie-neno turchi per el Danubio, et sono stati presi, morti et svalisali, con perdita de più di 30 milia scuti, cosa che dà molto da dir in questa Corte, non se intendendo che pace sia questa. Finite queste dieie, si tiene ch’el re andarà a Vienna per rivedere l’opera che si vi è fatta in fortificarla, nè' più andarà verso Slesia, come parea havesse animo. Da Gant, atti 13 di zugno. Dimane la Cesarea Maestà partirà di qui per Burselle, ove si aspetta di haver risolutione di quanto Sua Maestà determinarà di fare, perchè ancora de qui siano fatti molti consiglii sopra la deliberatone che habbi a fare Sua Maeslà dii ritorno in Spagna, non dimeno non solo si sa che cosa sia conclusa, ma si crede che per ancora vi si disputi sopra. Il star tanto a risolversi fa che quelli che desidera molto il ritorno in Spagna tengono ch’el non possi essere avanti inverno per non si veder in effetto notabil preparatone né per l’una nè per l’altra via, et questi, che verisimilmenle lo doveriano saper, dicono che lo imperatore medesimo non 10 sa. Da Gant il 18 de maggo 1531. 248') Qui si sta in expeltatione di saper quel che determinerà la Maestà Cesarea de fare, parendo a ogniuno che quello non debba hormai star più a resolversi: altri sono in oppinione che si debba ritornare in Italia, altri che si debba andare in Spagna per di qua, tanto più ch’el si ha qualche aviso di Spagna che la imperatrice habbia ritenuti li na-vili biscaini che si sono ritrovati in li suoi porti, et habbia operalo ch’el re di Porlugallo habbia fatto 11 medesimo et questi cbe lo dicono vogliono inferire ch’el sii preparamento di passaggio per di qua; pur la universa! oppinion è che se ne debbia saper il certo. Si dice che agli 25 di questo si faranno le cerimonie di poner la Serenissima regina al possesso dii governo di questa provincia; in questo meggio si solicita la expeditione degli denari. Fra quattro giorni la excellentia dii duca Alessandro, et monsignor di Vasone partirno di qua per Italia mollo ben contenti, per quanto disseno. El duca fu apresentato da Sua Maestà in nome suo proprio et in nome de la soa consorte; il presente di Soa Maeslà fu prima un par di cavalli gianetti di quelli che mandò alli dì passati la imperatrice a Sua Maestà, uno grande, guernito da corsero alla italiana, et l’altro alla gianella, con fornimenti be-lissimi el ben lavorati, di bon pretio, et una spada morescha guarnita di fodro et di fornimento de oro battuto, et un par di speroni alla morescha pur d’oro ; quello della consorte poi è stato una co-lanetta d’ oro, ' con uno balasso pendente mollo 248* grande et bello, si crede che tutto vaglia da sei in selle milia scuti. 11 resto delle sue expeditioni si dice esser che (1) La carta 2-40* è bianca. (1) La carta S47* è bianda