255 MDXXX, GENNAIO. 256 prima la vigilia di San Thomaso, et non volendo far la vigili», ma mangiar di la carne, gli suoi vennero a I’ arme con alcuni macellerà che ne havevano, ma, per esser il giorno che era, non ce ne volevano dare, et gli ne preseno quasi per forza. Questi di la terra, in li quali veramente si vede una grandissima religione et tanta che dicono il giorno di Natale esser fatta la descritione di 40 milia persone si comunicorno, feceron querella di questa insolentia con Sua Maestà, la qualp sapea che tulio il giorno di San Thomaso doveano giuntarsi a magnar io casa dii reverendissimo monsignor de Liege, comise al conte Palatino elector che amorevolmente lo a-monise ad voler viver calholicamente et da buon cristiano, il che fu eseguito, et la cosa pasò di maniera che si sperava non dovesse far altra novità. Ma il giorno di Natale, essendo andata Sua Maestà a la messa che canlò solennemente monsignor reverendissimo Legato, es9o di Saxonia, che portò la spada manti la Cesarea Maestà come è suo ofitio ordinario, quando ci fu a l’oferlorio che da poi Sua Maestà et la Maestà del re gli Electori andorono ad offerir et basar la mano al prelato monsignor reverendissimo Legato, esso si parti di chiesa burlandosi oon grandissima risa di quella * cerimonia, nè più tornò in chiesa tino al fine di la messa, che alhora, repigliata la spada, accompagnò la prefata Maeslà a pallazo, ove tutti li Electori ha-vevai*o ad disnar. Et smontato da cavallo in compagnia de gli altri, quando fu per enlrare a tavola, Sua Maestà se gii apressò così quietamente che quasi alcuno se n’ avide, et gli disse : « Àndative con Dio, che questo con ito non si è fatto se non per principi cristiani et catholioi et non heretici come voi ». Et che lui senza far altre parole si parti, et la cosa pasò di sorte che ogniuno si persuase eh’ esso non magnasse lì come uè eleclorc, ma mandatario di eketor Dipoi essendosi congregati tutti li Electori, et esso con loro, per dar con-clusk» ie a questa materia, proposto il caso, et dicendo ogniuno il parer suo, che tutti da lui in fori concorevano in favor dii re, quando egli ebbe a parlare disse, maravigliare molto che, Riavendosi a tratar di questa cosa, nella inli mattone mandatoli che si congregassero in questo luoco non si era specificata la ciw/sa, perché cosa non conforme alle dispositioni ordinale sopra questa materia ; apresso eh’ egli non conosceva qual necessità gli astringesse loro a fare questa decitone, alento che l’imperio è proveduto di capo attissimo a tal governo, et cosi giovane et robusto, che il tempo non gli può stimolar a questo, ma che, pur volendo tralare di questa materia, gli pareva che si dovesse discernerli il tempo di Ire mexi, secondo è ordinato da le lege antique, et redur in Franchfort, loco deputato a questo officio, et proveder di persona che non fosse inbabile a questa dignità, come è il re, per non esser alemano, ma spagnolo. Tulle questo sue obietione gli furono evacuato con buone ragione et persuasione honeste ; ma egli, come premeditato e risoluto di quello voleva far, presentato un suo protesto in scritto, ussì di congregatone, et senza dir altro montò a cavallo else n’andò. Quello che habbi da seguire ancora non si sa, et torsi non è determinalo: fin tanto si prosequirà alla elettone et coronatone senza lui. A dì 21, la matina. Ussite di Collegio sier Zuan 132 Contarmi, savio a Terraferma, et intrò, con il co-lega sier Santo Moro el dolore, avogadori exlraor-dinarii, ma non ha auto ancora il locho dove si dieno redur. Dapoi disnar, fo Conseio di X semplice. Fu preso che Anzolo Sanxon, è sora le vose,qual havia ducali 46 di salario, h sia cresuti fin ducali 100, di quelli havea Piero Grasolaro. Fu preso una gratta, che a uno fiol di Marco Zanlani scrivan a le Biave li sia dà una expetaliva prima vacante, videlicet dii Canevo, poi la morie di Sebastian di le Taie, overo quello di ......, poi la morte di ...... Fu preso una gratia di alcuni anlivarani, fo con-danati a non navegar se non con galìe, hora se li dà licentia navegar etiam con navilii picoli, purché non vadmo in Anlivari et mìa ..... lì appresso. Fu posto che a Simon, fo contestabile di sier Luca Loredan a Crema, era in la seconda da baso, e aeusò che si rompeva le prexon, che per questo sia asalto del bando di anni 5, di...... Fu lelo un processo di uno monetario nominalo ....... stava a Bozolo, et non ha confessato, preso titillar it Collegio et torturarlo etc. Fu letto il processo dii conte Hironimo da Mar-tinengo, brexan, è in prexon di qui per lo insulto fato a Brexa, qoal fo spazà di Collegio per sier Marco Dandolo dottor et cavalier consier, sier Piero Zen cao di X, sier Domenego Capello inqui-sitor et sier Francesco Morexini avogador. Hor, visto non esser sta spazà con il dover, fu messo, ditto spazo di Collegio tosse taiado, et di novo co-legiado, et cussi fu preso.