297 - • MDXXX, FEBBRAIO. 298 che hessendo in piaza, dove erano 13 torri, Antonio Beneto, di anni 72, nodaro a li sopragaslaldi dal 1485 in quà, homo savio, di gran discrelion et pra-ticho di cose di palazo, corendo un lorro, lui volendo fuzer, dette di la coppa et testa-in terra, siete 2 hore et morite. Idio li babbi remission a l’anima. In questa sera, fu fato uno bellissimo banchetto in procurata di sier Andrea Lion, dove fu done, et ballato pubiice, con la caxa bellissima adornala di lapezjirie, et erano da ... . procuratori e altri senatori, parenti el amici, da numero .... 155* Ancora, fu fato un festina San Vidal in caxa de sier Domenego Mozenigo fo di sier Francesco, tra Ihoro che si reduseno a zugar li, numero 38, qualli deteno un scudo per uno, el erano queste balarine, et fo fato una comedia el cena tanto bella, che si stele fin hore 10 con grandissimo apiacer. Gionse et intrò in questa sera la galla solil, venuta a disarmar, soracomito sier Bernardo Mar-zello qu. sier Lorenzo, stato fuora mexi .... A dì 17, la malina. Si àve aviso, tamen non è lettere, ma il Serenissimo disse averlo lui, che li oratori Venier et Pixani erano zonti a Paris a dì 16 di zener, et che il re erra venuto a di 17, et ancora non haveano auto audientia. Et questo aviso lo portò sier Aguslin da Canal qu. sier Pollo, partì da Paris a dì 19 ditto. Fo in Collegio con li Cai di X, in materia dii lolho di sier Andrea Diedo, qual è sia marelà fin qui boletini 8500 et manchava da 1500, et più mancha i danari, ha dato piezaria Baplisla Livrieri, ma non è bona, hor li Cai li disseno, se per tutta questa altra setimana non facesse provision zereha il lotho et li danari, loro farano provision. Da poi disnar, fo Collegio di Savii ad consti-lendum. Di Alemagna, vene lettere di sier Nicolò Tiepolo el dotor, orator, di Aquisgrani, dì 25, et dì Bruxele, di 2. Il summario dirò, perchè fo lete poi la mattina in Collegio. A dì 18. Introe poi terza le galie di Alexandria dentro, capitanio sier Zuan Alvise Bembo. Di sier Nicolò Tiepolo dotor, orator, dì Aquisgrani, di 25. Scrive del zonzer lì el protho-notario di Gambara nonlio pontificio, la qual inlra-da fo mollo honorata. Ave audientia. Riporta, il papa è contento dii concilio, il che Cesare lo voi al tutta, dicendo, molti lutherani, principiato che sia il concilio, voi venir a la fede catholica. Scrive, esser venuto lì uno frale, vien da Constanlinopoli, porla nova, il Signor fa gran preparatoli de exercilo con- tra il re Ferdinando, et etiam armada, et par dillo re voi mandar oratori per questo a dimandar aiulo a li principi christiani. Scrive, come a dì..... Cesare montò a cavallo per parlirse, el cussi fece il re suo fradello el, cavalchati alquanto insieme, tolse-no combialo 1’ uno di l’altro, el Cesare lachrimò assai, sichè commosse tulli a lacrime. Et altri avisi, ut in ìitteris. Di Bruxele, di.. . . , di 2 di questo. Scrive, parlilo Cesare di Aquisgrani, vene a Legie dal reverendissimo Cardinal, qual li fece grandissimo honor, poi intrò in la Fiandra, e per tulle le lerre erra grandemente honoralo, facendo gran Iriumphi, ut in litteris, che pareva vedeseno un Dio. E cussi a dì . . . intrò in Bruxele, dove fu conze le strade di herbe e tapezarie, cum luminarie grandissime, ut in litteris. Et scrive, come si preparava per dar el governo di la Fiandra, in loeho di madama Margarita morta, a sua ameda (sorella) madama Maria, qual è con Cesare, fo moier dii re Lodovico di Hongaria. Scrive altre parlicularilà, come dirò di sotto, et come si preparava dar un donativo alla dilla do ducali .... milia. Copia de una lettera da Bruselle, scritta per 156 Paxin Berrictio, adì 8 di febraro 1530, a sier Thomà Tiepolo qu. sier Francesco. Per 1’ ultime mie significai a vostra signoria la eleetione et coronatone dii re di Romani; bora scriverò parte del viaggio nostro da Aquisgrana fino a Bruselle. Et volendo venir l’imperator per la vìa breve, così pregato dal reverendissimo Cardinal di Lege, è venuto per le lerre et lochi soi, che lutti sono bellissimi et boni, nelli quali sempre ha fallo le spese a Sua Maestà dii suo. Et tra li altri lochi belli et ornati et forti, allogiò in uno castello nominalo IIux, posto al monle, nel quale sono di bellissimi lochi, camare, sluffe, sale, giardino picolo, et nn gioco di balla bellissimo, et altre sta «zie assai, quale camere, sale et sluffe, tulle di bellissime spa-liere erano adornale ; ma tra li altri adornamenti che vi erano belissimi ne l’anticamera di l’impe-rator, vi erano razzi di terra fino sotto el solare, che haveano tulle le etade, d’ oro et di seta finissima, con figure, che altro di’el spirilo non li mancava. Nel salotto apresso di questa dove mangiava l’imperator vi erano razzi ut supra d’ oro et do seta, che sopra vi erano li 12 mexi in figura humana che faceano li misterii che in simili mesi se fanno, et intorno haveano li 12 segni celesti, et cadaun