249 UDXXX, GENNAIO. 250 zioè i! re di Romani che ha ad essere imperatore, che a ziò sia idoneo, el darò la voce mia senza alcuno palio, stipendio, precio o promessa, overo altro modo. » El fallo ditto juramenlo se retiroruo in uno loco dilla chiesia chiuso, dove, parlato che hebbeno, ciascuno poi si rivestì dii primo habilo et andò a casa sua. Dapoi non si hanno redulo, ma dimane o l’altro dicesi che farano la eledioue et publicarola, et di quanto succederà, io vi darò aviso. 128 Qua ilio alle cose di Hougaria, altro non si sente se non che, intendendo il capilanio Rocandolpho ha-ver a venire uno bassà in soccorso dii vayvoda el Grili.era con una parte dePexereilo regio partitosi da Buda per andar incontro a ditto socorso, lasciando il resto per l’assedio del castello. Et si crede che la tregua tra il re el vayvoda non habbia a seguire, perchè, bevendosi a combalere el a restare o Cuna o C altra parte superiore, non è verisimile che la vincitrice sia per far tregua ; ma di ogni successo intenderette il lutto. El perchè di sopra vi ho ditto questa diade esser calholica mollo, poiché sono cascato in ragionamento di essa, non solo vi dirò di la religione et eullo divino, che è la principale parte che se ricer-cha, ma de la altre degne el memorabili conditioai sue. Et prima havete a sapere che quivi sono infi-fìnile chiesie et grande, fra le quale è il domo, che è fabrica vastissima, nè è anc )r finita, dove, se vo-lemo prestar fede alle historie vulgare, Renaldo morì facendo C officio di manuale per penilenlia, il corpo dii quale, si credere dignum est, è qui apresso sepolto. Le quale chiesie tulle sono piene de reliquie et corpi santi, come la chiesa di Santa Orsola, che ha quasi tutta la compagnia sua che è 11 milia vergini, et non tiene se non corpi santi. Evi diamdio la chiesia di Santa Maria ad Gra-dus, nella quale, et simelmente in quella di Santa Orsola, non sono a dmesse se non donne illustre, come nel domo li canonici, le quale donne non si sagrano, ma possono uscire quando li piace di monasteri et marilarse, et hanno 200 ducati d’entrala per una, olirà le spese et habitalione. Nel loco dove bora è dilla chiesia di Santa Maria era già il Capitolio, ad imilatione di queflo di Roma, perchè questa diade, che era colonia de Romani, onde in-sino al presente si trovano cereha 8 lameglie di Roma, essendo stata edificata da Marco Agrippa, non solo si contentava di bavere il medesimo governo et fameglie, ma si era possibile voleva etiam li lochi istesSi, zioè li nomi, lu queste chiesie adun- que, el in molte altre, vi sono (ante reliquie, che molti ¡stimano che in maggior numero qui ne siano che in tutta Italia non sono. Ma lasciando andare la moltitudine et bellezza et de tempii el reliquie, vi è poi tanto culto et tanta reverentia, dèe è cosa incredibile. Non vi è chiesia die non sia ottimamente officiata, che non sia ben fornita di ogni cosa, che non sia visitala et frequentala continuamente dalle persone di questa diade, le quale sono tanto devote, in quanto monslrano per li segni estrinseci che al più di le volle non ingannano, che sempre si veggono nelle chiesie atenta et reveieuteinenle dir oralioni. Di la qualle devolione loro voglio die habbiate anco questo altro indillo, che è grandissimo: il reverendissimo Legalo Campegio, havendo 128» dato una indulgenza a tutte quelle persone che il giorno di Natale si trovavano contrite, et volendo più certo sapere Cesare come stava questa diade zereha alla religione, ordinò a lutti li piovani che te-nisseno conto di le persone d>e si comunicassero, d si trovò che nel di di Natale 40 milia persone preseno la Comunione el 20 si Irovorono contrite, le quale poi si cornunicorono ne le feste seguente, non havendo sapulo prima de ditta indulgeulia. il che inteso da Cesare, subito Sua Maestà con grandissima allegreza, come quello che è in vero ca-tholico, fecelo intender al Legalo, con sua signoria quasi congratulandosi che tanti chrisliani si trovassero in queste bande. Olirà la divolioiie, qui si vive come in uno monasteri di religiosi, d benché altramente si volesse fare, non se poiria, perché Ja diade ha proposto alcuni, li quali non lassano vender carne ne li giorni prohibiti, nè allra cosa che non permetti la Chiesia, de modo che alli giorni passati, retrovandosi qui il figliolo dii duca di Saxonia et havendo mandato a pigliar di la carne la vigilia di San Thotnio, li beccari, benché non ne volesseno dare, havendo commissione expressa di non venderne, furono perhò astretti per il soperchiare di quelli a dargene, il che vedendo li borgomastri, che sono li governatori di la citade, molto ciò hebbeno a male et, dubitando che un’altra volla dilli di Sassonia non bevessero a fare questione con quelli die non gli volessero dare di la carne, deliberorno di fare inten lere a Cesare quanto era successo et udir la intentione di Sua Maestà, la quale subilo fece significare al dillo duca di Saxonia che, se non volleva viver christianamenle, uscisse di questa diade el andasse a caxa sua. Ilora havendo parlato dille chiesie, dille reliquie et dii culto divino, dirò di i l’altre parie di questa nobilissima citade, la quale