575 MDXXXI, SETTEMBRE. 576 A dì 5. Vene l’oralor di l’irnperator per. saper qualcosa di le ledere venute di Constanlinopoli. Il Serenissimo li disse che non erano lettere pu-blice ma particular, di 28 luio, et nulla era di novo. Vene l’oralor dii duca de Milan, con avisi che le zenle di Pranza, venivano di qua da monti, tulle è andate a casa Ihoro sichè non è da dubitar più. Et come erra ussito un cerio capilanio dii castélan di Mus fuori di.....et fo a le man con quelli dii duca et fo ferito. Et ch’el caslelan è in Lecho. In Mus c solum 20 fanti, non hanno vino. Et il caslelan voria accordo, ma il duca non poi farlo senza voler di Grisoni. 11 fradello è andato verso Savoia. Vene P orator dii duca di Ferrara, dicendo, il suo signor duca dovea partir questa malina per Treviso a veder quella cita, come eri disse voleva far, ma per esser stato sta note a cievali si voi re-possar, et andará da malina. Fo scritto, per Collegio, al podestà di Trevixo li vadi contra e fazi honor. Noto. Al dito duca, di ordine dii Collegio, li fo mandato a donar cere, malvasie, confezion eie. per ducati 50. Da poi disnar fo Colegio di Sa vii. Et fo principialo a lezer li processi contra sier Polo Nani e li altri ai lhoroavocbali, perchè al 2 di oetubrio li Avo-gadori voleno menarli in le do Quarantie. In questa note passada se impiò fuogo a san Fantin in le caxe da chà di Prioli ; non fè molto danno. A dì 6, la malina. Non fo alcuna cosa di novo. La notte piovete assai, mal a proposito per li megii. In palazo dii Serenissimo, in chiesiola, fo sposa sua neza, maridà in sier Alvise Bragadin di Campo Púsolo, et fé un gran pasto a parenti, et donne zer-cha 14, et altri zercha 70, et il Serenissimo manzo con sier Tomà Contarmi, sier Piero Bragadin, stati bayli a Constanlinopoli, e altri da chà Bragadin di età, per numero . . . , el poi disnar, stalo un pocho, tutti si partì, et Soa Serenità andò nel Conscio di X. Da poi disnar, fo Conseio di X con Zonta dii Colegio; ma prima, nel simplice, spa.zono uno .... Trabachin da Moncelese, per aver ditto vilania a sier Andrea Gradenigo podestà di Moncelese. Et leto il processo, et preso il procieder, fu posto per il Serenissimo e Consieri, il ditto sia confìnà per 4 anni in Caodistria, li Cai di X per anni 3 bandito di Pa-doa, et P Avogador messe 10 anni in Caodistria : et fu presa quella di Cai di X. Fu posto una gralia di sier Alvise da Molin qu. Sier »Marco, qual fo confina anni 10 in Candía per il Conseio di X, il qual, havendo morto lì uno, è venuto in questa terra nel monastero di San Zanepolo, et voria fosse cambia il Iodio dii contìn, et li Cai messeno confinarlo in Cypro per anni 10, licet sia sialo anni do in Candia, con la (aia etc. Et non fu presa, sichè sarà bandito di terre et lochi. Si apresentò a le preson, poi fuzì a Ferara. Fo fati do Cai di X in la dilerentia di sier Be-neto di Prioli qu. sier Francesco con P oficio di le Raxon nuove, in Iodio di do cazadi, sier Antonio Sanudo et sier Gasparo Conlarini. Da poi, inira lo dentro il Colegio, fu posto per li Cai di conzar la parte di;archibusieri, atento è venuti oratori in questa terra, di Padoa, Vicenza, Verona et Brexa, et fu preso che.diti archibusieri, fin tocherano soldo, sia sotto il foro dii podestà, ma poi barano tochà soldo siano al foro dii capitanio. El fu presa con contento grande di ditti oratori. A dì 7. La matina et da poi disnar fo gran pioza, mal a proposito per li menudi : li tormenti cresuti a lire 7 soldi 10 vendadori, compradori a lire 7 soldi 6. Vene P orator dii duca di Milan in Colegio, dicendo ............... Da poi disnar, fo Colegio di Savii per dar au-dienlia.............. A dì 8. Fo la Madona. 11 Serenissimo, vestilo con manto biancho d’ oro e cussi la bareta, et vesta di solto de tabi biancho, con li oratori, imperalor Pranza, Anglia, Milan el Ferara, 3 procuratori, sier Jacomo Soranzo, sier Andrea Juslinian et sier Antonio di Prioli, et, olirà li Censori, 29 palricii, tra li qual sier Sebastian Bernardo che non è di Pre-gadi, vene in chiesia a la messa, et poi si reduseno in palazo in camera di P audienlia con li Cai di X ad aldir le lettere venule di Cypro di retori di . . .... et dii provedador di P armada, di 3 avosto di Napoli di Romania, et 17 dillo dii Zante. Et manda uno processo fato conira sier Stefano Mi-chiel, castelan dii Scoio, di soi cativi portamenti conira li compagni ut in eo. La copia di le qual scriverò qui o avanti o il sumario. A dì 9, la matina. Vene in Colegio, acompa-gnato da li Savii a Terraferma ed Ordeni, uno capitanio dii re Zuanne di Ungaria, chiamalo... (Pietro Pereny), qual è venuto in questa terra, va a Lordo per vodo,alozato in chà Duodoa San Zaiw novo, dove sla Francesco Cherea ; è venuto con persone.... molto ben a ordine, lui è di anni. . . , et fu vay*