513 MDXXXIII, FEBBRAíO. 514 Fu posto, per li Consieri una gralia a uno Zuan Antonio Ganfa, di poter far stampar le opere de San Remigio, sopra le epistole di S. Paolo et sopra li psalmi, con pena ut in stipi ¿catione, et altre opere che dimandavano la grazia di poterle far stampar, et tamen non li fo concesso se non le opere di S. Remigio. Ave: 130, 3, 11. Et fu presa. Fu posto, per tuto il Collegio, suspender li debiti 1’ ha con la Signoria sier Vetor Duodo qu. sier Zorzi, per do anni, videlicet a le Raxon nuove per perdeda di dacii ducali 745, videlicet di l’anno 1527 et 1528. Et fu presa. Ave: 149, 11,11. Fu posto, per li Savi tutti exceplo sier Hironi-mo Querini et sier Mattio Dandolo savi a Terra ferma, la letera a Costantinopoli che fu presa 1’ ultimo Pregadi, et suspésa. Et andò in renga sier Ilironimo Querini suvio a Terra ferma, non sente comunicar la proposta a nui fata per Cesare et la nostra risposta per non se ligar, etiam non dir union de Italia, ma haver danari de Italia. Et li rispose sier Filippo Capello savio a Terra ferma, poi sier Malio Dandolo, poi sier Francesco Venier savio a Terra ferma. Andò le letere: 12 non sincere, 5 di no, 47 dii Querini et Dandolo, li2 di Savii. Et questa fu presa. Fu posto, per li Savi dii Conscio et Terra ferma una letera a li oratori a Bologna. Ne piace habbino electo il Poro per terzo iudice, et domino Mateo Avogaro è a ordine per andar, et laudiamo Trento, però ne avisi quando che lo manderemo. Ave : 6 non sincere, ura di no, il resto di la parte. Fu posto, ptr li Savi a Terra ferma, poi lete do letere di Cipri una di sier Marco Antonio Trivixan locotenente et consieri, di 9 avosto, l’altra di sier Stefano Tiepolo proveditor zeneral di Cipri di dillo tempo in laude de domino Paulo Bataia, stalo de lì 5 anni eie. : messeno darli fanti 300 quando aca-derà et il slipentio come ha tal capi. Ave : 10 non sincere, 26 di no, 134 di si. Et fu presa. Fo prova questi soracomili venuti, sier Bernardo Sagredo di sier Zuan Francesco 159,4, sier Andrea Duodo di sier Piero 151,7, sier Zacaria Zan-tani qu. sier Zuan« 157,6 et sier Domenego Coniarmi qu. sier Marco Antonio, 153,3. 185 1532. 12 Februarii. In Consilio X, presente Collegio. Conoscendosi pur troppo manifesto di quanta imporlantia sia al Stalo nostro che le letere et ma-I Diarii di M. Sanuto. — Tom. LVII terie a quello pertinente, insieme cum li consulti et deliberationi, passino solo la debita strettezza, se ben in diversi tempi siano sta fate più provisión a fine di obviar de li disordini presentiti che potessero occorere si cum scriver, come parlando a propalar le cose che meritano star secrete ; nondimeno per non esser sta fino hora assai-provisto al bisogno, è ben a proposito formar uno tale novo decreto, per lo quale maiormente sperar si possa di conservar uno tanto thesoro, quanto a questa República è il prudente silentio di quelle cose che ne li consegli secreti si trattano, et però ; L’anderà parte, che riservate nel suo vigore tute le leze sopra ciò falle per questo Conseio et a la presente non repugnante, sia firmamente statuito che nessuno di quelli che entrano nel Conseio nostro di Pregadi possa dir, scrivere, propalar, over per qualunque modo manifestar ad alcuno, et sia chi esser si voglia, cosa, over materia alcuna leta proposta, ragionala, over traíala sì in esso Consiglio di Pregadi, come in Collegio et altrove, pertinente al Stalo nostro, ancor che di quella non fusse comandata credenza, exceto solamente gralie, dec-tione, meter galìe et altre cose palese, solo iremis-sibil pena di ducali 1000, la mila de l’accusador, qual sia tenuto secretissimo, et 1’ allra mità a la cassa di questo Consiglio de li beni de delinquenti, se ne sarano, se non della cassa publica. Et olirà ciò solo pena di perpetua privation di luti li Conse-gli nostri secreti, salva però sempre l’autorità de questo Conseglio di poter proceder a molto più grave pene conira li transgressori, sì de la facoltà, come etiam de la vita. Et li capi et inquisitori de questo Conseglio siano tenuti di lempo In lempo far diligentissime inquisilioni ogni volta che presentiranno in alcuna parte esser sta contrafalo a questa così necessaria et sai uberi ma prohibitione, etiam quando alcuno che non entrasse in Pregadi fusse trovato haver dito, over sci-ito de le cose di quello per venir in luce et intendere da cui l’havesse inteso quel che per lui fusse stà scrito, over parlalo, deducendo immediate a queslo Conseglio quanto 185* haverano trovato per poterla exeguire contra li di-sobbedienli. Et di alcune simile condanatione non si possa far gratia, don o remission soto la medesima pena a chi melesse, over consentisse in contrario. Et la presente parte leggere si debba nel primo Conscio di Pregadi et ogni primo Conseio di Pregadi che si farà del mese di ottobre, et al intrar della Quarantia criminal, et nondimeno, letta o non j Iella, resti sempre valida et nel suo vigor; nè si 33