493 MDXXXII1, FEBBRAIO. 494 patron sier Lorenzo Donado di sier Andrea per ducati uno, le altre do non trovono; andò zo l’incanto. Et quelle di Barbaria la prima trovò patron sier Hironirao Gradenigo qu. sier Ferigo per ducali 501, ma fo rotta perchè fo tolta per sier Augustin Contarmi qu. sier Marco Antonio per uno ducato, e la terza non trovò perchè non la volseno tuor et andò zoso. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonta et fo lettere, da Costantinopoli, di ultimo Decerti-brìo. Et so intese esser morto in Alexandria sier Nadalin Contarmi era consolo nostro de lì a dì 3 decembrio, per nove venute di Alexandria con fave et zenle in Istria. Fu proposto la materia di la oblation fa uno di dar carne etc., come ho scritto di sopra, dando piezi do scorzeri richissimi Tadio de Polo et . . , . , el fu posto non obslante la parte strela di tuor licenlia di parlar di questo dazio, che è di 8 Offici, videlìcet di la Beocaria, et voleano metter il Collegio potesse calar etc. Ave: 6 de sì, et tu preso di uo. Fu preso taiar tutti li salvi couduti fatti per li baili da Qonstanlinopoli, e quelli li hanno da mò zorni 20 li apresenti ut in parte; el questo fu fatto perchè sier Piera Zen bailo presente ha fatto un salvoconduto a uno con dir se ’1 sarà bandito li fa salvoconduto. Fu preso dar al dazier del sai di Padoa a l'anno 25 moza di sai bianco per venderlo in la terra, come fu concesso a Verona. Fu tolto il scurtinio di Ire di la Zonta dii Con-seio di X, che poi doman a Gran Conseio si batote-rano, tolti solum numero 15, et molli non volseno tuor alcuno, et volendo tuor sier Vicenza Capello fo capitanio zeneral da mar, licet sia preso possi venir in Pregadi, vislo la leze bisogna metti halota, fu deohiarà non esser prova, però non fu tolto. Et licentiata la Zonta, restò il Conseio con Zonta dii Collegio, et fu proposto far gralia a uno brexan de Salis, manca a compir certo tempo, et nulla fu fatto. Fu preso dar licenlia di te arme al conte Marsilio di Rossi fo Gol dii conte Filippo, studia a Padoa, con do. apresso de lui. In questo zorno gionse la galia sotil, soracomito sier Nicolò Bernardo di sier Francesco, stato in armala assà mexi. * Adì 8, La note fo pioza, fangi grandissimi, et non fo alcuaa lettera da conto in Collegio. Li Cai di X fono in Collegio per la cosa di le monache dii Corpus Domìni, et aklìteno la relation di do savi di Collegio fo mandali a parlar a ditte monache, et referì sier Marco Foseari, e terminalo acquietar de plano ditto vicario far resti ancora per acquietar le cose, et dilli do savi (ornino al dillo monasterio eon sier Caspare Contarmi fo consier. Da poi disnar fo Collegio di la Signoria, el fatto il parentà a S. Polo di la fìa di sier Zuan Corner fo di sier Zorzi cavalier, procurator, in sier Piero Mo-rexin di sier Zuan Francesco, la qual la sposoe l’altro zorno per esser ozi sabado. El il padre era a la porla di la sala et sier Jacomo suo fradello senlado apresso il padre dii sposo ; la noviza, per paura di la parte, in raso bianco semplice, ma perle grosissime al collo di valuta grandissima. Et vi fu grandissimo numero di senatori. Le qual perle è de li Livieri, vai dueali 10 milia, sono numero .. . . . Fo adonca ozi Collegio di la Signoria con li Cai di X, et aldìleno li oratori di Cipri, aldìli un’ altra fiata za tre mexi. Et parlò messer Zuan de Nores eloquentissima, ma goloso, parlò senlà su una ca-riega. In questa mattina fu posto sopra le colonne un cartello a stampa del conte Guido Rangon centra il conte Piero Maria di Rossi, dicendo l’era un tra-dilor, el voi combatter con lui. Di Alexandria di sier Nadalin Contarmi consolo, dì... . Novembrio et morite a dì. .. Dicembrio, fo ledo lettere di sua man. La copia over sumario scriverò qui avanti. A dì 9, Domenega. Gionse la matina poi terza una galìa curzolana, vien a disarmar. Se intese esser stà trovà un contrabando .... sopra la galìa, soracomito sier Nicolò Bernardo, di colli 4 sede levate di le galie di Baruto, di raxon di sier Marco Antonio di Prioli qu. sier Andrea, et colo uno di ormesini, et fo portade a l’Avogaria. Dì Bologna, dì 3, particular. Eri fo in ca-pella dii papa e l’imperador e li cardinali, la duchessa di Savoia, sopra uno certo pane» piccolo fallo per lei. Fu benedete le candele e destribuile, e cantata la Messa per il Cardinal Santa Croce fo compila a hore 20. Qui non si zostra più. Di Bologna di oratori nostri di 5 et di Franga da Paris di Vorator nostro di 27 ze-ner. Il summario dirò poi. Da poi disnar fo Gran Conseio, fo ben in or-dioe, vicedoxe sier Zuan Alvise Duod'o. Fo prima ballotà la Zonta, tolta F altro eri nel Conseio di X, la qual è questa: