499 MDXXXIII, febbraio. 500 dii parlamento fatto fra ¡1 re di Pranza e il re anglico intendemo fo per.........Con altre parole, ut in litteris. Qual parte di esse non piaceva a molti di Pregadi, et tra li quali io Marin Sanudo, che voleva parlar, ma l’ora tarda, la brigata stracha, non parlai, nè altri andò in renga. Andò la lettera; fo 21 non sincere, G8 di no, 105 di la parte, et fu presa con mormoration del Conscio. Et sier Alvise Mocenigo el cavalier, io et altri andassemo da li Savi, et fo suspesa la ditta lettera. 180 -Da Bologna, di do oratori nostri, di 3 Fc-vrcr, hore 16, ricevute a dì 7 dito. Heri mattina da poi capella io Venier fui col Pontefice et li dimandai di questa liga nova chiamata adition a quela latta dii 1529 con Soa Santità el Cesare el altri principi de Italia. Soa Santità disse la seguirla ad ogni modo, tolendo il fondamento di essa di tuor il dominio di Zenoa in defension come il stalo de Milano, el la contribulion el la laxa era slà fata si-come scrivessemo per le noslre. Disse poi che li cardinali francesi li haveano diio che difendendo il dominio di Zenoa la Christianissima maeslà non si risenleria dii far di questa lega, perchè el non per-lende voler perturbar Zenoa, ma ben voi recuperar quello che ’1 dia haver per la convention ha Sua Maestà con loro zenoesi, ma che non si passi più olirà di questo. Poi Soa Beatitudine disse, di qui si parla questa liga è di falidi, l’animo nostro è volto a la pace, et se quel illustrissimo dominio gralificarà Cesare in alcune di quelle sue richieste, penso sarà molto bene. Et che era lelere di Pranza dii suo non-tio, li avisava il zonzer dii corier, qual fo expedilo de qui a dì 11 dii passato, et disse penso quel re vorà far partecipe il re di Anglia, siché la risposta tarderà qualche zorno et venirà bone parole indri-zate a me et non a Cesare, qual a mezo questo mexe voi partirsi de qui, et solicita li tre deputali per Soa Beatitudine a intimar il concilio generai. Ringraliai Soa Santità di le comunicalion eie. Quanto al concilio solicita li tre deputali per Cesare che ’1 se intimi per haver promesso a li principi de Alemagna si calholici come lulherani che per beneficio di la reli-gion christiana sia conossuta la verità, però si mandasse a intimarlo, qual non si facendo zeneral non si sapeva con che modo obviar non si facesse par-ticular in Alemagna. Et per Ji deputati dii pontefice li fo risposto che il pontefice era disposto si facesse il concilio zeneral con li fondamenti ordinali per li teologi, con la dichiaralion de la sacra scritura, et che tuli li erori di questi per inanzi erano sta cono-suti da li concili per quelli santi padri et in diversi concili tulli sono slà reprobati, et che ’1 consisteva in exeguir et obedir quello è stà terminalo per li concili, et che Cesare proprio havia dannalo lai loro opinion. Et che era sta scritto per Soa Beatitudine a li principi chrisliani ampiamente, et la risposta per il poco tempo non era ancora venula, et volendolo far con intervento di principi saria gran diiìcullà et saria ben queli se ubligasse a star a la terminalion dii concilio. Li cesarei risposeno che havendolo dimandalo bastava l’asenso. Ilor fo scrito al serenissimo re di Portogaio, come fu scrito a li altri. Ne 1’ ultimo concistorio è slà terminalo a instantia de diio re di Portogallo che la chiesia de l’ixola di Canaria fosse ereta in arziepiscopalo et fata metropoli di 4 altre chiesie, et confirmati li episcopi di queli elecli per il prefalo re con inlrala de ducati 200 per uno. Fu servato etiam la cerimonia al reverendissimo di Trento di non poter parlar nel primo concistorio, el per il secondo li danno licentia. Et dovendo partir quel zorno, fo fato, et cussi soa signoria parti il di seguente, va dal serenissimo suo. La republica fiorentina se non è nominala in la liga el contribulion, il Papa promete per loro, et sono sta contenli deli danari ducali 20 rnilia per haver modo de scusarsi, con dir el Papa ha promesso al signor duca di Mantoa che scrivessemo voleva esser capilanio di le genie de Italia. Il suo orator ne ha dito che non atende a questo, li oralori senesi hano contenlà a li ducati 25 milia a l'anno per dar a li capi, ma loro voleno elezer il loro capo aziò conosi da loro. 11 marchese dii Guaslo si dice va in Spagna, et il signor Antonio da Leva remanirà in Italia capilanio di queste gente che reslerano. Tenute fino a dì 4 dito. Di sier Zuan Baxadonna el dot or, orator, di 4, ricevute a dì 7. Scrive in maleria di merca-danti, sicome parlò il reverendissimo di Trento, et parlò al duca. Soa exeellenlia disse, io non ne ho cosa alcuna, dito Cardinal partì el seguirà acordo fra il re di Romani et il vaivoda per esserli proposto conditimi che’l potrà benissimo aceptarle et spicarsi da li servicii con il signor Turco. Se parli l’orator de Ferara per Ferara. Il concilio non si farà salvo con exlremadificultà et non con minor tempo. Cesare va perlongando la sua parlila de qui. Da Constantinopoli, di sier Piero Zen orator et vicébailo, di ultimo Desembrio, ricevute a dì 7 Zener. Mi son ritrovato da poi le ultime mie al divan per li rechiami et trazer li comandamenti, et parlai a li bassà per queli di Palras posti in caslel di Lepanto, et udito il bassà se voltò verso li com*