295 MDXXXII, NOVEMBRE. 296 ometter per non alediar, quello che si referisse di convivi, giochi, feste et triomphi splendidissimi et senza fine, et fu notato in gran benignità di 1’ un e l'altro re che’l Ghrislianissimo teniva seco in convivio de li englesi et il re anglico de li francesi. Alli 23 il Christianissimo donò al re anglico uno fornimento da letto tutto di perle in veluto cremesino, 10 qual poco dinanzi havea comprato in Paris da uno mercadante italiano per scudi 10 milia d’ oro, e l’altro ¡orno lì donò G corsieri di la sua raza li più belli che l’havesse ne la sua stalla. Si ha detto che alli 23 da sera le prefate Maestà slelero insieme * ne li soi secreti, et sleno etiam longamente a parte 11 reverendissimo legato, gran canzelier, li illustrissimi gran maistro et armiraio per Franza, et per Anglia li illustrissimi duchi di Norfoleh e di Sofolch e il reverendo di Viceslre, da li quali consulti se intese che questa maestà manderà presto lì reverendissimi cardinali Tornon et Gramolile al Pontefice per causa del discender di Cesare in Italia, et manderà etiam a esso Cesare uno personagio, et manderà o ha mandato uno ambasador in Scozia a offerir la fiola a quel re iusta la requisition lì fece il suo ambasciator come scrissi, il quale era torna al suo re senza conclusion, el la Ghristìanissìma maestà però li darà la fiola con una condition dum-modo esso re voi far una liga e intelligentia con Soa Maestà et il re anglico, il che sarà diffìcile. Si disse che havendo il re anglico fatto passar seco il mar la marchexa per sposarla con intervento dii re Christianissimo, par da questa maestà sia stà mitigala tal’ opinion in quel consulto fato tra loro, e cussi francesi et englesi lo crede. In questi zorni zonse venuto in posta il cavalierCaxal, negoliava a Roma per il re anglico, per la qual venula non è innovato altro. Alli 25 da matina questa maestà dete i! colar di 1’ ordine suo di San Michiel alli illustrissimi duca di Norfoleh et di Sopholch, et se inviò verso Cales insieme col re anglico, e nel camino andando in quella terra li forono resi li of-ficii et obsequii stati fati ne l’intrar in Bologna con ogni amorevoleza et houorevol servitio verso li francesi, e non forono inferiori di splendidezza, su-plendo ne li lochi spectaculi de animali silvestri e di più di le dame englese, poi il re anglico donò uno veslido etc., et 6 consieri et 6 chinee ricamente apparale a questa maestà, e si dice, ma non ho per cosa certa, li ha remesso et donò alli tre fioli lutto il debito dii padre di zerca scudi 300 milia, et dele l’ordine suo di San Zorzi alli illustrissimi gran maistro et armiraio, el infine donò per servilor al re Christianissimo uno suo Col naturai di anni zerca 13. Alli 29 il re anglico, acompagnato dal re Christianissimo, andono lige 3 fora di Cales, dove con molti abrazamenli el carece, hinc inde tulli si acombiatorono. Risona tra queste due natione na-, turalmenle contrarie siano stati fatti honorì et segni et benevolenza più di quello si sperava, e non intendo altro di questo. Passati questi do dì il re Christianissimo anderà in Amiens dove si consulterà la mission de li do cardinali al Papa, se dice questi re hanno convenuto che li cardinali insti che il Papa non conseguissa il vinculo con Cesare, et facendo nova intelligentia non voler più che l’ex-pedilion di Franza et Anglia vadino a Roma ma divider il suo clero da la sede romana, ma per queste viste et convento è stato spese superchie, fesle e pompe e non altro. Dii ditto, di Amiens, a dì 8 Novembrio, ricevute a dì 29 ditto. Dii remeter di 300 milia scudi come scrissi non è vero. Il successo miracoloso di le cose lurchesche è stato causa non sia sequìto altro e di meler fren a questo re, il qual in altro caso haveria zercato dì perturbar Italia, e hora si dice da questi grandi francesi che’l mondo starà in pace. Zonto qui mò terzo zorno, questa Maestà expedite li do cardinali per Roma, et sarano al Pontefice per Nadal, e questo por la indi-sposition dii reverendissimo Tornon qual non è ben sano. Eri essendo andato a visitar il gran mai-slro mi disse siamo stati insieme con il re anglico con amorevolezza el con conferimenlo assai. Scrive alla Signoria che si ha tratà cose fusse acadute per bisogno di la Christianilà, ben ge lo dirà il nostro ambascialor, e voi avrete Io exempio; poi le cose de l’imperador è successe cussi, ma al re non manca la bona volutila. Rìngratiò Soa Signoria eie. Diman il re patirà per Compiegne per andar alla caza, et alli 20 voi esser a Paris. Ilo lettere di Lion di 4, tamen ¡1 mio suceessor non è gionlo, ringratia di danari etc. ut in litteris. Dii ditto, di 10, date a Amiens, ricevute a dì 29 ditto. Hessendo parlilo monsignor il gran maistro per Chiantiglì loco suo per far preparar per la venuta dii re, è rimasto qui monsignor l’armiraio, qual negotia il tutto in soa absentia ; heri lo visitai et mi disse havermì mandalo a chiamar che’l mi voleva parlar, e intratì in camera li disse il re è in bon stato, in prosperità, in tranquilla et grande richeza, atto ad haver molli danari s’il vorà, cussi la Signoria di Venelia stà in paxe et prosperità e in bona amicilia col re. Queste cose ne piace a (ulti.