411 UDXXXIJI, GENNAIO. 412 fatto dii Conseio di X in loco di sier Sebastian Ju-stinian el cavalier intrato savio del Conseio, sier Bernardo Soranzo fo cao di X qu. sier Beneto et altre 7 voxe, la nona che è XL zivil vechio andò zoso per l’ora tarda, perchè sier Nicolò Mozenigo cao di X era in cao di sala si levò, vene a li colega, li qual si levono suso et fè aprir il Conseio siehè XL zivil vechio non fo balotado. Fu posto, per sier Zuan Alvise Duodo, sier Alvise Barbaro, sier Marco Minio, sier Gabriel Moro el cavalier, sier Gasparo Contarmi consieri questa parte : Conciosiachè el Nobil homo Anzolo Gabriel per haverse adoperato ne l’officio nostro di l’Avo-garia extraordinaria, così fora di questa cita, come in essa, nel qual ha fedelmente et senza sparagnar fatica alcuna servito già anni 3 continui el fatlo notabile et optime oblation, come è ben nolo a tutti, habbia contratto una gravissima egritudine, per causa di la qual è già mexi 8 amalado in letto, et essendo venuto il tempo che’l doveria intrar nel -l’officio dell’ A vogaria ordinaria et non possendo per tal invaliludine se non con grandissimo pericolo della vita soa, perchè se ben sì forzasse ultra vi-res intrar in ditto officio, li saria però impossibile exercitarse per molli giorni, il che saria con non vulgar danno di 1’ officio predillo. Ma perché per la parte presa in questo Conseio del 1471, a dì 9 aprii, è prohibito poterse reservar nè prorogar ad alcun 1* officio di l’Avogaria, però l’anderà parte che per autorità di questo Conseio sia preso che se possi meter di riservar al preditto sier Anzolo Gabriel el ditto officio di l’Avogaria, facendose che in questo mezo abbi ad intrar il N. H. Alvise Ba-doer non obstante la parie sopra ditta. Et sier Lu-nardo da Mula et sier Alexandro Zorzi cai di XL messeuo che prò nunc sia diferita questa maleria, aziò che con comodità veder sì possano le leze sopra ciò disponente. Et parlò conira sier Zuan Francesco Mozenigo l’avocato, dicende è contra la leze, et fè lezer la parte presa del 1481, a dì 30 octobre, che non voi si posssi resaivar l’officio di 1’ Avogaria ad alcun sotto pena dì ducati 1000, et la parie sia messa per 6 consieri et 3 cai di XL, el però li consieri non poi metter eie. Et li rispose sier Zaccaria Trivixan qu. sier Beneto el cavalier con Parogantia solita, et li Cai di XL messeno a l’incontro indusiar. Andò la parie 31 non sincere, 390 di Cai di XL, 408 di Consieri, de no G48. Iterum balotà le do di più ballote, 34 di non sincere, 448 di Consieri, 910 di no, et fu preso di no. A dì 6, luni, fo l'Epifania. 11 Serenissimo vestito d’oro con manto di raso cremexin et ba-varo et la bareta di raso cremexin vene in chiesia a la messa con li oratori, Imperador, Franza, An-glia et Milan, il primocerio di San Marco, lo episcopo di Baffo, lo episcopo di Vegia, lo episcopo di Nona et lo episcopo di Sibinico. Consieri 5, vestili di seda, perchè sier Antonio da Mula è in caxa indisposto zà più zorni; procuratori sier Andrea Justinian, sier Hironimo Zen, sier Vicenzo Grimani, sier Zuan Francesco di Prioli; il cavalier di la Volpe; li censori vestiti di veludo negro ; et poi 32 senatori, tra i quali io Marin Sanudo vi fui, et udita la messa si tornò in palazzo, nè fo alcuna lettera. Da poi disnar^ fo dito le galìe di Barulo esser stà viste al Zante za zorni 25, et li Savi di Terra ferma soli si reduseno in Colegio, el sier Nicolò Bernardo savio dii Conseio. A dì 7. Fo ìetere di Bologna, di oratori, di 2 et 3, et dii Baxadona, di 3. Il sumario dirò qui solo. Da poi disnar fo audientia di la Signoria publica et li Savi di Terra ferma etOrdeni, alditeno li patroni di le galìe di Fiandra con le zurme, et parlò per le zurme sier Sebastian Venier avocalo, et per li patroni sier Piero Antonio Morexini avocato. TJnde dili Savi veteno li patroni haver raxon et voleno tuorli a le zurme mexi do, benché doveriano tuorli più, el cussi la malina seguente pieno Colegio ter-minorono cussi far, et ordinalo dii resto le galìe siano saldate aziò il capitanio possi referire in Pregadi. Etiam si voi proveder et castigar alcuni capi di dite zurme, videlicet cometerli a li Avoga-dori di Comun. A dì 8. La matina, non fo alcuna letera. Vene in Collegio sier Hironimo di Prioli da san Jacomo da V Orio, stato podestà di Bergamo per deposito, vestilo de veludo cremexin, in loco dii qual andoe sier Zuan Justinian da santa Croce, et referile di quele cose dii suo rezimento. Fu laudato dal Serenissimo etc. Vene in Colegio l’orator dii duca d’ Urbin, dicendo P orator dii duca di Milan haverli dito che lui per nome dii suo signor havia disconseià la Signoria a far la liga de Italia, perchè l’imperador faria capitanio di la liga il duca dì Mantoa, overo il marchese dii Guasto, il che saria contro 1’ honor dii suo signor duca prelato. , Da poi disnar fo Colegio di Savi, et fo falò el parenlà in Procuratia di la fìa di sier Tomà Mozenigo di sier Lunardo procurator in sier Gasparo da