569 MDXXXlII, MARZO. 570 Sier Bortolomio Zorzi fo patron di fusta, fo di sier Benelo .... 628.74*2 Fo bultà il terzo sestier dii Monte vechio, marzo 148 . . et vene Canareio. Fu posto, per li Consieri et Cai di XL, excepto sier Zuan Francesco Morezini, che non si poi im-pazar: cumsit sia morto in Alexandria sier Nada-Iin Contarini consolo nostro, stalo solum uno anno, et doven 'o andar sier Zuan Morexini di sier Francesco za più mexi eleclo, qual non si poi expedir per esser il padre podestà a Brexa, però sia preso che per seurlinio et 4 man di eletion elezer se debbi consolo in Alexandria con li modi fo electo dicto sier Nadalin, cussi havendo conlentà il pre-falo sier Zuane, al qual sia riservado di poter andar, compilo che harà questo sarà electo. Fu presa, ave 1115, 326, 3. Fo leto, iusta il solito per un nodaro di avoga-dori le parte conira i furanti, una presa in Pregadi 1319, a dì primo luio, una in Gran Conseio 1403, a dì . . . zugno, et un’altra presa in Pregadi 1416, a rii 25 luio, di la pena dieno aver chi tuo il danaro pubblico. Da poi sier Jacomo da Canal avogador di Común, era in settimana, andò in renga, ha puoca voce, fè una bella e savia renga, dicendo li nostri progenitori ne ha lassà questa repubblica sopra 4 coione, observándole quello è serillo sarà eterna, dicendo è scritto........Et poi inlrò in manifestar 13 ladri, 10 populari et 3 nobili sier Polo Juslinian, sier Zuan Vilturi et sier Polo Nani, lutti doi stali proveditori nostri zenerali in campo Di Bologna fo lettere dii Baxadona dotor et cavalìer orator apresso il duca di Mìlan, di.....Dirò il sumario. Fo stridà il primo Gran Conseio far proveditor a Salò e capilanio di la riviera di Brexana, che non è solilo strillar. A dì 3. La matina, non fo alcuna lettera. Fo alquanto di pioza. Vene in Collegio l’orator di Pranza con alcuni zentilomeni francesi, venuti a veder questa terra, tra li qual uno nepote del cardinal Agramonte. Il Serenissimo li fece bona ciera. Da poi, li Consieri si levono, et andono a Rialto a incantar le galìe di viazi, e tutte do mude Irovouo patroni, xoè in Alexandria sier Zuan Moroxini di sier Veltor per lire 32 di grossi, ducato uno, la seconda sier Stefano Malipiero di sier Alvise per lire 51, ducali Ire ; et a Baruto, la prima sier Fantin Pisani di sier Veltor lire 27 du- cati 9, sier Zaccaria da Mosto di sier Nicolò lire 18, ducali 10, sier Bernardo Corner qu. sier Alvise lolla per sier Donado suo fratello per lire 15, ducato uno. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonta 207* per trovar danari per l’Arsenal, per compir le ga-lie grosse- Fu posto, luor ducati 7000 di 12 milia ducali fo obbligà a biave, ubligando a le biave quello recupererà per il terzo deputà a l’Arsenal sier Filippo Trun, va fuora sopra le confiscalion, e li danari di 15 milia ducati ubligati a l’Arsenal di le prime angarie si metterà. Contradisse sier Hiro-nimo Querini, è sora le biave, li rispose sier Filippo Cappello savio a Terra ferma, dicendo bisognando biave si troverà danari. Ave 3 di no et fu presa. Itern fono sopra il mandar di moscatelli al re di Franza, et chi voleva mandar et chi non voleva, et fo gran disputation. A dì 4. La matina, vene sier Jacomo da Canal e sier Piero Mozenigo avogadori di Cornuti per domandar il Pregadi per sier Mafìo Bernardo, et fo tertninà far ozi per la terra per scriver a Costantinopoli, e domati dargelo. Vene l’orator cesareo, dicendo aver auto lettere da Bologna dii partir la Cesarea Maestà, qual va ben edificato di la Signoria nostra, poi parlò di cose parlicular. Da poi disnar fo Pregadi, et letto solum 5 lettere, et una di Padoa di un gran caso seguìdo. Fu posto, per li Consieri, da poi leto una lettera de li rectori di Padova, che venendo domino Francesco Ariusi citadin de li con le moier et uno fatitelo da una festa,a caxa, fo asaltato da alcuni incogniti et datoli 10 feride, poi andono a la caxa alcuni la note fazandoli insulti, come apar per loro lettere di 23 fevrer passalo: pertanto sia preso chi acuserà li malfattori abbi lire 2000, et se uno compagno accusi l’altro sia assolto et babbi la laia ; item sapendo li delinquenti possi quelli metter in bando di terre e lochi e di questa città, con laia 2000 et morii lire 1500, ut in parte. Ave 166, 2, 9. Fu posto, per li diti, da poi leto una lettera di sier Zuan Malipiero podestà di Cologna, di certo assalto fatlo de lì da alcuni incogniti in la persona di fra Galdo ordinis minoris et ferito: chi accuserà babbi lire 500, et poi inteso li malfattori, possi esso podestà ponerli in bando di terre e lochi con taia lire 500 ut in parte. Fu presa, ave 115. 4. 8. Fu posto, per li Savi tulli expedir sier Tomà Contarini va orator al signor Turco ; et perchè la