423 MDXXX1II, GENNAIO. 424 troveria forma di satisfarli. Eri in Concistorio fo ledo una lettera dii re Preteiani molto copiosa, de li regni et forze sue et vederemo di haverla et manderemo la copia, portata per uno suo ambasa-dor venuto con don Martin orator dii re di Portogallo, altre volle stato a Roma ; è sta terminato di acetar ditto ambasator dii Preteianni in coiuislorio pubblico. Sono lettere di Roma di 4 che’l reverendissimo Triulzi stava molto mal, el qual ba la pro-tetion di Pranza et morendo questi cardinali francesi desegnano darla al reverendissimo Cesis. Eri io Contarini avi il salvoconduto per le galìe dì Barbaria, del qual ne ho fallo trazer una copia, procurerò col comendador maior di Calatrava che alcune parole siano levate via. 11 Pontefice ozi poi pranzo, senza saputa di Cesare, è andato tino nella sua stanzia, sichè Soa Maestà non lo potè incontrar et sleteno per 2 bore insieme. Li oratori del conlà di Tirol diman dieno. inlrar de qui. Di la venuta del duca di Savoia par fino 6 zorni dia zonzer. Dì V orator Baxadona, di 8, da Bologna, ricevute a dì 12. Avisa come uno di autorità questa malina fo col Papa, et il papa laudò la ter-mination di la Signoria, per la qual si conserva T amicitia et confederation, dicendo avanti la venisse di Venetia mi pensava fusse cusi ; et disse non ho potuto far di meno per far il motivo di Cesare a soa instanzia et Cesare li richiede la protelion di Zenoa perchè Pranza lo minaza, et disse non farà cosa alcuna perchè la richiesta di Franza è più honesta, qual non voria se innovasse con Cesare. Et il magnifico Salviati disse il Papa voria una union generai, et non posendo farla seguir alcun effetto manco zeneral et far una pace per do over Ire anni, et non possendo far questo, ritroverà il men male, come pastor di otimo voler, però si tien Cesare non partirà di qui sì presto. Scrive aver visitato il reverendissimo Agramonte, da poi partilo P oralor di Ferrara da Soa Signoria, qual mi fece optima ciera, et disse non poteva far ope-ralion per il duca di Ferrara se’l non feva ope-ration tale etc. Da Spalato di sier Lunardo Bolani conte e capitanio, di 2 Zener, ricevuto a dì dito. Scrissi per le altre di la adunation si facea di gente turchesche in Celina per venir alli danni di questi contadi di Spalalo e Traù, bora è risolta, erano turchi venuti a scuoder il tributo di morlachi et havevano levato questa fama fingendo di far de-scrilion di animali per condur arlellarie aziò più facile potessero scuoder. Da poi il conte Piero Cru-sich, trovata occasion di uno temporal grande, mandò alquanti di soi a hore una di notte oltra la fiumara di Cetina a uno casleluzo di lurchi, chiamato Zazfina, li quali scalate le mure e trovorono nel castello solo 7 persone, 5 di le quali amazorono et il vicedesdar insieme con uno altro vivi condus-seno a Clissa con parte di le monition trovate de lì e il resto insieme con il castello brusorono; heri alquanti cavalli de lurchi et pedoni corseno sul contado di Clissa et feno alquanti pregioni. Bel ditto di 3, ricevute a dì 8 soprascrìtto. In questi zorni passati è slà connessa violentia per Nicolò Querini qual governa Poliza al nome dii reverendo Grilli ne la villa de Poslrana sodo questo territorio, di la qual vertise diferentia za più zorni sotto de chi dieia esser, e la causa fo commessa a al bassà e al capitanio di Zara et bora è a Venetia il nonlio di homeni di essa villa. Il qual Querini in-trato con alquanti polizani in dita villa, ha basto- 154 nato molti et malmenali, dicendo, voi avete mandalo a Venetia et non volete ubedir al Signor turco et fece tre di loro pregioni, menandoli Iigati con luì per do zorni per tutta Poliza, menando via anche molti di loro animali, e tamen essendo fugìti lì pregioni lui remandò alla villa li animali, excepto uno capo grosso et do inenuti, quali li ha relenuti per sé. Di Zara, di sier Gregorio Disamano pro-veditor zeneral in Dalmatìa, di 26 Dicembrio, ricevuto a dì 11 zener. Mi è slà fallo inlender, coma a Obrovazo è venuto Acmat rays con uno altro turcho rays per veder le fuste et rasetarle et voleno far far do altre et una galla et aspettano Moralh Chiecaia a la fin del presente de lì per dar ordine al lagiar di legnami per far le ditte fuste et le annerano per defension di quelle loro marine, qual continuamente sono inquietate da le barche di Fiume et di Segna, et per la verità da alcuni giorni in qua li hanno fatto grandissimi danni da poi che le nostre fuste sono venute a disarmar. A Carin si fanno provision per fortificar quel loco, e di ordine del zanzacho è stà mandati ducati 1200 de lì, et voleno far do torrazi con alcune cortine di muro. Moralh Chiecaia ha comandato a li soi morlachi in-cominziando a li confini di Sibinico infino verso Spalato uno homo per caxa che stiano preparali con pan per Ire zorni, a che effetto non se intende, si mormora voleno andar a ruinar Poliza. Da Bologna dii Venier et Contarmi oratori, di 10.11 Pontefice eri sera mandò a dir a