521 MDXXXIII, Porta, unde io ho scrillo a Constanlinopoii a l’ora-tor Zen di questo, et manda la copia. Etiam manda la copia di la lettera dii desdar di Scardona. Et ditto Morath mi ha scritto che il bassa di Bossina voi mandar uno suo a la Signoria, et li preparasse una barca per suo segurtà per quelli di Segna et Fiume. Li ho risposto lo faria volentieri, credo voi dimandar di armar le fuste a Obrovazo, le qual è gran danno di questa città e (ulta la Dalmatia vorrebbeno lutti li porti saria meio lenir per queste riviere qualche galia o fusta. Questa è la lettera di Scardona : Al mollo alto e gloriosamente polente e di ho-norato don et gratia de Dio Signor Conle et Capi-tanio di Sibinico, assai cara et amorevole salutalion de nui a Vostra Signoria come fradello et amico. E da può, aziò sapia vostra magnifìcentia, come vene la notte per mar in barche, desmonlò al stretto in conta de Sibinico, et depredò Ire loci de moria-chi del gran Signor imperador subditi, et menono 75 anime et animali grossi e minuti e cavalli, et da recavo veneno là che erano desmontati, di modo pocho è rimaso da tal preda. Savemo che questo è sotto il governo di subdilli veneliani, ma non savemo se con sentimento et voler de ti signori conti sia, qual sono por Dalmatia, et questo se fa al più per i lochi di Sibinico. Da pò trovas-semo che queste operation feno pur li sub ditti ve-netiani quando venivano del Gran Signor, le fuste di Puia non fo lassade passar a la terra del Gran signor, Scardona, ma le sconlrorono con l’hoste e schioppi e fecele tornar imi rio a Zara senza lassarle passar de qui ; e ancha lasano passar barche de l’Im-perador e todeschi per il paese suo, che loro le menano, et se depreda lo paese del Gran Signor e subditi; credete che sono nostri che non sanno niente, dubito che Io saperele, nui non sapemo altro salvo quello è per Gorvalia del Gran Signor 12 terre, di lo qual mandarano uno homo per cadauna et con ihoro di altri nobili homini a notificar a l’onoralo bassà et da lui all’onorata Porta del Gran Signor, che diremo quello che ’1 Signor Dio ha manda ; ma pur era ben a non desconzar la pace. Dio sa che questo non vien da noi. Che Dio ce aliegri. Sottoscritta de sora : Del desdaro di Scardona. 522 Da Bologna, di do oratori, di 11, hore 18, ricevute a dì 13. Inanzi beri ricevemo lelere di 6 el 7, con il Senato, zerca la risposta, et con la proposta fece in scritura l’orator cesareo, unde io Venier andai dal Pontefice et li comunicoe la replica predila et la risposta. Soa Beatitudine disse che quel che pareva a queli’ illustrissimo dominio fusse bene per la pace et quiete de Italia, era secondo quel che lei desiderava, però accetava la dilla risposta sicome venia da la illustrissima Signoria. Poi li comunicai le lelere di Conslanlinopoli di ultimo decembrio. Soa Santità considerò il gran dinaro il Signor turco Irazeria di l’angaria posta, et li piacque che l’oralor dii re di Romani andasse a Constanlinopoii ; et li dimandai se di questo l’havea alcuna notitia, disse di no ; el per esser partilo de qui P orator de Pranza, disse 1’ havea haulo licenlia dal re suo, et che Soa Beatitudine non li parea de abocarsi coi re Chrislianissimo, da poi che Cesare non consente Ileri io Contarmi poi pranzo andai da Cesare et li lexì la exposition dii suo orator et la risposta del Senato, poi li dissi di la bona mente di la Signoria verso Soa Maeslà, et ne 1’ ussir di camera per venir ne l’anticamera il vidi con il vollo 188 turbato, et mi disse la risposta non dice dii giontar di le zente. Risposi offerendose la Signoria de dar con le forze aiulo in ogni loco, dove bisognerà al stalo de Milano se intende piaqua a Sua Maeslà. Et disse : arnbassador, se’l vi piace io vorei che mi desti la copia di questa risposta. Io li dissi credeva era sta leta a 1’ oralor suo, sichè reeusai di darla, et aspelo ordine di quelo babbi a far. Disse Soa Maestà : Io mirarò, et vi manderò a chiamar. Poi li comunicai li avisi de Constanlinopoii, et ringraziò. El volendo parlar col comendador maior di Leon per iuslificar la risposta, non lo trovai. Li oratori di Ferara per il suo secretario a mi Venier ha mandato a dir che per il comendador predito, monsignor di Granvella, et ... . erano sta solicitadi i (re pontificii che in loco di Modena et Rezo il duca suo toi Ravena et Zervia, et questo il Papa fa per poter andar a Parma et Piasensa per il suo. Et mi disse haverli risposto loro oratori che non li daria per questo Modena et Rezo et più presto li lasseria un milion d’oro che luor dite terre, sapendo che la Signoria in quelle pretende ragione. Eri fo conci-slorio in materie concistorial et dalo lo arziepisco-pato de la insula di Canaria a requisilion dii re di Portogallo a don Marlin suo orator. La illustrissima duchessa di Savoia è risolta di pa'ssar in Spagna con Cesare el col suo primogenito per veder la FEBBRAIO.