189 MDXXXlì, NOVEMBRE. 190 assignalo lo alogiamento per esserne carestia ili questa tera, vi è tanti signori con gran maestri die 1’ è un stupore. Diman la Cesarea Maestà se partirà da Bassan et sarà a Sandrigo, onde ohe questa note passata ha alogiato il signor Ferante Gonzaga cou mille cavali, et par pure habbino fato alcuni insulti a li subditi, et che li (ilarissimi retori diligentissimi hanno subito serilo a ili oratori che lo faciano intender a la Cesarea Maestà acciò si preveda,- quali clarissimi oratori diman alogierano a Montecchio discosto alquanto da Sandrigo per non impedir la corte Cesarea. Diman da poi manzar a Dio piacendo me partirò de qui per andar a veder tulo lo exercito et starovi fin a lunedì con questo clarissimo camerlengo et altri gentilhomeni, et d’ogni processo ne darò aviso a vostra magnificentia. Ancor l’ha da saper che quando inlrò el duca di Urbino con il Cardinal, dui officiali in su la piaza vene a le man onde vi corse subito la guarda de archibuseri et vi se imbatè alcuni cavali dii Cardinal, qual se operavan conira li archibusieri che fu gran pericolo d’haver fato una bela tagliata se non fusse stà il clarissimo proveditor qual subito montò a cavalo et vene in piaza et immediate se ritrasse ognuno, né altro mi occore. A vostra signoria me ricomando. Di Vicenza al primo de Novembrio 1532 h or a prima. D. V. S. è questo figliol Zuanne Morello. A dì 4. La matina. Fo ¡etere di 4 oratori nostri, di 2, da Mantechio mazor, di fiore Dii zonzer di la Cesarea Maestà, sichè di Bassan fin lì ha fato mia .... nè ha voluto restar a Sandrigo per esser locho picolo, et altre particularità sicome di soto il su mar io sarà scripto. In Colegio sono solimi 3 Savi dii Conseio però non poteno bozi far Conseio dì X per trovar danari •et manco Pregadì, benché in Pregadi non c’ è cosa da far, mancò sier Lunardo Emo per non si sentir et haver gote. Da poi disnar, fo Colegio di Savi, ma fo soluin sìer Domenego Trivixan procurator et sier Nicolò Bernardo el 4 Savi di Tera ferma, sì che nulla poteno far. Di quatro oratori, de Areigmn, di 3. Dii zonzer di la Cesarea Maestà. Di Treviso dii podestà et capifanio, di ho zi. De dani fati sopra quel teritorio per li fanti dii conte Filippo Tornielo et Camilo Colona. A dì 5. La malina. Se intese esser morto questa note sìer Marco da chà da Pexaro dì sier Hiro-nimo, èorator a l’ìmperator, zenlilissimo zovene di anni .... sì che ’1 padre ave una cativa nova. Morite etiarn una moier fo di sier Carlo Contarmi nominata Lodovica Barboso di sìer Lorenzo, la qual si dice era moglie di Santo Barbarigo avocato ma leniva trista vita, et sier Zuan Batisla Barbo suo fradelo, essendo domenega da matina a dì 3 di questo la dila venuta a caxa dii dito so fradelo per tuor so madre, era amalata, di casa et menarla via, dito suo fradelo li dete una ferida, lei corse in barca lui andrio li dè allre feride in la panza sì che è morta. Vene l’orator de l’ìmperalor solicilando ia risposta di quanto propose da parte» di la Cesarea Maestà, il Serenissimo li disse non si havea potuto nè consultar fra li Savi nè chiamar il Senato per non esser solimi tre Savi dii Conseio, do è amalati 1’ altro da la Cesarea Maestà, el si faria. Vene l’orator dìi duca di Urbin, dicendo esser stà con il suo signor et li condutierì da 200 cavali, come era andato a inconlrar la Cesarea Maestà in strada et da quela fo molto acarezato, rasonorno 5 hore et parlono molto familiarmente : qual le narò le cose successe in Germania contra il Turco, et che ’1 leniva che Strigonio fusse perso, el havia lasà il cargo a suo fradelio di darli socorso ; disse come el non voi allro che la paxe et quiete di Italia, et voi star ben contra la Signoria nostra, el di l’abo-eamento voi far col Papa tien che non potrà far con Soa Beatitudine luto quelo el voria ; poi raso-nono di lere et forlificalion di quelle et allre cose; et non volse soa excelentia si partisse questa note de lì perchè etìam el voleva rasonar insieme'un altra fiata sichè tornò a Vicenza. Di Bassan, di sier Zuan Memo podestà et capitanio di .... Scrive come lì lanzinech erau zonti de lì per passar per il ponte di la tera, el che lui prima havea mandalo alcuni ciladini a excilarli non veniseno in la tera, et il ponte era fato dì fuora per il suo passar, et se li provederia di vituarie; li qual capitani dissero voler passar per la tera, et che tien non polrà resister, li quali hanno con loro, molti animali grossi et minuti et etiam massarilìe et robe depredate. Da poi disnar fo Colegio di Savi, ma sono solum tre Savi dii Conseio et queli di Teraferma. Da Cologna vene ìetere di 4 quatro oratori