353 MDXXXII, DICEMBRE. 354 Sier Filippo Trun fo avogador di Común, qu. sier Priamo.....48.145 Sier Toma Mocenigo fo savio del Conscio, di sier Lunardo procurator qu. Serenissimo......101. 89 Sier Marco Antonio Sañudo fo al luogo di procuratori, qq. sier Beneto . . 63.134 Sier Michiel Morcxini è provvedilor al- 1’Arsenal, qu. sier Piero . . . . 55.134 Et licentiato Pregadt, restò Conseio di X con la Zonta, et preseno, oltra li presenti si farà a l’ora-tor dii Turco etiam donarli secrete altri ducati 500 d’ oro venitiaqi. A dì 17, la malina. Fo pioza. Reduto il Collegio da basso, et vene il Serenissimo. Fo concluso un mercado con Ansualdo Grimaldo di sali moza 200, a ducali 26 il mozo, et dar li danari contadi. Et fu preso, Di Bologna fo lettere di 13, di V orator Venier. Da poi disnar fo ordinà Collegio di Savi, ma pochi si reduseno per la gran pioza fece. A dì 18, la mattina. 11 Collegio pur da basso. Fo lettere da mar. Item, Di Bologna di 14. Da poi disnar fo Conseio di X semplice, in camera di scarlati. Et fu posto per li Cai di X la soa parte, zerca moderar le cose pertinente a li Cai di X, la qual fo modificata et presa. La copia sarà qui avanti posta. Item, fu assolto quel laiacalze che straparloe: 7, 6, 3, sichè il terzo conseio fu assolto di una ballota. Item, fono sopra la expedition di certo Aio di Frari, e il procieder pende. A dì 18. La malina piovete, et lutto il zorno. Il Collegio si reduse in camera di scarlati. Non fu il Serenissimo et non fu alcuna lettera di novo. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonta, et fo letto una lettera di Bologna di t'Orator nostro Venier, di . . . ., scritta a li Cai di X Zerca il nostro patriarca, qual se ritrova de lì et ha parlato al pontefice, el qual li ha ditto che il patriarca predillo era stato da lui dolendosi che’l non poi far il suo officio, et che la conscienlia li rimorde, et più presto voi refudar il patriarcato che non poter governar il clero, con altre parole. Et che il papa li havea dilto ad ogni modo bisogna compiacerlo di qualche cosa. Et la Zonta non si reduse, et era materia di Diarii di M. Sanuto. — Tom. LVIL trovar danari da la Zecca per pagar le galle vien a disarmar, et ubligar a la Zecca certi danari etc. Nè il Serenissimo fò in Conseio di X. El restò il Conseio semplice. Spazono quell’ Aiò fè bolle false per portar vin conlrabando, et preso il procieder : fu bandito do anni di Venelia e dii destreto, e venendo slii in prexon e torni al bando. Item, fono sopra certo processo di Spolverini di Verona, et terminà l’allra parie vengi qui. A dì 20. La note piovete mollo, et la malina un poco. Il Serenissimo vene in Collegio pur da basso in camera de scarlati, et vene T orator de l’imperador per certo conlrabando. Vene l’orator del duca de Milan, et disse l’accordo fatto da Cesare col so signor de ducali 50 milia a l’anno. Di Bologna fo lettere di sier Marco Antonio Venier dottor, di 16. Di la morie dii Cardinal di Modena a Roma, era vechio et lassa assà danari al nepote Cardinal di Iìavena ; et altre parli-Cularità. Di sier Marco Antonio Contarmi orator, dì 16,pur da Bologna. Dii suo zonzer li con grandissima falica per le grande acque sono per tutto. Da poi disnar fo Conseio di X con la Zonla. 129* Fu preso aprir li magazeni di le legne et dispensar per queste feste cara 3000 a cara 5 per fameia, et due ai poveri homeni. Ave una balota di 110. Fu preso, da poi molta disputation, tuor li danari di la masena ubligadi a francar li Monti, vide-licet ducali 30 milia a francar Monte vechio et 42 milia Monte nuovo, i quali il Collegio possi servirsi di quelli per li presenti bisogni di disarmar le galle, et sia ubligali a li proveditori sora i Monti per dilto effetto alcuni denari deputadi per l’impre-stedo de le Camere di terra ferma a raxon di ducati .... milia a T anno, et non suplendo, sia etiam ubligà li danari dii duca di Milan et certo deposito del sai non ubligato 1545, ut in parte. Fo disputation ; parlò sier Lorenzo Bragadin cao di X è sora i Monti, li rispose sier Lunardo Emo savio del Conseio. Et fu presa. Fu poi inlralo in certo credilo ha a la Camera di Cipro domino Zuan di Nores per li ducali 3000 che’l prestò per aver il titolo di conte di Tripoli, il qual li ubligò al Negron et sier Ilironìmo li scosse avanti tralo, linde sier Jacomo Similecolo sindico ha fatto conira di loro certa senteulia che’l pagi la pena, restituissa a esso Nores li danari et sequeslrà alcuni goloni. Fu preso de sequestrarli, con condi-tion dogi segurtà et si aspetti il ritorno del'sindico. 23 &