263 HDXXX1I, NOVEMBRE. 264 dutfa a Modon, el li dissi che non mi doleva dii capifanio di l’armata, ma di quel Curtogli, questo feci perchè ditto capitanio è cugnato dii bassa ; et ditoli poi le nove di P armala cesarea, disse haver avisi da la Valona che le barzo erano andate in Sicilia per levar le fameglie de lì per fugìr P impelo dì l’armala dii Gran signor. Io gli risposi non sapea questo, ma le barze erano armale da guerra ; mi pregò vedesse di saper. Di lo exercilo dii Signor sono lettere di Perì oììrn bassa da Andernopoli come era zonto de lì uno zaus dii campo parlilo de zorni in 25 et zonto lì amalato, et ha mandato de qui il comandamento dii Gran signor che scrive passato il ponte di Cesare più di 6 conachi zoè alozamenlij preso certi castelli e ruinati, e haver trovato una forleza con 4000 honieni et quella combattuta e tulli consumati e persi, fra lì quali erano tre capitane!, e che li havea fato vestir honoralamente e mandato per loro a dir a l’imperador, chiamandolo Spagna, che lui era andato in quel paese a la caza e zà 2 anni lui Spagna era avisato dì questa sua andata e P honor suo era essersi mostralo alti campi, et non andarlo fugendo, e che Spagna havea 15 in 20 milia combattenti con li quali el fugiva, et che lui Gran signor per li tempi conveniva tornar e faria la volta di Buda. De Slrigonio et de altri castelli che’l re di romani tien in Hongaria nulla dice, de qui si fa varii conienti. Di Salonichii il sanzaco, chadì e mercadanti hanno scrito che per alcuni zudei passali de lì dava nova il Doria voleva venir con l’armata a trovar l’armata dii Signor, pertanto dimandano munition, polvere e vituarie. De qui si ragiona turchi haver auto una stretta con occision di qualche sanzacho. In quesla bora sono zonti ola-chi di Tenedo, dicono esser arivaio de lì il capitanio di l’armala con Iute le galìe, et haver mandalo il suo proloiero a far rcdur le altre in Stretto per condurse unite de qui, si dice mal conditionate di homeni et remi etc. Tenute fin 27. La nova di la stretta aula si verifica et esser sta ferito il sanzacho di Bosina, morii altri do san-zachi non si sa dove, ma la ditla nova de qui vien tenuta segreta. Dii dito, di 15 Octobrio, ricévute a dì 21 Novembrio. Questi stanno con gran timidità. Et sono venute lettere dii reverendo Grittì da Buda 91* di 3 et 17 agosto a suo fradello, che dicono il Gran signor penetrava con il suo exercilo per tutta la Carinthia e Styria sino a Ratisbona, et andava a trovar P imperator, e scrive di le gran preparatimi I di P imperador da mar et da terra. Questi lemeno mollo e sono sopra far oralione. La madre dii Signor ha mandà da me una hebrea per saper qualche nova, la qual mi disse la stava molto sopra di sè. Alti 12 zonse olachi di la Romania con avisi il capitanio Doria con più di 100 vele havia asaltà Coron et in 3 zorni P havea auto. Quelli albanesi dii paese haveano rebellato al Gran signor e fatosi di uno pezo et dubitano di Modon per non esser dentro presidii. 11 luni fo a dì 14 il Deferder mi mandò Cusim bey suo prothoiero a dimandarmi se havea qualche nuova e dove fusse P armala dii Doria, dissi non haver nulla. È capilà de qui lettere a di 4 septembrio a siur Zuan Francesco Justinian, è qui, di suo fradello : avisa esser lettere de 22 avosto di Ratisbona come P imperador aspetava le zente, le qual al primo di septembrio sariano reduti da 100 milia fanti, venturieri 30 milia, cavali 20 milia, et che’l re di romani era in Boemia e veniria con cavali e zente, e che di 1’ ottoman non si diceva cosa alcuna. El la matina volendo io andar dal magnifico Deierder, la note si disserono molti colpi di arlellarie el a l’alba esso Deferder mi mandò do servitori dicendo che a meza note do capizi di la Porla erano zonti con nova che la testa del Signor e dii bassa erano sane e che al dì de ozi si fa conio dieno esser zonti a Belgrado. Io li dilli cortesie et ozi ch’è alli 15 andai da lui el qual mi abrazò con gran letitia, et li capizi erano vestiti d’oro, disse aver auto lettere di 6 octobrio venule in zorni 9 come il Signor era a uno castello chiamato Osa sopra la Orava verso la Croatia e veniva a Belgrado, e si tien per tulio novembrio sarà de qui, ma se iudica starà qualche dì in Andernopoli. Di Slrigonio par il sanzacho di Samandria e il Grili erano sollo, mi aiegra', da poi con il sanzacho feci questo inslesso officio et mi ale-grai, il qual disse il Signor è intrato in la Corvatia, in la Spagna, in la Germania senza scontro el, car-gando li tempi, ha dato volta. Lì capizi erano vestiti d’ oro. Et scrive si dice è slà morto sollo uno castello molli turchi, et do cliiaus fra li altri uno chiamalo Cerchut mollo valente et mio amico el molti altri, el si dice il Signor torna per strada in solita forma deeamin, povera di vitluarie, lassando le vie bone el solile, et per il suo partir si perderà I’ Hongaria. La terra è aliegra per queste nove, si aspetta el Musta Logi qual zonto si convenirà far feste et presenti al solito. Di l’armala par non sia vero quel scrissi per le altre.