515 MDXT, SETTEMBRE. 516 sone IO milia, e j] fiol con 20 milia, e tutavolla va asoldando zente e tuoi el dinaro dove el puoi, e di danari dii padre, de’ carni e dei bassa, ma non molesta »' marchadanti ni poveri. À mandato da suo zeiioro, ® a 1* impeto de Garipoli, el qual li ha mandato 30 godene de aspri, eh’ è ducati XV milia. Or si dice, il padre averli mandato a dir, el se voglij levar e andarsene ai suo’ sanzacliadi, segondo 1’ à richiesto lui. Li à manda in risposta, volerlo lar volentieri quando solimi Achmat serà ritornato in Amasia ; el qual Achmat, venendo in Bursa, noi) è per partirsi, perchè ’1 dubiterà questo non passi e li toi la Signoria, et hessendo in Bursa, come' se dice, in ima zorno et mancho 1’ è a la marina al passo, e havendo hon numero de navilij poria passar, e sol-tan Seli'11 farà quello el porà, aziò el non passi, ni etiam lu‘ sarà lassato passar dal padre, benché le zente universalmente voglij questo Selim. E il signor, che dubita, za do fiate à chiamato li janizari, e àlli dimandato se i voi signor e chi. Li è stà risposto, per do fiate, che Dio mantegna la sua signoria, 267’ che Uioro non voleno altro signor, e che sono per mórir pcr Uh. Non dice perhò, dà la Signoria a chi ti piaze, ni el signor si scoprise ; e, si dice, se li magnifici bassa havesse confortato el signor andar conira el fiol, seria za stà fato fati, ma li bassà non ossanb, perdio i tien, el dito Selim habi a sucieder a la sigll0f>ia, e non se voi inimichar; e poi i tien 'ancor, che ’1 campo dii signor sia 3 Volte più grosso di quella dii fiol; che pochissimi sariano quelli lo-riano le arine in màn contra dito soltan Selim, ma più presto anderia da lui; et dito soltan Selim è amato da tutti, salvo dal padre e qualche uno de questi gf®ndi, ma non osano scoprirsi esserli contra. Tien, il signor starà in signoria fino el vive, e da poi seguirà come fo a la morte di 1' altro. Di Andernopoli si ha, el signor à deliberato al tuto Volef cazar soltam Selim, e vedendo con parole e con dardi quello à voluto si voi partir de dove r he e usa termeni imperiosi, toiando el dinaro che aspe*3 a lui signor, non li hessendo obediente in cossa alcuna, e perhò lo voi cazar eoa le arme, ma non tpo.va persona per mandar capo dii suo campo, El magnifico Achmat bassà si hi) excusato esser malsan. Questo si ha per létere di 14, uè lia-vea anco1’ noticia ili la morte de Allì bassa, e il signor jjavea mandato per dito Allì per farlo capeta-liio dii suo campo, ma inteso l’ara esser slà tajato a pi'zi etO- El magnifico Mustafà basa è in sospeto in questa cOs3i>- Ifcnt, pochi da conto voria veder dito Solita signor, perchè è di sua testa e faria quello li paresse; ma le persone di bassa man e homeni armigeri tutti lo desiderano per signor, perhò che li par, i sariano continuamente su le arme e su’ guadagni ; e s’il fosse signor, christiani non stariano bene. Idio provedi ai nostri bisogni. Presto se vede-rà la fin di quello dia esser. Si dice, esser in campo di soltam Selim da 7 in 8000 tartari ; il signor di questo ha molta molestia. A dì 14, domenega, fo Santa f. La matina 208 10 le infrascrite letere: Di Dadoa, di provedadori, di horre 2 di note. Chome ozi era ussita una cavalchata di cavalli li-zieri, videlicet il provedadordi stratioti, sier Ferigo Contarmi, domino,lanu$ di Campo Fregoso, e il conte Guido .Rangon e stratioti. Item, per venuti si ha, che le porte di Bassan e il ponte tutte è brusate, ita che de lì si è securi, non potrano condursi vi-tuarie in campo ; et perchè hanno che per li monti ne vano et vieneno a referir a la Scala, questa note ne va una altra cavalchata con una guida, et anderà per Calvane in visentina, poi discenderano Asiago, Galio et Ehego fino a la Scala per divedar le vitua-rie. Solicitano, si mandi pressidio di qui per poter lassar im Padoa, e Ihoro col campo ussir fuora ; e 11 governador à bon voler eie. Di Trevixo, di sier Lunardo Zustignan, di liorre 2 ‘/*2 di note. Replicha, come per il disordine di questa matina, scrito, a bore 17 pocho inanellò la terra non andasse tuta a sacho. Fo fato crida, soto pena di la forcha, che tutti quelli havea tolto la roba de la piaza la presentasse al capetanio, et è stà portà bona parte. Jftem, ozi stratioti ussiti hanno preso pa-rechij presoni de’ inimici, dai qual si ha, el campo esser levato, venere, zercha mia 5, e poi questa matina sono venuti a Narvesa, e lì, in la Badia, esser alo-zato monsignor di la Peliza, et che haveano gità 5 barche in la Piave e aparechiavano di le altre et el ponte per gitarlo, e che lui era partito a 'h zorno di campo per far sacoman e che si trovava pezi 8 de artelarie grosse francese, e che tedeschi ne haveano 4 e assai menude, e che francesi sono lanze 900 in 1000 per la conduta di capi, ma ne son pur asai amaladi, eli’ è rimasti a le stanzie, e che non liano compite le compagnie. E per sua fe’ non sono da 600 lanze e fanti da 4000, assai venturieri et gran anialati si in campo de’ francesi, come de’ todeschi ; e de’ todeschi sono da X milia, e che voleano andar in Friul per vituarie per aver gran necessità, e che con soldi 8 non havea un compagno da saziarse un zorno, e pur assai non manza pan, et de vin non