'm 11DXX1X GIUGNO. 442 giorni, il conte andò cum soi cavalli a corer, et tra Abià et Milan trovò una compagnia .de cavalli de spagnoli, cum qunlli fu a le mani, et fu di 4 primi a ferire l’uno, con non poco pericolo, che hessendo li altri lontani bisognò a quei pochi sostener tutto il carico, qual fu combatuto non a guisa di schara-muza, ma di fatto d’arme, et ne rimase la campagna piena non solamente di lanze rotte et di arme fracassate, ma de molti homini et cavalli morti. Il conte Claudio, come quello che havea rotta la lancia et tutavia combatea con la visiera alta, per esser inteso da soi, fu ferito nel viso. Vero è che il mal non è pericoloso, né è rimasto egli però di far fazion se non un sol giorno, fugli ferito il cavallo sotto di una lanziata, di una archibusata e di una cortelata in una spalla et nel collo, et rimase morto al campo. Due altri cavalli furon morti de nostri, et * tre soldati feriti. De loro ne furon presi 13, morti forse altratanti, gli altri feriti et malmenati ; come poleron il meglio, si salvaron con la fuga. Il qual conte Claudio di solicitudine et di grandezza di animo ha pochi pari. Si se approssimiamo, come spero, ogni di vederemo qualcosa da novo. Copia di capitolo di lettere di Aventin Fra gastoro, date in Novara a dì 4 Zugno 1529, scritte a Zuan Mordo. Aspetto missier Piero Navaier che ariva a Ver-zelli per acompagnarlo a Pavia secure. Hoggi ho inteso lui esser passato, senza (taverne avisalo cosa alcuna di novo. Hòggi è venuto un vilan, el qual tengo a posta per mandarlo in Milano per intender de li inimici. Lui è stato là, ch’é già 4 giorni ge l’havea mandato. El dice che loro se fortificano di et notte; olirà li repari che fanno di fora in zerchio a la terra, fanno alcuni repari de strada in strada cosa che è mal segno per loro, perchè loro voria far la retirata secura. Et che g’è grandissima carestia, el vin vai 9 soldi el bocal de Milan, et non se ne trova ancora. Mi ge fazo un grandissimo danno a tuorge le vituarie, perchè viene molli vivanderi a fornirse a Verzelli, et la notte passati el novarese in 50 et 60 al tratto passano Tesin et vanno a Milan. Dui giorni fa che ne hebbi per spia 40 cargi de vin et olio et sale et ovi acompagnati da alquanti archibusieri, andeti a la volta sua el ne presi 38. Non altro etc. Sumario di lettere di sier Zuan Francesco 290 Corer proveditor a Salò, de 5 Zugno 1529. fieri hebbi, per uno venuto da le bande di sopra, come i era fatto gran preparation di zenle da Trento in su, da fanti 20 milia, et preparava barche, et questo per Italia; con altre particularitade. Et che a mezo'el presente mese i è per calar et andar a la volta de Milano et conzonzerse con le zente che hanno a zonzer a Zenoa, et che tutto in uno tempo se retroverano in Milano. Et che haveano fatto far procession per tutte le terre di Ferdinando et che i havea butta a tutte le terre un gran tagion, et che a Trento locava raynes 20 milia. La qual nova immediate spazili a la Signoria. Hozi il simile ho inteso, per lettere del suoxero de missier Herculian, et ho mandato ditte lettere a la Signoria con qualcho particularità di più di la prima, ltem, ho spazato alcune spie a la volta di Bolzano et di Trento, per intender con più certeza tal movimenti ; et qui a le porte et per aqua et a li hosti ho messo ordine elio tutti li forestieri che zonzono tutti siano condulti a la mia presentia, per veder chi i sono, et quel se fa a le parte superior. De qui per tulio so dise esser fatto trieva tra Pranza et Spagna, ma de nui non se ne parla. Li nostri è sotto Milano. Per doman damalina farò levar de qua guasladori 200, li qual mando al campo, eh’è la porzion che toca a questo terilorio. Copia di una lettera di domino Antonio da 291') Castello, data in Mariqnano, a dì 3 Zugno 1529, scritta a sier Christofal Capello capitanio di Brexa. Magnifico et clarissimo patron mio. Per avisare vostra signoria sicome hoggi semo andati a Rinasco a parlamento con monsignor di San Polo di quanto si ha a fare circa l’impresa di Milano, l’è stalo assà più numero de una parte et P altra che non fu P altra volta, li quali io non* re-contarò altramente. La conclusione è questa : che subito che forno in consiglio, monsignor di San Polo se voltò al proveditore et li dimandò se lui liaveva in ordine li guastatori el artellarie et mu-nilione, di le quale ne fo parlato a Bclzoioso, et che non era tempo da perder, che voleva che se manco piasse el tempo che se andasse sotto Milano ogni (1) La carta 290* è bianca.