105 MDXX1X APRILE. 106 le parole del papa, et forse seguirla qualche bon effetto. Et li rispose sier Andrea Trivixan el cavalier, savio del Conseio, dicendo questo impedirò) la venula del re in Italia, però non è da scriverli di lai cosa ; con altre parole. Da poi andò in renga sier Francesco Morexini ditto sguatarin, è proveditor sora i dacii, qual fè rider et far remor a tutti, diceva materie et cose non a proposito ; ma ben a la fin disse, saria bon far restar de li ancora per qualche dì sier Sobastian Justinian, qual è in gratia del re Christianissimo. Andò la lettera, ave 204. Fu posto, per li provedilori sora le vituarie, una parte, zerca il vender la carne in beccaria limita li precii, et non si possi vender carne di niuna sorte fuora di la beccaria, sotto pena di danari.... el esser frusladi. Et fo presa. La copia sarà qui avanti posta ; in la qual intrò sier Zuan Dolili) savio a terra forma. Ave : 172, 11,3. Fu posto, poi fallo venir dentro, per sier Andrea Valier, sier Alvise Capello, sier Hironimo Jusli-nian proveditori sora la sanità, una parte, zerca li poveri sono in questa terra ; la qual ò longa. La copia sarà qui avanti. Fu presa. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL et Savi, dar li arzenti fo donali per il re di Anglia a sier Marco Antonio Venier dottor, stato oralor de lì ; ballota do volte, non fu presa. Ave : 1 (J0, 47, 3. La seconda volta : 159, 51,2. * Fu posto, per i Savi, che al signor Cesare Fre-goso è a Ravena, durante la presente guerra, li sia dà al mese ducati 60 per....... Et sier Gasparo Malipiero, fo savio del Conseio, andò in renga per contradir; et per Pliora tarda fo rimesso a uno altro Conseio. Di Ferrara, fo letto una lettera, di 28 di Marzo, scritta per uno Hironimo Gion a l’oru-tor di Pranza. Come par sia lettere di Valenza di 6 Marzo, che scrive Cesare era zonto a Santa Maria di Monserat, vicino a Barzelona mia....... et come a dì 24 Aprii se dovea imbarcar per passar in Italia con......fanti et magna comitante caterva. Fu posto, per li Consieri, Cai di XL et Savii, atento sier Michiel Mariti qu. sier Antonio, ritornalo camerlengo da la Zefalonia, nel qual tempo stato al suo rezimento è stà posto tanse, qual lui non ha pagale, però sia preso, che ’I dillo fra cerio termine possi pagar le ditte tanse senza pena alcuna, et babbi il don. Ave : 170, 14, 3. Da poi fo licentiato Pregadi, restò Conseio di X con la Zonla, et fu proposto di vender il dazio di pistori di questa terra, qual si affila a l’anno ducati . . . ., ma ha certe ubligalion suso, videlicet ducali 50 al mexe a sier Antonio Capello procurator, item .... al Monte novissimo, et altro per zerca lire 30 a l’anno, per certo tempo ; et domenle si disputava se si doveva vender li daci. Di Pranza, zonse lettere del Justinian ora-tor, date a Bles a dì 24, 26 et 27, che fo la vizilia di Pasqua. Scrive in conclusion, ricevute le nostre lettere col Senato, fu dal re Christianistimo persuadendo Sua Maestà al venir in Italia eie., venendo Cesare. Conclusive, Sua Maestà concluse voler venir in Italia, et havia mandalo a far pagar 10 milia lanzinech, et haverà 10 milia venturieri, sichè a la più longa a di 10 Mazo saranno in Italia, et cussi la sua persona ; el manda danari a monsignor di San Polo per ingrossarsi et attender a la impresa di Milan. Scrive, si ha di Spagna fanno molion et sonar tamburli, ma ancora non si vede dar danari. Item, il re li disse andava a Paris, dove haveria 80 milia scudi, et ha mandalo monsignor di la Gixa a far li 10 milia lanzinech, el lui voi far senza strepito, ma bisogna parlar di le viltuarie, perchè li soi con-verà portarle per costa di monti etc. Da TJdenr, di sier Zuan Baxadonna el dottor, 71 luogotenente, manda do lettere haute, una dal capitanio et comunità di Venzon, di 30 Marzo 1529. Magnifico et clarissimo. Ilozi de qui è zonto uno Alvise di Pizino vene-liano musico, stà con la regina di Polonia, del qual era in sua compagnia uno zentilhomo di Lituania, va a Roma, et dice che il re di Polonia se atlrova in Lituania, che è passato uno anno sta de lì. Dice sla per assetar quel paese, che molto son in difte-rentia alcuni nobeli. Et dice che i era uno ambasador del turco in corte del ditto re, el dice che ’I dimandava el passo da venire in la Moravia di Boemia. Dimandai se ’1 re ge ’I daria: dice che non sapeva, ma se ge lo negerà, se torà lui stesso. Et adimandalo dove se atlrova lo vaivoda, dice se at'rova a Lipa in confiti de Transilvania. Et dice eh’è pochi zorni fece una scaramuza el amazò ben 800 fanti alemani, et afferma che ’1 (ureo li dà favore. Et Io marti santo son partidi de Viena ; et che ogni zorno zonze zenle del Principe per Hortgaria ; et che lavorano de fusle più de 300 maislri. Altro noti sanno