439 UDXX1X, GIUGNO. 440 Marco Antonio Scyla..........136.1309 Segohdo Trivixan qu. sior Francesco, fo nodaro al Proprio .... 430.1030 Jacomo Antonio Cavaza nodaro a li aVogadori cxlraordinari . . . 742. 703 Yicenzo Saraton qu. sier Martin . . 333.1111 287* In questa sera a cbà Foscolo fo fato la fesla over zena di compagni. La caxa conzata benissimo, una camera con bancheti di raso cremexin, et cussi «torno il letto, con le arme d’oro Foscolo. Fo 60 donne, et la compagnia di Beali in una taola a loro posta, zoè con le done. Et a bore 3 di notte nndono li compagni Floridi con lorze assai, et le donne sul campo di San Polo a ballar alquanto, dove era assaissime persone. Et in questo mezo si preparò la taola, et tornali fo recita certa comedia per Zuan Poh. Poi la cena (o bella, con pignorila, fonzi, calisono et altre confecion dapospaslo. Et li compagni Beali volseno ballar, ma questi Floridi non volseno, et steteno fin hore 7, quasi zorno. Manzo li più di 300 persone. Feno signor per questa fesla sier....... Da Fiorenza, di sier Carlo Capello orafor, di 2, fo lettere, con l’aviso de Franza del Car-duzio loro orator, di 23 del passato, come have.-mo nui. Nolo. Hozi gionse in questa terra, venuto di Franza, el corpo di sier Andrea Navaier, morto oralor nostro a Bles, et in una cassa de piombo, portato insieme con sier Piero suo fratello et la sua fameglia, excetlo Zuan Negro suo secretarlo, el qual rimase in Franza. Il qual corpo, cussi a bocha havendo ordinato, fu posto a Muran in una chiesia chiamata San Martin di monache, qual era la sua conlrà de la sua caxa a Muran ; et ha ordinato li sia fato una arca con uno epitafio. 288 Summario de avisi portati al Serenissimo per il fratello di V orator di Mantoa, hauti dal suo signor marcliexe. Da Genoa, a l’ultimo de Mazo 1529. Che in Genoa erano arivali alcuni de! capila-nio Valzerca, che referivano che li havea pigliato tre genlilhomeni francesi, Ira li quali se presume, da le lettere inlercepte, che vi sia monsignor de Catiglione, quello de la camera del Christianissimo, partilo ultimamente da Venetia, qual, olirà la sua retentione, havea mandato uno sacco di lettere a Genoa. Che vi era gionlo un bergamino di Spagna, che già se aspellava, sul qual è venuto Martino Centurione a posla per solicilare che con ogni celerilà el signor Andrea Doria vadi in Spagna ; qual si partirà per suo credere a li 10 de Zugno. Che da sua signoria, da l’ambasciator et da passegieri se incontra che 20 galere sono preparalo et 40 nave, et che 12000 fanti sono andati a l imbarcarsi in Carthagenia et altri porli insieme con 2000 ’cavalli ; el che lo imperalor havea mandalo per homo a posta lai ordine in Alemagna, che Soa Maeslà baveri 20 milia fanli, et anche bona summa de cavalli. Che a quell’ ora, che erano le due di notte, era gionto li in Genoa un altro bergantino, purché viene di Spagna, el riporlo del qual non se poteva intendere, perchè quasi tutte le lettere vieneno in zifra, et che’l giorno sequente scriveria essendovi cosa di momento. Che li grani di Spagna erano gionti sopra uno galion, et che’l conte Lodovico Belzoioso diceva volere fare fanli, et havea expedite molte patente, pur che ancora non deva danari. Sumario di una lettera da Gazan, dal campo 289') del re Christianissimo, di 3 Zugno 1529, serita per Mutio secretano del conte Ciati-dio Rangon ad Aurelio Vergerio secretano del conte di Caiaza. Da novo di quà il conte Claudio fa solo tutte le fazion, et olirà la impresa di Morlara a li passali giorni come scrissi, hessendo dapoi accaduto che in Monferato un certo capilanio Valcercha rebello del re faceva massa di gente, il mio conte tu mandato con t’artellaria ad un luogo pizolo et forte, dove era più di 300 homini di guerra ; et con sua solicitudine et valor, havendol prima batuto gaiar-damenle, li costrinse a rendersi a descritione. Falla quesla impresa fu mandato a Desana et hebbela. Ben è vero che intesa la sua venuta, il conte et la contessa so n’andorno a Verzelli, et lassorono il luogo el qual fu reso a descritione, et io presa la terra et il castello tolsi il luogotenente suo et lo condussi a Verzelli, senza comportar che’l fosse molestato nè di taglia nè di altro, per esser stati li conti miei antichi patroni. Olirà di questo, già otto (1) La carta 288* è bianca