367 MDXXlX, MAGGIO. 368 come il re Chrislianissimo liessendo andato a li solili piaceri di ... esso oralor di Ambosa vene li a Troes, et scrive coloquii Imbuii con soa Maestà; qual li disse aspcclava la risposta di quello l’liavea richiesto per il suo venir in Italia ; et che l’impe-rador, venendo, non saria avanti avosto. ltem, come soa Maestà havia ditto a li oratori di la liga, videlicet nostro, Milan et Fiorenza, che la pace universa! saria bon, et clic l’ambasador di madama Margarita venuto li voleva interponete, et però saria bon i scrivesse ai soi signori che li mandasse mandato di poter concluderla. Di Franaa, di 1’ Orator nostro, da Troes, di 11 et 16. Scrive, per le prime di Ambosa, come havendo voluto parlar al re, il nual era partito, vedendo non si atender a far le provision, parlò a quelli del Conseio, esortando a far presta expedi-tion per Italia. Et il gran canzelier rispose: L’orator disse non haver com-mission se non di quanto voi li capitoli di la liga ; ma vien di tempo in tempo alterizad», et però non voi risponder alcuna cosa senza licentia di la Signoria. 11 gran canzelier disse : « Aveli raxon, bisognerà il re fazi 20 milia fanti et vui 20 m'ilia. Scrive veder che si fa molto Ioniamente le preparation, et il re va a caza, che non saria tempo di andar. Del dito, da Troes, di 16. Come venuto lì la corte, soa Maestà fe’ chiamar li oratori di la liga, et li disse le nove l’havia di Italia; prima di Lombardia, et che’l Capilanio zeneral tornava, poi di Puia. Demum disse che a li dì passati vene li oratori di madama Margherita, per perlongar le trieve per il merchadantar con la Fiandra, li qual volse salvo-conduto per andar in Spagna. El questi parlò con madama nostra madre, dicendo che ditta madama Margarita et lei voriano tratar la paxe a benefìcio di la Christianità, et che sua madre li disse era contenta di tratarla, nè mai da Sua Maestà mancheria di farla con partiti honesti. Li quali andono in Spagna, et sono ritornati, et il capilanio Lelu Ba-iardo, che li acompagnò, ha solrato da loro haver haulo mandato ampio di la Cesarea Maestà in madama Margarita di tratar et concluder la paxe generai, et volendo vederlo, dis Scrive mo’ lui oralor lenir la cosa sia mollo avanti, di la paxe, perchè in Pranza non vede farsi provision di guerra. Et lete ste letere. fo chiama Conseio di X con la Zonta in camera, perchè sono altre lettere del dito orator drizale ai Cai di X. Fo lelo la tetera di sier Zuan Contarmi prò-veditor di l' armada, da ..., . che scrive il don li ha falò il signor Renzo del loco di Rhodo sul Monte di I’ Anzolo di fuogi 200, qual fa asais-simi legnami ; et come non ha voluto acelar senza haver licentia di la Signoria nostra. El lelo lo instrumento el concession li fa lo illustrissimo signor Renzo di Cere al prefalo sier Zuan Coniarmi, per haversi ben operato per la liga el in servicio di la Chrìstianissima Maestà, come in ditto privilegio apar, dalo a Barleta, a dì..... Fu posto, per li Consieri, Cai di XL et Savii, exerpto i cazadi, che’l sia concesso a! ditto sier Zuan Coniarmi poter aceptar dillo castello, dillo Rhodo, sul monte di 1’Anzolo ut in parte. 178, 15, 4. Fu posto, per i Savii, che’l sia conduto a nostri stipendii uno Luca da Montefalco, era capo di le bande negre di fiorentini, a nostri slipendii, qual è slà mollo lauda, et insta a tuorlo dal illustrissimo signor Duca de Urbin capilanio zeneral nostro ; però li sia dà provision per la sua persona di ducali 40 per paga, a page otto a l’anno, ut in parte. Et sier Alvise Mozenigo el cavalier, sentando sul so banco, disse : volemo cresser spexa adesso in condur zente nuova. Et il Serenissimo si levò, el parlò con colera, dicendo: « Il capilanio zeneral ne ha aricordà et instà clie’l tolemo, et per il suo orator dapoi ; et non è tempo di sparagnar liessendo, in tanta ardente guerra, in le so man. » Et sier Alvixe Mozenigo el cavalier predillo andò in renga, el li rispose, dicendo veder si chiama Pregadi per tediar li senatori in lezer letere che nulla valeno, et si doveria consultar nel Senato le materie, et si crida tuor T impresa di Milan, et non si alende a le provision; semo ubligà lenir 7000