MCCCCCII, OTTOBRE. 382 Vene 1’ orator di Franai, dimandò di la venuta di domino Laurenlio Suares, intende è savio homo. Risposto 0 sapemo. Vene 1’ orator di Ferara con il fator dii ducila , zcrcha il debito dii sai, et ditoli non volemo quel’ acordo. T>i Eiemagna, di sier Zacaria Contarmi, et cavalier, orator nostro, date a Yspurch, a dì 17. Manda una letera li à manda il re di romani, vien a la Signoria; per la qual dimanda, possi condur per il nostro alcune artilarie di Bolzan vanno a Trieste, dice contra turchi ; la qual letera è data a dì 14 di questo. Item, per un altra letera, di 15, scrive esso orator, la dieta a Olmo sì farà per Ognisanti, chi dice di la liga di Svevia, chi dice sarà imperiai ; e voi ivi far lo senato regio residente, licet fusse terminà farlo a Norimbcrg. Item, il re è stato con la raina a caza e vanno versso Olmo ; et domino Otavian Colona, è lì, fa 300 cavali et C000 fanti per condurli in Reame. Item, è venuto uno nontio dii Cardinal San Severino, per aconzar con il re Antonio Maria et Galeazo, soi fradelli, ma 0 farà. Et nota, vene uno homo dii re di romani con dita letera et dimandava risposta. Ditoli vadi pur, si manderia. Da Doma di V orator, 13,14,15,16 et 17. In la prima, inteso il papa la nova di San Leo, parlò a lui orator, dicendo assa’ beu di la Signoria nostra; et che Urbin à 12 milia fanti, tamen mancha aqui-star le roche di A.ugubio, Fossimbrun, la Pergola e Cai. Poi, scerete li disse, voleva far intelligentia con la Signoria nostra e dovesse scriver. Per l’altra, di 14, di 1’ arma’ yspana 0 si dice ; e il vice re, era a campo a Taranto, voi andar col campo a Bar-lcta. Item, il secretano fiorentino, e lì, ha dito, il marchese di Mantoa esser stà tolto da lhoro con 200 lanze e voleno far 500 lanze. Item, Rimano tumultua, e il papa dubita. 17G * Per l’altra, di 15, il papa era aliegro ; disse aver letere dii roy, voi darli ajulo di lanze a l’impresa di Bologna, tamen provede ; a Piombili manda suo fiol, principe di Squilazi ; et à ’uto una letera dii Cardinal Orssini ; si scusa, tamen li dà bone parole. Et, per l’altra de 1G, è letere, in el Cardinal di Napoli, di le 5 galee, a Maratia da barze spagnole fon- ilo combatude; si dice, do galee esser roto, il resto preso. A Barlcta è zonto 700 alemani. Item, scrive nove di Romagna ; et monsignor di Aiegra in Calabria, a Tcrmeni, à ’uto certa rota; e dii dito, di 17, manda una letera abuta di Paulo Orsini. Item, di la liga di Orsini si dice; e li oratori bolognesi non voi più dar li ducali 20 milia al papa, coni me prima. Item, à parlato a domino Anzolo di Mafei dii eano-nicha’ etc. ; et dito domino Anzolo scrisse a la Signoria, ma non fu lela. Copia de una letera dii signor Paulo Orssini a la Signoria nostra. Serenissime princeps et excellentissime domine, domine et benefactor mi èingularissime. Essendo occurso, che ad li giorni passati ce re-tiramo de la servitù dii signor ducha de Valenza, justissime cause, quale sono note a noi, et a omne homo se ponno facilmente monslrare, per delibera-tione de tuta casa nostra, insieme con le gente d’arme che se retrovava el magnifico Vitelozo, venimo verso Urbino, per providere clic quella cita non pigliasse la malia via, commo hanno preso le altre, per il male governo, portamenti et pessima natura lhoro, qualle atendeva solum ad ruinar omne cosa. Et cussi questa ma (ina, che sono ad XV dii presente, partendo da Calli, venimo di verso Urbino ; et, essendo distante ben doy miglia de la cità, incon-tramo li inimici. Et soprastando noi alquanto, per non volere rompere, ma solo provedere, come è dicto, a la ruma de questo stato, fu tanta la superbia et insolentia de epsi, clic ne fu forza mostrarli el viso ; et cussi, ponendoli al primo trato in fuga, con quella ruina che sia possibele, li havemo rotti, et frachasati con qualche persone da compio. Per il che, havendo continuamente la casa nostra hauto testo serenissimo domino per unico et singulare patrone et signore, ne do adviso a la serenità vostra, qualle prego voglij abraziare tutte le cosse nostre et per consequens comandare, che, per la vera servitù che havemo portato sempre et portamo a testo serenissimo dominio, ce sforzarimo, che le opere serano testimonio dii servitio nostro. mini XVoetóbris 1502. Humel servitor, Paulo Urssini. A tergo : Serenissimo principi et cxcellentis-simo domino, domino et benefactori meo singu-larissimo, domino Leonardo Lauredano, duci Venetiarum etc. Da poi disnar fu gran conseio; fato avogador di comun sier Andrea Zanchani, fo avogador, da sicr Zorzi Pixani, dotor et cavalier, fo podestà a Chioza, che vene per scurtinio. A dì XXIIIIoctubrio. In colegio. Vene l’ora-