MCCCCOll, NOVEMBRE. -470 questo H principe li rispose parole generiti,' di lo amor <‘t obserVaWia portavamo a le regie alleze, e fusse il ben venuto; e di la guerra con Pranza si dolevamo assai, perchè questa república voria lussò pace tra li principi chrisliani, acciò uniti si potesse difender la religión Christiana. Poi esso orator disse il suo viazo, <* benedì quando vete Pizegaton ; e fu a Cremona, iteti visto da li rettori, andò a veder la lortezn, muy Velia e si fa forte, imbavando. El eastelan avia su lemure uno sparvier in man, e li le’ dir andasse via *> A* diseoverzise. Li fé’ risponder cussi stava a lui a variar la Ibrteza, conte a esso eastelan star a custodia <\n un sparvier in pugno. Noto è eastelan sier Berti \oredan. Itém, riconfiandò uno citadin deli, li le bonaciera ; e cussi fo scrito a li rectori per lui. Dito onkor aloza a cha’ Corer a la Charitae, a ducati 100 al n%e. Sempre cite’1 parla dice: Illustrissimo principe, e non serenissimo, come dice il legato e J’ orator (libranza, et est notandum. \ ■ ; ( •; >.t . . - ir fi ; < Copia de ma lefera di credenza di reali di . Spagna gerita a la Signoria nostra. Muy illusi!' Juque nostro, muy caro e muy simado compadren amigo. Nos el rey e laVeyna de Castilla, de Leon, de Aragón, de Siciliane Granada, duques de Calabria, A pul la etc., va embiamos mucho a saludar, como a quel que nti\pho amamos y preciamos, y para quiem queriania, que Dios diesse tanta vida, salud y honra, quatta vos mismo deseays. Fa-zemos vos saber, i¡ue noaenbiamos a vos Lorenzo Sitares, de Figueroa y deMendoza, nostro mastre-sala y del nostro conscio, iVstro embaxador, levador desta, para que os hablede nuestra parle algunas cosas, que el dirà affectu(\amente. Vos rogamos 15 li dedes entera fey, creenlia, cfrnoa nosfras mismas personas, muy illustre duque \ostro, muy caro e muy amado compadre. Nostro eíior totos tempos vos haya en especial guarda y réomienda. De la ciudad de Toledo 15 dia del mes de Julio anno dii naeimento de nostro señokjesu Cristo de mil quinientos y dos anuos. AlmazaV secretario. A tergo: Al muy illustre duque deVcneeia nostro muy caro e muy amado compadre ■ amigo. Vene poi 1’ orator di Franza, qual disc havia leiere dii roy, si oferiva a la Signoria; et liyia fato trieva per tre ixjexi con Spagna, per le cossí^i [Vr- pignan e quelé frontiere; e l’archiducha veniva, e torsi frateria qualche acordo. Et il principe rigraeiò di la comunieatione et disseli, l’orator yspano era stato a la Signoria, e disse il sumario di la sua imbasa’, et era venuto a star a presso la Signoria nostra. Esso orator comenzò a cargar Spagna, dicendo havia il torto, e lui roto li capitoli e non il suo re; et voleva nteler pignus stultormn, eli’ è la lesta, che, a jtiditio di doturi di Padoa, Bologna e Pcrosa, tutti darà il torto dejure a Spagna. Poi pregò, fosse serito di ciò in Franza ; el cussi fo fato per coleio. Di Spagna, di sier Piero Pasqualigo, do-ctor, orator nostro, date a Cesar Angusta, a dì 24 avosto. Come questi dii conscio di Aragon eri rispose al re, erano conienti dar il juratrienlo a la figlia principessa, come vera Iterede regia, e a lo illustrissimo archidudia, principe suo marito; e li reali partirà di Toledo circha ¡il principio dii mexe, auto il jtiramenlo. A la 2.a proposta li bau risposo, voi dar gente e danari e poner il sangue contra Franza. Item, li reali hanno fato provision in Carthage-nia di armata, per il reame di Napoli, dove se imbarca 200 homeni d’ arme, eli’ è 200 lanze, el 300 cavali lizicri et "2000 pedoni di Biscaia c Galicia; et anderano sotto don Consalvo Hernandes. Et li reali à comandà per li regni zenle* e li grandi dii regno si nielli in bordine, che al secundo comandamento cavalchino ; et si divulga, voleno far 16 niilia pedoni, et e.tiam il re anderà in Cicilia. Dii ditto, di 28 septembrio, date iti. Come è stà poste alcune caravele a Barzelona per Italia, per passar corieri; et cri il re li disse, l’armata di Car-thagonia era in bordine, e fin 3 di partiria. Dove è più di 200 lanze, 200 cavali lizieri, pedoni 500 ; e in Galicia Iacea far armata mazor e zenle d’arme et 2000 fanti gallegi e asturiani ; e il duca di Alva mandava capetanio del regno di Sicilia e Pitia e Calabria, c don Consalvo li saria sotto. Item, el conte de Leri, contestabile dii regno di Novara, cugnato di questo re, è venuto lì, e stato in secreto; si dice per operar, che il re di Navara non li dagi molestia in favor di Franza. E questo contestabile è il mior signor di quel regno di Navara, et ha molte forteze sotto di lui. Et a dì "23 gionse lì Monsen Grai, era orator in 215' Franza, licentiato da quel re, per uno corier di reali, fu preso in A vigno n con letere in zifra, li comandava, che, eoram nostris oratoribus, dicesse la fede e juramenti confirmali per il papa, con censure, di hi portion dii regno di Nàpoli, tolto per obslar al turco; et è marita l’infante don Carlo, fiol di l’archi-ducha, herede suo, in la fida di soa majestà; et Ma-