e fi il Turcho nóvólfe più fidar fi di vedere vn ingegno tanti crudele che per vnafuapropria ambitia, & larda cupidità di denari non jparagno coft dìjlrugere il fwguefuojafide, & |; patria. Capitolo XIU. Dipoieffo Amorath andò adaffé diare Croia tutta d’intoi no,cr coft con ogni fua fòrza la combatteua con bombai de,12altre macbine ingeniofe ,per quattro mefu Nodimenop co danno far gli poteua per ejjer citta fòrte egualmente per tut te le bande, er perche dentro gli era vna fontana ottima viltà, co vn altra affai bona drieto la roccha,che mai dalli nemici pei alcun modo non fi puoi impedire. Adunque nel tempo,cbtl gran Turcho teneua Croia talmente affcdiata,tl magnifico, 13 intrepido Scand.ogni di hor in vna banda, hor in vn altra del VeJJercito turchejco vrtauacon li fuoi foldati Albanefi,et amai, ^¡aua affamimi di quelli Turchi. btcofi teneua aprejfo anchorn Jpogliati qua» veniuano co vettouaghe al prefitto elfircito tur thefco, Nondimeno per bauerallhora poca gente,no hebe poj fianca fare che gli nemici fi leuajfero via. N elfine delh quati irò mefi antedetti, hmoratb foce dar la battaglia generale ab citta di Croia-Ma per niente potè eff ugnarla. An^i piuprtf fio quella rimafe Vittorio fa con incredibile damo, morte} 13 vergogna delli turchi nemici,per laqualcofa tanta occupationt dolore triJleify,Cr affanno tntro nel cuore di ejjo tiranno cbtl pajfofubito di quella vita, Allhora il tnjlo, dolente fu ergo gnato,CT confufò efferatofuofi parti via con cgni difordine,