323 dello .spirito arguto di Pietro Zorutti e ne fa un parallelo con la Percoto. io-li;. Lettere inedite dell’abate Lodovico Antonio Muratori, a monsignore Giandomenico Bertoli canonico d’Ai/uileia, illustrate da Vincenzo Joppi. (Nozze Miari-Cezza)— Udine, Del Bianco, 1X92; pp. 22, 16°. (B. C. U.) Dalla raccolta bertoliniana dei conti fratelli Rota di S. Vito al Tagliamento (V. n. 291). discendenti dagli eredi del Bertoli, si trassero queste altre dieci lettere inedite del Muratori, completando la precedente publicazione di lettere muratoriane. Esse appartengono agli anni dal 1740 al 1749, e alcune hanno importanza per certe rettificazioni proposte dal Bertoli ed accettate dal Muratori per la raccolta delle Iscrizioni, e per notizie concernenti la scoperta di monete d’argento consolari in tre urne di argilla, e un gran numero di lastre d’argento, con la parola Ariana, fatte presso le diroccata mura di Aquileia nel 1740. Oltre le 37 lettere dirette dal Muratori al Bertoli, ce n'è altre 5 che « una mano ignorante strappava molti anni sono » dal manoscritto posseduto dai conti Rota. io 16. Contributo terzo alla storia dell’arte nel Friuli e alla cita dei pittori e intagliatori friulani, «li Vincenzo Joppi. (In Monumenti stoì'ici publicati dalla R. Deputazione veneta di storia patria, Voi. xxi, Serie Quarta: Miscellanea, Voi. xii) — Venezia, Visentini, 1892: pp. 84, 4°, con tavole genealogiche. (R. O-tì.) Questo è il contributo più importante di tutti (V. n. 1404, 1720) per la qualità degli artisti che vi sono illustrati, i quali furono i tre piii insigni che ebbe il Friuli, Giovanni Ricamatore detto Giovanni Nani e più spesso Giovanni di Udine (V. n. 351), pittore e architetto. insuperabile nelle grottesche (pag. 7-28); Giovanni Antonio di Pordenone, detto il Pordenone (pag. 29-59), e il suo degno discepolo Pomponio Amalteo nato forse alla Motta, ma dimorato sempre a S. Vito del Tagliamento (pag. 01-84). Per ciascuno è dato l'albero genealogico. Ma i 77 regesti che riguardano il primo, i cui beni e le cui carte passarono nei Moroldi, sono più numerosi di quelli pel Pordenone (57) e per l’Amalteo (45); mentre i documenti in extenso, e quindi più importanti, dati su questi due ultimi che lavorarono molto in Friuli, specialmente il secondo, sono in