389 di Lonzano. — Nel n. .’{8. ordinario, dt?l Forumjulii trovi la ile-scrizione della giornata 24 settembre in Cividale, col. 4, Ibi. aoos. A Cividale, 24 settembre /.S’.O.V, articolo della Redazione del Corriere. (Nel Corriere di Gorizia, 20 settembre 1893, n. 115) col. 3, fol. (0. I,. M.) Qui si porge la descrizione della festa tenuta a Cividale in occasione dell’inaugurazione della lapide, dedicata al Zorutti nella casa da lui abitata tino al 1817, di cui dettò l’iscrizione l’avvocato Carlo Podrecca. La iscrizione porta la data 27 dicembre 1892, centenario dalla nascita. In tale occasione fu publicato dal Fulvio il Numero unico (V. n. 2091, 2092). 3094. La pala restaurata della Pieve di S. Lorenzo Martire in Buia, articolo di don V. Baldissera. (In appendice al Cittadino italiano, 10 giugno 1893, u. 135) — Udine, Patronato, 1893; col. 4, 8°. (lì. C. U.) La pala, scrive il Iienaldis, « fu creduta lavoro di Tiziano sin-tanto che non si ha scoperto il suo vero autore da pubblici registri ». E l’autore apparve G. B. Grassi di Udine, citato dagli storici dell’arte, a cominciar dal Vasari. Rappresenta sul davanti S. Lorenzo e quattro santi; al secondo piano il tiranno seduto prò tribunali; in alto una gloria che si compone di cinque figure. L’opera che pareva perduta di sotto la polvere e il sudiciume fu rigenerata dal conte G. U. Valentinis. 2095. Elenco di opere d’arte esistenti in Portogruaro, compilato da Giovanni Bettoni, con note di Dario Bertolini. (Nozze Bertolini-Bonò) — Venezia, Ferrari, 1893; pp. 23, 4" picc. (R. B. P.) Giovanni Bettoni, fratello del famoso tipografo Nicolò, ebbe, nel 1818, l’incarico dal comune di Portogruaro, invitato a sua volta dal governo, di comporre l’elenco dei bassorilievi, statue, busti, colonne, pezzi di buona architettura, antiche iscrizioni, e pitture a fresco esistenti in quella città, e l’elenco riesce di grande interesse, tanto per i pezzi che si possono ancora identificare, quanto per gli scomparsi. Ma l'accuratezza del Bettoni fu vinta da quella del Bertolini che tenne conto delle molte sculture e dei freschi dimenticati dal suo predecessore. Le pitture a fresco, numerosissime, sui muri esterni delle abitazioni dovevano dare un aspetto