205 La festa della corsa all’anello ebbe luogo solennemente in Udine nella contrada di Mercatovecchio alla presenza del luogo-tenente Marco Zeno e della sua corte. Tenne splendidamente il campo, sotto il nome di Empedrasto cavaliere armeno, il nobile Federico Savorgnano figlio di Giovanni patrizio veneto e da sette anni marito di Zanetta di Savorgnano sua consanguinea. Corsero con lui diciotto cavalieri, dei quali sedici riuscirono inferiori, due, cioè Giovanni e Pomponio di Strassoldo, sotto il titolo di Selvaggio maggiore e Selvaggio minore, gli furono eguali. La descrizione delle vesti e del corteo dei singoli giostratori, fra i quali figuravano Carlo Zeno, genero del luogotenente, e il noto poeta Scipione di Manzano, danno idea dello splendore e dell’ordine della festa che incominciata alle tre pomeridiane, si chiuse al tramonto. La narrazione è preceduta da una bella prefazione di Vincenzo Joppi. — Ne parla A. in Cittadino italiano, 25 novembre 1890, n. 268. 1675. L’influenza in Udine l'anno 1580, di Vincenzo Joppi. (In Pagine friulane, Anno in, n. 1, pag. 10) — Udine, « Patria del Friuli», 1890; col. 2, 4°. (R. O-B.) E stata la prima comparsa, che si sappia, della fatale malattia, allora senza pericolo di vita, e denominata il male del moltone, perchè in Ispagna manifestossi da prima nel marzo, in cui cade la costellazione dell’ariete. Si citano in proposito autori editi e inediti. La seconda invasione dell’influenza non si nota prima del 1782, e allora chiamavasi mal russo. Manifestossi la prima volta con mortalità anche in Udine nel 1833, sotto il nome di grippe, e ricomparve più mite nel 1837 e 1848. 1076. Carestia e febbre maligna in tempi di peste, consulti e provvedimenti a Udine negli anni 1629-1630, memoria del s. or. Avv. Antonio Measso. (In Atti dell'Accademia di Udine pel triennio 1887-1890, ii Serie, Voi. vui, pag. 99 e segg.) — Udine, Doretti, 1890; pp. 30, 8°. (R. O-B.) Da sette fonti inedite e da nove fonti edite trae il Measso gli elementi sicuri di questa Memoria, redatta con quella elegante genialità di forma che, anche in argomenti poco lieti, è propria del nostro autore. La peste famosa descritta dal Manzoni che desolò «Milano e Venezia e buona parte d’Italia, giunta sul confine del Friuli.... si arrestò quasi di netto». Ma il Friuli e la sua ca-