420 Di un ponte Peraria è ricordo dal 1338. Sono qui riferite parecchie iscrizioni vecchie e recenti. Viensi poi a parlare di Resia, di cui si trovano annotati abitanti fin dal secolo xin, sebbene il luogo manchi affatto di ricordi storici, anche perchè i registri parrocchiali di Resia, colpa un incendio, non risalgono oltre il settecento. Pure una chiesa dedicata a S. Maria esisteva fino dal secolo xiv. L’avv. Luigi Perissutti collaborò a quanto è scritto su Resiutta. 3i6i2. Documento su Saettala, publicato con prefazione da Don Leonardo Zannier ed altri. (Per ingresso di I). Gabriele Cecco a parroco di S. Michele di Vito d’Asio) — Portogruaro, Castion, 1894; pp. 11, 8°. (li. C. V.) Saettola non è comune ma il nome di una montagna che forma il detrito meridionale del monte Corno. Vi pretendevano contro il comune di Forgaria, che ebbe la peggio, i comuni consorti di Vito e di Anduins.' Era Saettola allodio dei consorti di Toppo che nel 26 febraio 1357, secondo il documento, lo vendettero per venti monete di denari aquileiesi a Pagano del quondam Ettore Savor-gnano. Cessò il dominio diretto dei Savorgnani nel principio del nostro secolo, e nel 1890 Saettola passò finalmente per aquisto al parroco di Vito, prò tempore. si«». D.r Moritz Hoernes. — Zur Chronologie der Graeber von St. Lucia. (In Mittheilungen der anthropolor/. Gesellschaft di Vienna, n. 4) — Wien, 1894, col. 10, 4° gr. (M. P. G.) L’autore, seguendo il metodo di Otto Tirschler basato sullo studio dei differenti tipi degli oggetti di scavo e sulle circostanze con cui essi vengono scoperti, sostiene in contradizione al dott. Mar-chesetti (V. n. 2025) ed al prof. Szombathv di Vienna che praticarono scavi regolari a S. Lucia di Tolmino, che anche pei' questa vasta necropoli di circa 3000 tombe si possono almeno per 543 tombe stabilire due tipi differenti, cioè 199 con oggetti di un carattere primitivo, 337 con oggetti di un carattere più recente, e 7 con oggetti di carattere promiscuo. L’epoca primitiva (650-450 av. C.) e la più recente (450-300 av. C.) rappresentanti la coltura dei Veneti sarebbero cessate al sottentrare della coltura dei Celti che avrebbe ceduto alla dominazione romana. L’autore si richiama ai risultati degli scavi di Hallstatt, di Bologna, di Este ecc. e ammette che gli oggetti di S. Lucia sieno cosi frutto di industria