3l8 CODICE DIPLOMATICO BARLETTANO in Barletta, in Oppido, in Padula, in Potenza e in Vaglio di spettanza dell’arcivescovado. Acconsentono a tale nomina i seguenti canonici: « D. Lucas, Abbas Guillelmus pedis Sancii, d. Nicolaus Luce pinti, d. Antonius Sabini Ruffensis, d. Ambrosius ». Sottoscrivono come testi: « Iudex Angelus Nicolai de Flore, d. Petrus de S. Maria Magdalena de Barolo, Angelus de Cola Palme-rius, Abbas S. Samuelis de Barolo ». Il nome delFArcivescovo (D.) non risulta nè dall’Ughelli, nè dal Moroni, nè dall’indice dell’Archivio Vaticano. N. 283. A. D. 1362 (28 ottobre; Indlz. I) - Barletta Cattedrale. Notaio: lacobus rnagistri Nicolai. Vitus et dyaconus Antonius, filli qd. rnagistri Andree Dignitelli, vendono ai procuratori di S. Sepolcro, D. Robertus de Ierusalem et dyaconus Antonius de Lilla, una casa in pictagio burgi Santi lacobi al prezzo di once 6, salvo restando il censo di tari i e grana io, dovuto alla Curia Reginale. Per stare al contratto il diacono Antonio, venditore, obbliga una sua casa posta in pictagio Marczicani. È presente al contratto Maria sorella di Vito ed Antonio, moglie di Stephanus Miracapilli. Sottoscrivono come testi: il giudice « Nicolaus rnagistri Andree, Nicolaus Marini de Benedicto, abbas Thomasius de Matera, Teulus de Musca, Nicolaus Riccardi de Lilla. N. 284. A. D. 1363 (8 febbraio; Indiz. I) - Barletta Cattedrale. Notaio: Angelus notarii lohannis. Panello, /. qd. Philippi de Fasano, lega prò anima, col consenso di Milillo Bonello, suo figliuolo, sub cuius mundio se fore recognovit, una sua casa. La detta casa in un primo tempo fu anche donata prò anima da Menadab de Fasanis di Barletta ai chierici di S. Maria ed era posta in pictagio S. Marie, presso la casa di Nicolaus Ugolinus Symon e quella di Antonio de Riso. Sottoscrivono come testi: il giudice « Masius de Riso, Antonius Bonellus, Ciccus de Anna, Mucius de Terreno, Ferella Catapanus de Barolo ». N. 285. A. D. 1363 (9 febbraio; Indlz. I) ■ Barletta Cattedrale. Notaio: Angelus notarii lohannis. Cubellus, Aversanus de Neapoli, dimorante in Barletta, per via di codicillo, nel suo testamento, sceglie la sua sepoltura in S. Maria de Episcopio e lega prò anima alla stessa chiesa la sua casa dove abita e le sue suppellettili, costituendone usufruttuaria la moglie Rocha, sua vita durante. Sono eletti esecutori del codicillo: « Don Nicolaus Faresius, d. Nicolaus de Inglesio, d. Antonius de Tìrrello, Ciccus de Costantino e Masella », la moglie di quest’ultimo. Intervengono come testi: Il giudice « Masius de Riso », i soprannominati esecutori, « Calicus tabernarius, Antonius guczonus », il suddiacono « Nardus Petri Spatarii ».