208 lisi. Un poeta dimenticato, articolo di A. Tomaselli. (Nella Domenica del Fracassa, 11 ottobre 1885, n. 41) — Roma, Nazionale, 1885; col. 2, fol. (R. O-B.) Ad'Antonio Somma udinese (V. n. 105, 485, 527) spetta, secondo l’autore, un luogo cospicuo fra i nostri tragici, cioè dopo l’Alfieri e il Nicolini. L’articolo trae dalla prefazione del Pascolato (V. n. 527) quaglie notizia biografica, e dal buon gusto dell’autore in fatto d’arte un rapido esame sui pregi delle tragedie del Somma. Il poeta sarebbe forse meno dimenticato se un suo colto concittadino, a cui da molti anni si attribuisce il proposito di occuparsene, traducesse finalmente in atto le buone intenzioni. — L’articolo del Tomaselli richiamò l’attenzione del'Valussi che scrisse sullo stesso argomento nel Giornale di Udine, 14 ottobre 1885, n. 245, e provocò aspre censure da certo Ziska, corrispondente da Venezia al Caffi' di Milano, nel numero del 15 ottobre 1885; alle quali censure il Tomaselli stesso e il Valussi risposero insieme nel Giornale di Udine, 20 ottobre 1885, n. 250. 1153. Ricordi di Gio. Battista de’ signori di Strassoldo nobile udinese, 1573. (Nozze Tami-Perelli) — Roma, «Opinione,» 1885; pp. 8 non num., 4° (R. O-B.) Un amico editore ebbe questi Ricordi inediti da Vincenzo Joppi che li ricopiò dalla propria collezione. Giambattista di Strassoldo naque in Udine al cominciare del cinquecento da Aurelio e da Anna di Colloredo e morì nel 10 marzo 1583. Di spirito acuto e di savi consigli è piena la raccolta dello Strassoldo che badando alle cose domestiche, trovò modo di osservare, ad esempio, che « le cose del Friuli si rivolgono tutte in lite » causa la poca stabilità delle leggi e delle loro applicazioni. « A Venezia chi ha torto spera e chi ha ragione teme. » Nota purp i dispareri tra la Patria e Udine, la violazione dei confini tra plavati. È notevole in un uomo nobile l’avvertenza che « non sarà cosa perduta far del bene a li massari, » e « non consentite di lasciarvi praticare frati nè preti troppo per casa.» Aggiunge che non si debba comperare casa «più alla grande» e con piii spesa che non convenga al proprio stato. Lo Strassoldo raccoglie poi delle massime giuste sulle spese e le entrate delle famiglie, sull’esser goloso, sull’avarizia, sugli inimici, sul vestirsi. Era però un animo conciliativo e professava che essendo composta la città di più qualità di persone « bisogna abbracciar tutti ed ono-