LA CELEBRAZIONE DI L. F. MARSILI ALL’ ARCHIGINNASIO 73 su acquisite matematiche verità, meglio rifulgono quelle tra le doti dell’uomo, l’intuizione e la fantasia, che avvicinano talvolta l’opera del tecnico a quella del poeta. Per questo pratico indirizzo il conte Marsili dagli ingegneri di oggi può essere considerato un più grande e geniale seguace della loro stessa arte, può e deve essere salutato Maestro. Uomo senza pregiudizi, il conte Marsili scrutò la natura con occhio acuto e sicuro. Religioso tanto che tra i suoi manoscritti uno se ne trova intitolato : « Progetto di fare l’historia « della mia gran protettrice Maria, col metodo delle medaglie, « egualmente di quello che si pratica verso degli Imperadori », non trovò mai negli insegnamenti dogmatici motivo di lentezza o di deviazione dalle ricerche sperimentali e dalla loro ragionata interpretazione. Ammiratore dei grandi fisici e matematici che anteriori o contemporanei a Lui onorarono l’Italia e la scienza, non accettò mai senza controllo e senza libera critica i risultati dei loro studi. Così nella prima delle relazioni al Pontefice sulle acque stagnanti del Reno, mentre rende omaggio all’alta autorità del Montanari suo Maestro, si dichiara non convinto, e ne dice la ragione, di talune esperienze idrauliche da questi eseguite su modelli in piccola scala. Nella stessa relazione, mentre ammira il « bellissimo trattato dei proietti del Galilei, che è stato » (dice il Marsili) « lo splendore e la gloria della Patria nella « facoltà matematica », non esita di osservare : « Questo trattato « insegna bellissime dimostrazioni sulla proprietà dei corpi « proietti, e che pare l’indispensabil guida del maneggio del-« l’Artiglieria, e pure nell’atto pratico di fierissimi assedi ho « veduto che tante cose non corrispondevano, e che se quel « grand’uomo autore di così ingegnose dimostrazioni si fosse « trovato con batterie di 50 o 60 pezzi di grosso cannone, con « obbligo di maneggiarlo per il servizio del Principe, sarebbe « stato obbligato a far tante e poi tante annotazioni col fonda-« mento della meccanica esperienza in proporzione degli sforzi « del suo altissimo ingegno ».