110 CAPO IV. a quei pochi scolari, che quest’anno (1688-89) sono appena 60 matricolati fra leggisti ed artisti » (*). L’intervento della autorità politica a ben poco poteva giovare, perchè, in tempi di decadenza, lo spirito di autonomia degenera in insofferente indisciplina. E le savie riforme, propugnate da ben ispirati pontefici, non ebbero alcun durevole effetto, perchè ad ogni cambiar di Papa mutavano idee ed indirizzi, cadevano in prescrizione leggi e decreti e gli abusi rimanevano. Nè miglior effetto sortì l’aggiunta al Collegio dei Dottori di una Assunteria di Senatori, perchè, fatte le debite eccezioni, questi non pensarono ad altro che a procacciar canonicati ai lor protetti od ai protetti delle loro donne. Ma, nonostante la decadenza degli ordinamenti scolastici, Bologna aveva conservato buona fama nelle discipline scientifiche, sia perchè dalla moltitudine degli inetti sempre si levò qualche maestro di gran grido che tenne alto l’onore dello Studio, sia perchè alle deficienze del pubblico insegnamento poneva riparo la iniziativa dei privati cittadini, che si raccoglievano in Accademie rivolte, non solo a divagazioni letterarie o filosofiche, ma a speculazioni scientifiche ed al libero esperimento. Quelle accademie erano ad un tempo una palestra ed una scuola, dove si praticava lo studio dei fenomeni naturali. I soci mettevano in comune il materiale scientifico, ed installavano gli strumenti astronomici nella casa di uno di essi, dove tenevano le loro riunioni. Tale fu, fin dal principio del secolo XVII0, la Accademia, che fu detta « Dei Vespertini », perchè teneva serali adunanze (i) cfr. Memorie per riparare i pregiudizi dell’Università dello Studio di Bologna e ridurlo ad una facile e perfetta riforma. (Stampata In Bologna nel MDCIjXXXIX, senza nome d’autore) ripubblicata nel Volume delle «Memorie» per la commemorazione del Morsili in occasione del suo 11° centenario. V. anche la importante Memoria di E. Costa : Contributi alla Storia dello Studio bolognese durante il Secolo XV11° (Studi e Mem. per la Storia della Università di Bologna, Voi. Ili0 p. 1-88).