l’ accademia clementina e il museo marsiliano 85 scuola di Galileo ; e notò là ad esempio la parva sapientia di un maestro che non voleva guardare nel canocchiale perchè — diceva — vi avrebbe visto cose che Aristotele non aveva potuto vedere e illustrare; quindi fatica vana per lui. L’Università di Bologna, adagiata in questa sonnolente opera di ripetizione verbale, declinava: egli lo notò, e poiché nelle svariate vicende della sua vita aveva osservato paesi e costumi; fenomeni fìsici della terra e del mare; leggi della natura; qualità e virtù e singolarità di piante, di animali, di minerali, così raccolse e studiò; giovane viaggiò e a Costantinopoli, sul Bosforo, osservatorio meraviglioso, iniziò le ricerche nuove su la tìsica del mare. Esule più tardi, e ormai avanti negli anni, in riva al Medi-terraneo ristudiò le leggi del mare e ne descrisse la tìsica; soldato, sulle rive del Danubio, prigioniero, schiavo e poi capo di milizie in guerra, studiò le fortezze e l’arte militare : raccolse documenti e codici rari, vide e ammirò il grande fiume, ne calcolò la forza, le sue leggi, e la vita naturale tutta, che presso di esso si svolgeva e i costumi dei popoli. Tutto osservò e notò e meditò, sempre instancabile, se non sempre profondo, per troppe cose assunte ad un tempo ; ma sempre utile per i materiali raccolti a benefìcio degli studiosi avvenire. Il suo pensiero si volse infine alla vecchia Università gloriosa; stat magni nominis umbra pensò, e pensò insieme di ridarle corpo sano e vita operosa. Era Vipse dixit che bisognava vincere e bandire; cioè la vecchia mentalità che il Manzoni ha illustrato, da maestro, nel tipo di Don Ferrante, vero filosofo aristotelico. Tale mentalità dominava nello Studio bolognese, invecchiato e decaduto e impoverito. L. F. Marsili pensò che, con sapiente opera, occorreva di ravvivarlo e rinnovarlo e completarlo. E creò la specola pel Cielo, le cattedre di fisica e di matematica e i musei per le cose della terra e scuole di arti e tutte le raccolse nell’istituto delle Scienze ed arti. Abile ed accorto, non prese di fronte il vecchio Studio celebre, gli creò vicino Ylstituto delle nuove scienze sperimentali e riuscì a dotarlo e a farlo vivere operoso e a dar-