LA CELEBRAZIONE DI L. F. MARSILI ALL’ ARCHIGINNASIO 71 La seconda relazione precisa e modifica in parte il programma dei lavori, a seguito di nuovi rilievi effettuati sul luogo, indicando i provvedimenti tutti da adottarsi per bonificare la zona valliva, per tracciare un tratto nuovo di alveo dal Reno fino a imboccare il Po di Primaro poco a valle del passo Raviglio presso la Fassinata e per sistemare l’alveo del Po di Primaro a valle di tale progettata confluenza del Reno. Questo piccolo Reno, del quale il Conte Marsili scrive : « Il « nome del fiume Reno per le tante scritture e risposte stam-« paté per più di un secolo sopra di esso fa concepire nella « mente di chi non lo conosce che sia uguale al gran fiume « Reno limitáneo fra le Gallie e la Germania, quando non è « che un semplice torrente, che eguaglia il Santerno, il Lamone « ed il Savio, o almeno non vi corre una differenza fra loro « considerabile », questo piccolo nostro Reno fu motivo per secoli non solo di dibattiti giuridici ma anche di indagini tecniche. Al tempo del Marsili, matematici e idraulici insigni come il Manfredi, il Grandi, il Guglielmini, si occuparono dell’argomento portando contributo non solo alla questione specifica ma anche alla scienza delle acque. Il bisogno di difendersi dalle acque stagnanti e dalle correnti mal regolate, il destino imposto di guadagnare palmo a palmo il terreno e di proteggere giorno per giorno la vita contribuì non solo a rendere la nostra Regione sveglia ed attenta quanto altra mai ai problemi economici e alle necessià quotidiane, ma anche a fare di essa per molto tempo fucina di studi e terra di esperimenti di sistemazioni idrauliche. La soluzione proposta dal Marsili nel 1728 trova rispondenza di massima in quella decisa, dopo altri 39 anni, durante i quali continuarono i litigi e si accumularono i danni ed anche le spese lamentate dal Marsili, dalla Congregazione delle Acque, la quale nel 1767 decretò l’inalveamente del Reno e la immissione nel Po di Primaro. L’opera, eseguita in modo imperfetto e incompleto, ha richiesto notevoli successivi interventi, dei quali il più recente è la grande bonifica della pianura a destra di Reno, che attende ancora definitivo compimento con l’inalveazione dell’Idice.