102 CAPO IV. poeta immortale è comparato alla Garisenda di Bologna, così anche l’Italia nelle epoche le più tristi sempre raccoglieva le sue forze, e dopo ciascuna prova, ciascun infortunio sorgeva sempre più gloriosa che mai. Ed in questo punto le nostre due nazioni: la nazione Italiana e l’Ungherese si somigliano tanto: non è cosa meravigliosa ch’elleno si rincontravano così facilmente nel corso dei secoli, e specialmente nei tempi presenti. Alla memoria gloriosa del gran soldato della sua patria e della nostra, al grande scienziato di tutto il mondo offro il mio omaggio come il rappresentante dell’Università la più antica della mia patria, e da tutto il mio cuore saluto la nobile città di Bologna, che diede al inondo tra tante altre celebrità il conte Luigi Ferdinando Marsili! Parole dei. Dott. Béla Ivànyi Professore dell’Università di Szeged Eccellenze, Signore e Signori! Non senza profonda commozione sto io qui, dinanzi a voi, al pensiero, che nel passato plurimillenario di questa nobile città si sono accumulati così numerosi strati di civiltà diverse. Quando la mia anima si volge a scrutare le oscurità nebbiose della vostra storia, è impossibile, o bolognesi, ch’io non rammemori e come giurista, e come ungherese. Come giurista ricordo con gratitudine l’antica Università di Bologna, e il suo luminoso passato in cui si presentano gli spiriti dei famosi glossatori, Irnerio, Accursio, Odofredo, Passeggeri, Foscherari, e di tutti quelli, che hanno tramandato dall’antichità al medio evo il più meraviglioso sistema giuridico del mondo. Mi si presenta alla memoria anche il semplice camaldolese Graziano, fondatore del diritto ecclesiastico: cosicché ora vedo già uniti sotto lo splendido nome di Bologna, due brillanti sistemi giuridici; e terzo fenomeno mi si affaccia alla mente San Domenico, il fondatore del superbo e potente ordine domenicano, che abbraccia ora tutto il mondo, il quale invia in terra