50 CAFO II. « descrissi in una Lettera al signor Marcello Malpighi, da me « riverito, oltre al grado di Maestro, come uno dei primi huo-« mini, che non solo ha partorito Bologna mia Patria alla cui « celebre Università reca lume e decoro, ma tutta l’Italia, che « nelle sue lodi non vorrà cedere a tutti i Paesi più remoti, ove « sia cognizione della vera letteratura, e particolarmente al-« l’Inghilterra, che ha dato alla pubblica luce le sue Opere ». In questo studio sul Bosforo il conte Marsili ebbe dei precursori e in ispecie, un secolo prima, Pietro Gylles, la cui opera peraltro fu di carattere più storico e mitologico, che geografico e naturalistico. Lo studio del Marsili segnò un progresso sostanziale e profondo. Il lavoro piacque, fu apprezzato assai. Gli atti dell’Ac-cademia di Lipsia ne parlarono in questi termini : « Quamvis « Petrus Gylius Albiensis Philosophus Philologusque superiori « saeculo suo merito clarissimus Bosphorum hunc peculiari « libro descripserit, totque itinerariorum Constantinopolitano-« rum conditores prolixius de eo agere haud neglexerint; Aloy-« sius tamen Ferdinandus Marsilius mysteriorum naturalium « indagator felicissimus, propria industria non pauca in eo « observavit, quae alios eruditorum hactenus fugerunt. Digna « bine ea censuit, quae non cum Regina tantum sibi faventissi-« ma, sed et cum universa eruditorum Republica communi-« caret ». E veramente il lavoro breve, ma chiaro nella forma, ricco di fatti è un preludio ben degno della futura opera scientifica marsiliana. * * * U Histoire physique de la Mer. — Lo studio fìsico del mare continuò nel 1692 quando, trovandosi il conte Marsili di nuovo a Costantinopoli, per riposarsi e per ricostituirsi da fatiche e da malattie conseguenti a ferite di guerra, si dedicò a nuove indagini sulla natura delle acque del Bosforo, sui moti di esse e sulle varie specie di pesci. Ma lo studio del mare assurse all’ occupazione dominante, se non proprio sola, del Marsili, due anni dopo 1’ esecuzione della sentenza di Bri-